Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

cartina morti sul lavoro al 31 marzo Carlo Soricelli

Mi dai una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per non far cadere nell'oblio gli oltre 20000 lavoratori registrati dall'Osservatorio in questi 19 anni. Se i fondi saranno sufficienti faremo anche la Piramide con le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro, che avrà continuità con il muro delle farfalle bianche già realizzato

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

andamento Regioni 2025 dalla peggiore

andamento Regioni 2025 dalla peggiore
Andamento regione nell'intero 2025

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

mercoledì 8 aprile 2026

Sicurezza sul Lavoro: La "Falsa Diminuzione" dei Dati INAIL e la Realtà dell’Osservatorio. Nel pist gli ultimi morti e la foto di "Geppetto" morto sul lavoro a 23 anni

​Mentre i dati ufficiali INAIL diffusi a febbraio sembrano suggerire una tregua, parlando di un calo dei morti sul lavoro del 27%, il monitoraggio costante dell'Osservatorio Indipendente di Bologna restituisce un’immagine ben più drammatica e fedele alla realtà. ​Il divario tra statistiche e realtà ​Alla data odierna, 8 aprile, i numeri dei decessi sono purtroppo in linea con il terribile 2025. La differenza sostanziale tra i dati dell'Osservatorio e quelli dell'INAIL risiede nel perimetro del monitoraggio: ​INAIL: monitora esclusivamente i lavoratori assicurati presso l'istituto. ​Osservatorio di Bologna: registra tutti i morti sul lavoro, includendo chi appartiene ad altre assicurazioni, i lavoratori in nero e gli agricoltori (spesso non coperti dalle statistiche standard). ​La strage silenziosa in agricoltura ​Il settore agricolo continua a pagare il prezzo più alto: sono già 20 le vittime schiacciate dal trattore dall'inizio dell'anno, una categoria di lavoratori spesso invisibile ai bilanci ufficiali ma costantemente presente nei nostri bollettini. ​Le vittime: oltre i numeri, le persone ​Dietro ogni statistica c'è una vita spezzata, una famiglia distrutta e una comunità in lutto. In questi giorni piangiamo: ​Roberto Gavioli (73 anni): Conosciuto affettuosamente come "Geppetto" per la sua abilità di scultore del legno. È deceduto cadendo da un cestello elevatore insieme al figlio. Oggi la comunità si stringe per i suoi funerali. ​Italo Carpi: Una tragedia consumatasi all'interno di una distilleria, dove ha perso la vita dentro una cisterna di alcol etilico. Le forze dell'ordine stanno indagando sulle dinamiche. ​Federico Prato: Vittima di un incidente sul lavoro avvenuto a Genova. ​Eolo Monelletta (60 anni): Deceduto in provincia di Perugia, ennesima vittima dello schiacciamento da trattore. ​Ahmed Riaz: Ci lascia dopo un mese di indicibile agonia. L'operaio era caduto in una vasca di acqua bollente; un calvario che si è concluso con l'ultimo fatale addio. ​L'impegno dell'Osservatorio rimane fermo: continuare a dare un nome e un volto a chi muore di lavoro, affinché non vengano dimenticati sotto la polvere di statistiche parziali. ​Data di aggiornamento: 8 Aprile 2026 Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna

martedì 7 aprile 2026

Domani i funerali di "Geppetto" Roberto Gavioli morto sul lavoro a 73 anni

Domani mattina i funerali di Roberto Gavioli morto sul lavoro a 73 anni, ferito gravemente anche il figlio. Erano su un cestello che si è ribaltato. Gavioli era anche un apprezzato scultore del legno. Lo chiamavano "Geppetto". Condogluanze alla famiglia. Ma ricordo a tutti che gli ultrasettantenmi morti sui luoghi di lavoro sono il 16% di tutti i morti. Grazie Fornero e grazie Salvini che a ogni elezione promette di eliminare la famigerata legge, per poi dimenticarsene dopo aver preso la poltrona.

sabato 4 aprile 2026

COMUNICATO STAMPA STRAGE DI SUVIANA: IL CANCRO DEI SUBAPPALTI E L’ERGASTOLO DEL DOLORE. BASTA PROCESSI INFINITI!Grazie ai 5367 che in soli 4 giorni hanno visitato l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

Bologna, Aprile 2026 – In occasione del secondo anniversario della strage di Suviana (Bargi), del 9 aprile 2024 l’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro, per voce del suo curatore Carlo Soricelli, alza un grido d'indignazione contro un sistema che non solo uccide sul lavoro, ma calpesta la dignità dei sopravvissuti con una giustizia lenta e inaccessibile. Il sistema dei subappalti: un "caporalato legalizzato" utilizzato anche dallo Stato Suviana non è un episodio isolato, ma l'ennesima prova di come il subappalto a cascata sia un cancro che divora la sicurezza. Quando il lavoro viene parcellizzato — come visto nelle stragi di Brandizzo, dell’Esselunga di Firenze dove per la costruzione di un semlice Supermercato ci lavoravano 49 aziende appaltatrici, e di Casteldaccia di Palermo e dell’ENI di Calenzano— si perde la visione d’insieme del rischio. È inaccettabile che anche le aziende a partecipazione statale utilizzino massicciamente questa forma di "caporalato legalizzato". L’introduzione degli appalti a cascata ha prodotto un aumento dei morti superiore al 15%: a pagare sono i lavoratori più fragili, spesso privi di protezione sindacale effettiva perché frammentati in piccole realtà che orbitano attorno ai grandi colossi. Una proposta politica: responsabilità del Capo Commessa Dopo il fallimento del percorso referendario, l'Osservatorio chiede che l’abolizione degli appalti a cascata e la piena responsabilità del Capo Commessa diventino punti centrali e non negoziabili dei programmi politici e sindacali. Oggi il committente gode di una sostanziale immunità: delega il lavoro, parcellizza il rischio e si solleva da ogni responsabilità. È necessario che chi commissiona l'opera torni a essere legalmente responsabile di ogni singola vita impegnata nel sito produttivo. L’agonia dei processi: la giustizia negata Mentre i grandi gruppi economici hanno i mezzi per trascinare i processi all’infinito attraverso cavilli e rimandi, i familiari delle vittime restano soli. In Italia, un processo per omicidio sul lavoro dura mediamente dai 15 ai 20 anni. "Questa non è giustizia, è complicità con i colpevoli. Chiediamo una corsia preferenziale immediata per i processi sulle morti sul lavoro: il tempo della legge non può essere il nemico delle vittime." IN MEMORIA DEI NOSTRI "LAVORATORI ITINERANTI" un quarto dei lavoratori muoiono lontano dalla loro provincia e regione, diversi anche all’estero Questi uomini che lavoravano a Suviana non erano numeri, ma tecnici professionisti che portavano competenza in tutta Italia, finiti nel buio di una centrale per un sistema che non li ha protetti. L'Osservatorio non dimentica e chiama questi morti vittime di LAVORICIDIO: • Vincenzo Franchina (36 anni, Sinagra, ME) – Sposato da poco e padre da soli tre mesi. • Pavel Petronel Tanase (45 anni, Settimo Torinese, TO) – Colonna della sua comunità. • Mario Pisani (73 anni, San Marzano di San Giuseppe, TA) – Tecnico esperto ancora necessario sul campo. • Adriano Scandellari (57 anni, Ponte San Nicolò, PD) – Stella al Merito del Lavoro (Enel Green Power). • Paolo Casiraghi (59 anni, Milano) – Tecnico specializzato (ABB). • Alessandro D’Andrea (37 anni, Pontedera, PI) – Tecnico della Voith Hydro. • Vincenzo Garzillo (68 anni, Napoli) – Consulente esperto per la Lab Engineering. Il Muro delle Farfalle Bianche L'installazione artistica di Carlo Soricelli, con le sue 300 farfalle bianche, è un monito contro l'indifferenza. Uno spazio speciale è dedicato alle vittime di Suviana: non cifre statistiche, ma storie interrotte che esigono verità. Ogni farfalla rappresenta un volo spezzato da un sistema che deve essere rifondato sulla dignità, non sul massimo ribasso. Appuntamento al 9 Aprile: "Le nostre lotte per un lavoro sicuro" Per dare seguito a queste istanze, il prossimo 9 aprile 2026 (ore 9:00 - 16:00), la Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna ospiterà presso il Salone G. Di Vittorio (via Marconi 67/2) un dibattito fondamentale. L'evento, introdotto da Michele Bulgarelli (CDLM Bologna) e concluso da Francesca Re David (CGIL Nazionale), vedrà la partecipazione di: • Matteo Lepore (Sindaco di Bologna) • Chiara Gribaudo (Pres. Commissione parlamentare d’inchiesta) • Antonio Zoina (Ispettorato Nazionale del Lavoro) • Paolo Galli (Ausl Bologna) L'appello del Curatore: "Chiedo che questo incontro affronti concretamente l'abolizione del subappalto a cascata. È il tempo della verità e di un impegno che non lasci più spazio alla precarietà della vita umana." Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it Grazie ai 5367 che in soli 4 giorni hanno visitato l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro 

mercoledì 1 aprile 2026

Amaro Veneto per chi lavora

Il triste primato del Veneto e la realtà delle morti sul lavoro "Amaro" è l’unica parola che mi viene in mente. Anche quest’anno il Veneto svetta ai vertici di questa tragica classifica: con 28 decessi sui luoghi di lavoro, la regione si avvia purtroppo a confermare il suo triste primato. È evidente un cambiamento strutturale: oggi a morire sono soprattutto gli stranieri. Sembra quasi che, come nel resto del Paese, i lavori più pericolosi — spesso privi delle necessarie protezioni — vengano delegati a chi arriva da fuori. È successo solo ieri nel veronese, dove ha perso la vita un lavoratore rumeno, ed è accaduto pochi giorni fa a Mamour Pope, un ragazzo di soli 22 anni a cui ho voluto dedicare una poesia. Il suo sorriso dolce, quello di un "bambino" cresciuto troppo in fretta, spezza il cuore. I numeri parlano chiaro: nel 2025, in Veneto, sono stati 35 i lavoratori stranieri a perdere la vita; nel 2026, siamo già a quota 5. I dati nazionali al 31 marzo 2026 Il monitoraggio nazionale scatta una fotografia drammatica del primo trimestre dell'anno: 231 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. 289 morti totali, se si includono i decessi "in itinere" (durante il tragitto casa-lavoro). Rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando le morti sui luoghi di lavoro erano 244), si registra una flessione del 5,3%. Tuttavia, questo dato non deve trarre in inganno: il 2025 è stato l'anno più nefasto degli ultimi 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http//cadutisullavoro.blogspot.it, un picco di tragicità che rende ogni piccolo calo ancora del tutto insufficiente.

lunedì 23 marzo 2026

Referendum: Il No vince per una Giustizia libera e sollecita. I damiliari dei morti sul lavoro aspettano anche piùdi 20 anni per avere giustizia.

​COMUNICATO STAMPA ​Referendum: Il No vince per una Giustizia libera e sollecita. ​Carlo Soricelli (Osservatorio Bologna): "Basta processi infiniti. Le famiglie delle vittime sul lavoro non possono aspettare vent’anni." ​BOLOGNA, 23 Marzo 2026 – All’indomani del responso referendario che vede la netta vittoria del NO, il curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, Carlo Soricelli, rilascia una dichiarazione ufficiale per interpretare il voto dal punto di vista di chi, dal 2008, assiste quotidianamente al dramma delle "morti bianche" e al calvario giudiziario che ne consegue. ​"Il risultato di questo referendum" – dichiara Carlo Soricelli – "è un segnale inequivocabile che arriva dai cittadini e, in particolare, dai tantissimi familiari delle vittime del dovere con cui sono in costante contatto. La stragrande maggioranza di loro si è espressa per il NO, non per una scelta ideologica, ma per un profondo timore: che una magistratura meno indipendente e soggetta alle pressioni del potere politico finisse per auto-impaurirsi proprio davanti ai processi più complessi, quelli contro chi detiene il potere economico e dispone dei migliori collegi difensivi." ​Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio, il vero nodo della giustizia in Italia non è la separazione delle carriere, ma la durata biblica dei processi. ​"Abbiamo famiglie che attendono giustizia da oltre due decenni" – incalza Soricelli. "Vent'anni di sofferenze atroci che si sommano al lutto. È inaccettabile che lo Stato chieda a una madre o a un figlio di aspettare una generazione per vedere riconosciuta la responsabilità di una morte sul lavoro. Una giustizia che arriva dopo vent'anni è, di fatto, una giustizia negata." ​Con la vittoria del NO, l'Osservatorio di Bologna chiede ufficialmente alla politica di abbandonare le "riforme di bandiera" e di concentrarsi sulle vere emergenze: ​Accelerazione dei processi per i reati legati alla sicurezza sul lavoro. ​Investimenti massicci in personale e risorse per le procure e i tribunali. ​Tutela dell'indipendenza dei giudici, affinché possano agire con fermezza anche contro i poteri forti, senza il timore di condizionamenti politici. ​"Il Governo e il Ministro Nordio prendano atto che gli italiani, e chi soffre nei tribunali, chiedono efficienza e coraggio, non riforme che rischiano di indebolire la parte debole del processo. La nostra battaglia per la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie riparte oggi con ancora più forza." ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro

domenica 8 marzo 2026

Voto NO al Referendum sulla Giustizia: chi conta i morti sul lavoro sa che per le vittime cambierà in peggio

Mi chiamo Carlo Soricelli e dal 1° gennaio 2008 porto avanti, come volontario, l’attività dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna. Da quasi vent’anni il mio compito è dare un nome a chi non c’è più e farlo ricordare. Ma oggi sento il dovere di lanciare un allarme: se vinceranno i SÌ ai quesiti referendari sulla giustizia, per le vittime del lavoro e per i loro familiari la parola “giustizia” rischierà di diventare un miraggio ancora più lontano. E voglio dirlo con chiarezza: questo referendum non incide in alcun modo sui tempi dei processi né migliora la giustizia per i morti sul lavoro. Non riduce le attese delle famiglie, non accelera i procedimenti, non rafforza la tutela delle vittime. Per chi ha perso un figlio, un padre o una madre lavorando, non cambierà nulla. E anzi, temo che la situazione possa peggiorare. Nel mio archivio conservo le storie di decine di migliaia di famiglie che, per ottenere una sentenza di terzo grado, sono costrette ad aspettare anche vent’anni. Vent’anni di processi, di rinvii, di udienze che riaprono ogni volta la ferita del lutto. Un tempo infinito che prolunga il dolore e che spesso trasforma la ricerca della verità in un calvario giudiziario. Nel frattempo le controparti — spesso grandi aziende e colossi industriali — affrontano questi processi con il fior fiore degli avvocati, capaci di trascinare i dibattimenti per anni, fino alla prescrizione o allo sfinimento psicologico ed economico delle famiglie delle vittime. Il recente caso del sequestro a Glovo per caporalato dimostra che solo una magistratura realmente indipendente può arrivare a colpire anche i potenti della cosiddetta “nuova economia”. Per questo temo profondamente che, con un maggiore controllo politico sulla giustizia, ed è quello che vogliono fare, si possa arrivare a una magistratura più tollerante e comprensiva con i ricchi e i potenti, mentre la massima durezza continuerebbe ad abbattersi sui lavoratori poveri e sui più deboli. Questa preoccupazione non è soltanto mia. È la preoccupazione di tantissimi familiari delle vittime che seguo da anni. Molti di loro mi chiedono perfino di non apparire pubblicamente, temendo ritorsioni da parte delle controparti o conseguenze nei procedimenti giudiziari. È un clima di paura che non dovrebbe esistere in uno Stato di diritto. E mentre si discute di riforme, la realtà della giustizia per i morti sul lavoro è questa. Il processo per Umberto Musilli, morto quattro anni fa, non è ancora iniziato. Quello per la morte nel 2019 di Giuseppina Marcinnò, 65 anni, è ancora fermo al primo grado. Sono storie concrete, famiglie vere, vite spezzate che attendono ancora giustizia. Invito tutti a guardare la mia installazione, il “Muro delle Farfalle Bianche”. Rappresenta trecento volti di lavoratori che non sono tornati a casa. Per i loro familiari quelle farfalle bianche sono simbolo di purezza, memoria e amore sopra le tombe. Ma per il nostro sistema giudiziario, troppe di quelle fotografie rappresentano procedimenti aperti da anni, a volte da decenni. Se vinceranno i SÌ, temo che quel muro diventerà ancora più alto e ancora più difficile da attraversare. Una giustizia lenta e politicamente influenzabile non è giustizia. È un segnale pericoloso: significa dire che si può continuare a risparmiare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, perché tanto le responsabilità arriveranno tardi, forse troppo tardi, o forse non arriveranno mai. Per questo, per difendere chi non ha voce e per onorare chi ha perso la vita lavorando, esprimo la mia totale contrarietà a questa riforma. Perché chi, come me, conta i morti sul lavoro da quasi vent’anni sa che senza una giustizia davvero indipendente e forte, le vittime resteranno solo numeri e le loro famiglie continueranno ad aspettare giustizia per tutta la vita. Chiedo alle migliaia di visitatori del blog http://cadutisullavoro.blogspot.it di far sentire la vicinanza a ai familiari dei morti sul lavoro e di non contribuire con l'indifferenza a far peggiorare la situazione Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna

8 marzo – Un pensiero per le donne che non tornano a casa dal lavoro

Oggi, nella Giornata internazionale delle donne, voglio ricordare anche loro: le donne che muoiono lavorando o andando al lavoro. Sono operaie, mediche, impiegate, ingegnere, agricoltrici, lavoratrici dei servizi, ma anche casalinghe, donne che ogni giorno si spostano per lavorare. Donne di ogni età e professione. Molte perdono la vita sui luoghi di lavoro. Ma tantissime muoiono sulle strade, mentre vanno o tornano dal lavoro, spesso di corsa per conciliare turni, famiglia e responsabilità quotidiane. In itinere le donne muoiono quasi quanto gli uomini. Di queste morti si parla troppo poco. Occorre avere il coraggio di affrontare anche questo tema: rendere il lavoro più flessibile negli orari di entrata e di uscita, nel pubblico ma anche nel privato, per permettere alle donne di conciliare lavoro, famiglia e vita quotidiana senza essere costrette ogni giorno a correre rischi. Alcune di queste donne muoiono anche per malori mentre lavorano. Quelle che vedete in questo collage sono solo una piccola parte delle vittime. Ricordarle oggi significa non accettare che la loro morte resti invisibile. Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro – Bologna http://cadutisullavoro.blogspot.it

sabato 7 marzo 2026

LA STRAGE SUPERATI I MORTI SUL LAVORO COMPLESSIVI AL 6 MARZO 2025. IL FORTE CALO DI GENNAIO E' STATO UN'ILLUSIONE

MARZO 2026 – GIÀ 21 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA E nel mese scorso le vittime complessive sono state oltre cento, tra morti sui luoghi di lavoro e infortuni in itinere. Dietro ai numeri ci sono persone, volti, famiglie distrutte. L’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro continua a dare identità alle vittime. In allegato le foto di alcuni di loro Morti sui luoghi di lavoro Piemonte – Luigi Bongiovanni Puglia – Loris Constantino Sicilia – Flori Topalli Lombardia – Giorgio Demonti Lombardia – Marco Turra Veneto – Giovanni Nino Dal Canton Sicilia – S.M. Sardegna – Luciano Pinna Sardegna – Antonia Pinna Basilicata – Leonardo Guglielmi Marche – Mario Orazi Veneto – Islam Rafikul Lazio – Dorel Ciobanu Sicilia – Francesco Iarrera Clandestino morto a Vibo Valentia Morti in itinere Simone Argenti Alessio Ardovini Salvatore Murro Diego CrittI Non sono numeri. Sono lavoratori che non torneranno più a casa. Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro Carlo Soricelli

domenica 1 marzo 2026

Sono stato un illuso: dopo un gennaio con un calo di oltre il 30% Febbraio si "mangia tutto il calo dei morti; tra l'altro si sono persi tanti giovani

A gennaio 2026 avevo parlato di un possibile cambio di rotta: oltre il 30% di morti in meno rispetto a gennaio 2025. Dopo 18 anni di monitoraggio quotidiano, sembrava finalmente profilarsi un’inversione consistente di tendenza. Poi febbraio: un’autentica strage. 78 morti sui luoghi di lavoro contro i 66 di febbraio 2025. E la differenza con il 2025 si riduce a solo 6 morti Mi sono lasciato prendere dalla speranza. Ed è giusto dirlo: faccio mea culpa. Perché giorno dopo giorno quel calo si è assottigliato, fino a ridursi a pochi morti di differenza nei primi due mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. E mentre le percentuali cambiavano, le bare continuavano ad aumentare. Ad oggi, fine febbraio, siamo a 151 morti sui luoghi di lavoro. Il 28 febbraio 2025 erano 161. Ma con i morti “in itinere” si sfiorano già i 200. Una differenza minima, fragile, quella con il 28 febbraio 2025, che può essere spazzata via in pochi giorni — come purtroppo sta accadendo. Negli ultimi giorni diversi giovani hanno perso la vita lavorando. Ragazzi. Ecco chi sono. Carmine Albero, 24 anni. Nico Ulivieri, 30 anni. Tommaso Andreuzza, 27 anni. Un ragazzo di 25 anni, morto ieri mentre lavorava in un cantiere stradale, di cui non conosciamo ancora l’identità. Avevano vent’anni. O poco più. Ma c’è anche l’altra faccia della tragedia. Sono tantissimi gli anziani che muoiono sul lavoro, spesso dopo una vita intera di fatica e in nero: Costantino Rocco, 61 anni. Antonio Nisticò, 61 anni. Nicola Iezza, 68 anni. Francesco Greco, 60 anni. Un agricoltore in Umbria, 70 anni. Antonio Rocco Russo, 60 anni. Eresmo Benelli, 77 anni. Settantasette anni. E non sono ancora conteggiati i morti “in itinere”, che ogni anno rappresentano tra il 25% e il 30% del totale. Ma dentro questa tragedia ce n’è un’altra. I familiari delle vittime raramente ottengono giustizia in tempi dignitosi. I processi si trascinano per venti o trent’anni. Il dolore non si attenua. Molti genitori muoiono prima di vedere riconosciute le responsabilità per la morte dei propri figli. Ne conosco tanti personalmente. La loro disperazione è indescrivibile. Non possiamo continuare a leggere questi numeri come fossero bollettini meteo. Dietro ogni numero c’è un nome. Un’età. Una famiglia distrutta. Un vuoto che non si colma. La vera inversione di tendenza sarà quando smetteremo di considerare inevitabile morire di lavoro. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro 3 allegati • Scansionato da Gmail

mercoledì 25 febbraio 2026

Porca vacca: altro che inversione di tendenza, febbraio si sta "mangiando tutto il calo dei morti di gennaio

COMUNICATO STAMPA dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Dopo aver analizzato le statistiche di gennaio 2026 confrontandole con quelle di gennaio 2025, avevo sperato – dopo 19 anni – di poter finalmente parlare di una reale inversione di tendenza. Il calo delle morti sui luoghi di lavoro aveva superato il 30%. Sembrava l’inizio di un cambiamento. Purtroppo, alla data del 24 febbraio 2026, il confronto con lo stesso periodo del 2025 ridimensiona drasticamente quell’illusione: la diminuzione delle morti sui luoghi di lavoro si è ridotta a - 8%. Bastano pochi giorni drammatici per compromettere un’intera tendenza statistica. Lunedì è stata una giornata infausta: 5 lavoratori hanno perso la vita sui luoghi di lavoro e altri 3 in itinere. Tra questi una donna Giovanna Donato che all'una di notte tornava a casa in bicicletta da un turno in un ristorante, dalle cento alle 200 le donne che perdono la vita in itinere ogni anno Ieri si sono aggiunti altri 3 morti sui luoghi di lavoro. Tra loro Carmine Albero, appena 24 anni e Nico Ulivieri di 31 che a giorni sarebbe diventato papà che col suo pilotina è stato travolto da un grosso natante. Carmine Lavorava come operaio per potersi pagare gli studi e coltivare il sogno di affermarsi come cantante. Alla due famiglie e a quelle di tutti gli altri vanno le mie più sentite condoglianze. Questi numeri non sono semplici statistiche: sono vite spezzate, famiglie distrutte, progetti interrotti. L’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro continua a monitorare quotidianamente queste tragedie, offrendo un’informazione indipendente, libera da interessi politici o mediatici. Un sentito ringraziamento alle centinaia di persone – e in molti giorni alle migliaia – che visitano l’Osservatorio per informarsi su quanto accade realmente nel nostro Paese. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

mercoledì 18 febbraio 2026

Febbraio sta diventando orribile

Un orrore anche oggi con 4 morti sul lavoro il 32enne nel veronese e altri 3, tra questi il secondo schiacciato dal trattore in 3 giorni. Ministro Lollobrigida dell'Agricoltura, dica qualcosa contro questa strage di sua competenza. Si metta una mano sul cuore e agisca, nel 2025 ne sono morti 143 in questo modo orrendo. Un genitore non tornava a casa dal lavoro, l'hanno trovato morto probabilmente schiacciato tra due camion. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

martedì 17 febbraio 2026

sono stati 8 i morti sul lavoro ieri 16 feb

Luca Pezzulla, 22enne trovato accanto a un carrello elevatore ribaltato, era il figlio del titolare dell’impresa Giovanni Varetto, 95enne agricoltore che ancora lavorava riaccende la strage di agricoltori schiacciati dal trattore è il quinto quest’anno e l’anno scorso 143, oltre 3000 morti in questo modo orrendo da quando 19 anni fa ho aperto l’Osservatorio Giuseppe Lesioli, un altro anziano 80enne titolare con in fratello di un’impresa edile di Calvisano (Brescia), caduto da una scala Giacomo Casagrande, 71enne agricoltore di Montebelluna (Treviso), è rimasto schiacciato dall’albero che tagliava Catalin Moise Robu, 55enne caduto da un ponteggio mobile nel cremonese. Un operaio 48enne dello Sri Lanka residente a Montelabbate (Pesaro Urbino), è morto quando ancora non c’era luce A Collecchio di Parma un 50enne è uscito fuori strada con il camioncino che è andato contro un albero Un operaio macedone di 55 anni è morto di Karoschi in un salumificio Un operaio macedone di 55 anni è morto nel chietino di Karoschi (fatica) Carlo Soricelli curatore dellìOsservatorio di Bologna morti sul lavoro

lunedì 16 febbraio 2026

Io, speriamo che torno a casa vivo

Sono stati 6 i morti sul lavoro nelle nelle ulti.e 24 anni. Luca Pezzulla aveva solo 22 anni, travolto dal carrello elevators. In provincia di brescia è morto Giuseppe Lisioli che di anni ne aveva 80 (due giorni fa è morto un 79enne). Un 55enne stanietk é mortk cadendo dallaltk un 55enbe straniera, ma la strage di vecchi che muiono lavorando continua con un 71enne, Giacomo Casagrande che é rimasto travolto da un albero. Due sono morti in itinere, uno di questi straniero travolto in bicicletta all,alba mentre andava a lavorare. Mi preoccupa molto la ripresa dei lavori nei campi: giallo 4 gli schiacciati dal trattore. ma temo che anche lanziano schiacciato oggi dal trattore non ce la pissa fare, é in condizioni gravissime. Carlo Doricelli curatore dellosservatorio di bologna morti sul lavoro --

domenica 15 febbraio 2026

siamo a questa mattina a 109 morti sui luoghi di lavoro nel 2026 con itinere si superano i 130

Ma è un paese normale il nostro dove un tecnico in pensione di 79 anni muore lavorando in una RSA travolto da un letto? Non mi interessa se lavorava in nero, difatti stanno indagando sulla sua posizione assicurativa, nel 2025 il 30% dei morti avevano più di 60 anni, Ma non meno terribile la vicenda di un operaio indiano di 60 anni che ha perso un braccio in un macchinario, ovviamente senza le normali sicurezze. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

venerdì 13 febbraio 2026

Un calo formidabile del 38% dei morti sui Luoghi di lavoro in questo primo scorcio del 2026

Grazie, grazie e ancora grazie a tutti gli italiani per la grande sensibilità che stanno dimostrando sui morti sul lavoro, registriamo un calo del 38% rispetto al 12 febbraio 2025. Grazie a tutti: Istituzioni a partire dal nostro Caro Presidente Mattarella che presta una grandissima attenzione per queste tragedie: Media. Politica e soprattutto Cittadini Comuni che  in questi ultimi anni hanno posto una grandissima attenzione al fenomeno. Ma ricordiamo che i morti registrati dell'Osservatorio sono molti di più 2026 – 102 morti sui luoghi di lavoro 12 febbraio. Con itinere 133.Sui luoghi di lavoro sono stati al 12 febbraio 180 e oltre 230 con l'itinere. un calo straordinariodel 38% sui Luoghi di lavoro. L’Osservatorio morti sul lavoro di Bologna li monitora tutti, anche in nero, di categorie diverse da INAIL e quindi il caloè davvero significativo Spero con forza che non sia l’inizio di una tendenza stabile, ecredo che questo calo possa consolidarsi. Ma preoccupa molto però l’impennata dei morti dell’autotrasporto 23 MORTI , CHE SONO L’UNICA CATEGORIA AD AVERE UN AUMENTO DEI MORTI DELL’8%AGRICOLTURA 5 MORTI CALO  DEL 78%, ma attenzione tra poco inizieranno i lavori con i trattori che da soli producono oltre il 70% dei morti in questa categoria EDILIZIA 14 MORTI CALO DEL 34% INDUSTRIA 12 MORTI UGUALE AL 2024 I motivi?Una maggiore sensibilità degli italiani verso queste tragedie, anche tra i piccoli imprenditori, che stanno capendo che la sicurezza paga.È nelle piccole e piccolissime aziende che si concentra lamaggioranza dei morti, dov’è presente il sindacato le morti sicontano sulle dita di una mano, e oggi sempre più persone si rendonoconto della reale vastità del fenomeno. Anche altri soggetti hannoiniziato a monitorare i morti sul lavoro e stanno scoprendo che ciòche scrivevo da 18 anni era vero.Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

martedì 10 febbraio 2026

Già 20 gli autotrasportatori morti nel 2026 la categoria pi3numerosa

Lo sterminio di autotrasportatori. Oggi sarebbe il compleanno di Andrea Bolelli autotrasportatore morto sull'A13 a 34 anni il 25 gennaio, é stato il 13esimo autista morto nel 2026, ora sono diventati già 20. Lavoro in condizioni disumane di supersfruttamento, nel 2025 sono morti a centinaia. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro attivo da 19 anni http://cadutisullavoro.blogspot.it

sabato 7 febbraio 2026

Incredibile strage di autotrasportatori nel 2026: Già 15 in neppure 40 giorni del 2026. gRAZIE ALLE MIGLIAIA DI PERSONE CHE OGNI GIORNO VISITANO L'OSSERVATORIO E CHE MI SEGNALANO I MORTI SUL LAQVORO CHE SPESSONO NON COMPAIONO DA NESSUNA PARTE.

L'autotrasporto uccide più di milioni di lavoratori nelle fabbriche, e quest'anno, per ora anche più degli schiacciati dal trattore . nonostante in questi ultimi 2 giorni ci siano stati 10 morti sui luoghi di lavoro, registriamo ancora un forte calo rispetto al 6 febbraio del 2025. Salvatore Tegas di 72 anni morto ieri è il 15° ultrassessantenne morto nel 2026 sui luoghi di lavoro. Grazie a Salvini che ruba il voto dei lavoratori con promesse di blocco dell'innalzamento dell'età per andare in pensione pensioni. Con lui al Governo si è peggiorata addirittura la Legge Fornero. Non facendo nessuna distinzione di chi chi fa un lavoro impiegatizio e uno pericoloso ha provocaTO UNA STRAGE DI ANZIANI, QUESTO PERCHè DA ANZIANI SI HA RIFLESSI POCO PRONTI, CAOLO DI VISTA E UDITO E ACCIACCHI DI OGNI GENERE. SONO OMICIDI LEGALIZZATI.

martedì 3 febbraio 2026

Dal 6 all'8 febbraio apre Arte Fiera, Arte banana al servizio dei potenti

Dal 6 all'8 febbraio si svolgerà a Bologna Arte Fiera. Io non ci andrò: non andrò a vedere una manifestazione dove sono esposte solo banalità. Quando parlo di banalità, mi riferisco a operazioni come quella di Cattelan, che con gran can can mediatico ha esposto una banana vera attaccata al muro con il nastro adesivo, venduta per milioni di euro a un miliardario che poi l'ha mangiata. Questa non è arte, è il simbolo di un sistema al servizio del potere e del classismo. Proprio per denunciare questo scempio, l’anno scorso, quando il Sindaco di Bologna mi ha onorato con la Turrita d’Argento (uno dei massimi riconoscimenti della città), ho compiuto un gesto simbolico: ho tirato fuori una buccia di banana mangiata che avevo scolpito, con sopra il prezzo di 1,50 euro, e me la sono appesa al collo. In quel momento il Sindaco, i presenti e i media hanno riso, ma la denuncia era potente e serissima: il contrasto tra l’arte del "vuoto" e l’arte che morde la realtà. Nonostante questo onore istituzionale, la gestione della mia opera "Morti Bianche" è stata paradossale. Parliamo di un lavoro che da 19 anni apre il sito dell’Osservatorio Nazionale di Bologna e che è stato visto da oltre 3 milioni di italiani. Eppure, l'anno scorso, il Sindaco di Bologna Lepore aveva chiesto che venisse esposta a "Arte Fiera la mia opera "Morti bianche" la misero "in castigo" in un posto dove non la vedeva nessuno. Per protesta l’ho staccata dal muro e portata a casa e nel frangente sono stato fermato dai solerti carabinieri. Quest'anno, le gallerie bolognesi a cui ho chiesto di esporla mi hanno risposto di no accampando scuse. Tutto questo accade nonostante il successo delle mie recenti mostre nel 2024/2025a Palazzo d'Accursio e successivamente con la Fondazione Carisbo sul tema specifico degli infortuni e morti sul lavoro, tema che tratto nelle mie opere dal 1980. Diverse Migliaia di visitatori sono venuti a vedere le mie opere sulle problematiche del nostro tempo, dimostrando una grande commozione, ma nessun critico cittadino si è presentato. Forse temevano di "sporcarsi la mente" con la realtà. C'è solo una parola: vergognatevi del vostro servilismo e indifferenza verso il sociale. Contro la masturbazione mentale della fiera, io oppongo la verità: chiunque voglia può vedere, su appuntamento, le mie 500 opere a contenuto sociale esposte in un magazzino sotterraneo, in un anonimo condominio a pochi chilometri da Arte Fiera. Già nel 1948, tra alcuni artisti e Palmiro Togliatti si aprì una celebre polemica: Togliatti auspicava che l’arte si occupasse del Sociale e criticava quelli che definiva "scarabocchi". E’ da quei scarabocchi che è iniziata la divaricazione tra Arte, Cultura e Società Civile che è continuata fino a ora. Poi, non è affatto vero che la "cultura" è in mano alla sinistra, la cultura di destra è egemonica, controlla tutto, attraverso televisioni e giornali e cultura. Oggi siamo arrivati alla "bananizzazione" estrema e al cesso d'oro. Chi aveva ragione? Lascio a voi la risposta. Il mondo del lavoro deve risvegliarsi e riappropriarsi della cultura. In allegato invio le foto della protesta davanti ad Arte Fiera e della banana di euro 1,5, la mia opera "Morti Bianche" e del coperchio del cesso d'oro con sopra Cattelan che manca. NB Avrei da raccontare una bella storia sull'opera allegata "l'operaio e l'informale", ma divagherei troppo Distinti saluti, Carlo Soricelli artista (termine che dovrebbe essere abolito) e orgogliosamente operaio

domenica 1 febbraio 2026

Finalmente un calo storico dei morti sul lavoro

Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Report 2026 – 65 morti sui LUOGHI DI LAVORO (senza itinere) al 31 gennaio 2026. Con itinere si contano 86 morti complessivi quest’anno 31 gennaio 2025: 90 morti sui luoghi di lavoro. 112 morti con itinere Dopo 18 anni di monitoraggio, sto finalmente assistendo a un calo davvero significativo dei morti sui luoghi di lavoro: –27,8% rispetto a gennaio 2025, un dato che non si era mai registrato se non negli anni del Covid. Spero con forza che non sia una casualità, ma l’inizio di una tendenza stabile che possa consolidarsi nel tempo. I motivi? Una maggiore sensibilità degli italiani verso queste tragedie, sia tra i lavoratori sia tra molti imprenditori, soprattutto nelle piccole e piccolissime imprese, dove purtroppo si concentra la maggioranza dei morti. Ma anche la politica sembra che presti finalmente più attenzione verso queste tragedie. Sempre più persone stanno capendo che la sicurezza paga, e che mettere soprattutto paletti agli appalti a cascata è fondamentale. Dal 2023 a causa di questo i morti sui luoghi di lavoro sono aumentati del 15%. Dove è presente il Sindacato, nonostante milioni di addetti, le morti si contano sulle dita d'una mano, e quei pochi sono quasi tutti in appalti all'intero dell'azienda stessa. Oggi cresce la consapevolezza della reale vastità del fenomeno. Anche altri soggetti hanno iniziato a monitorare i morti sul lavoro e stanno scoprendo che ciò che scrivevo da 18 anni era vero. Benvenuti. Ma monitorate con il cuore e non con l’ideologia: se manca il primo, fallirete come hanno fallito altri in passato. In questi anni ho subito angherie, isolamento e ridicolizzazione, anche in ambiti lontani dalla sicurezza, come la mia attività artistica: mi sono state persino bloccate mostre importanti. La lobby miliardaria e potentissima della sicurezza mi ha visto come un nemico e ha cercato di farmi il vuoto intorno. Non ci sono riusciti. Milioni di cittadini hanno visitato il blog dell’Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, e lentamente gli italiani si sono accorti che non stavo inventando nulla. Un po’ di merito di questo calo, anche se in pochi me lo riconoscono, me lo prendo anch’io. Attenzione però: il calo emerge solo se si contano tutti i morti sul lavoro. L’Osservatorio continua a registrare numeri molto più alti rispetto a quelli diffusi ufficialmente dall’INAIL e da chi li elabora facendo finta che non ce ne sono altri. La verità resta scomoda, ma oggi è più visibile. Tra qualche anno zero morti sul lavoro non sarà più un’utopia. Di questo passo, la cultura della sicurezza entrerà nel DNA degli italiani, a tutti i livelli. Grazie a tutte le persone che mi hanno supportato, sopportato e incoraggiato nei momenti in cui mi chiedevo: “ma chi me lo fa fare?”. Grazie a chi mi ha segnalato i morti sul lavoro, costruendo insieme negli anni una rete informale straordinaria. Ho ancora un sogno da realizzare: un docufilm sull’Osservatorio morti sul lavoro, per non far cadere nell’oblio i 20.000 lavoratori registrati in questi anni, e una piramide della memoria con i volti e le identità di altri centinaia di lavoratori, che segua il “Muro delle farfalle bianche”, già realizzato con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro e che in tanti avete già visto. Se volete dare una mano, anche solo simbolica, trovate l’IBAN sul sito dell’Osservatorio. Grazie a tutti noi. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

giovedì 29 gennaio 2026

Disperso in mare pescatore ferrarese

è ancora disperso in mare il pescatore di 47 anni di Comacchio di Ferrara, sono 3 giorni che lo cercano

mercoledì 28 gennaio 2026

martedì 27 gennaio 2026

Dedicata una panchina bianca a Gabriele Di Guida

avenago (Monza e Brianza) – Una panchina bianca per Gabriele Di Guida, l’operaio di Cavenago stritolato da una pressa nel 2019 alla Silfa di Sulbiate, aveva solo 24 anni, oggi ne avrebbe 32. Metteremo anche Gabriele nella Piramide che ricorda i morti sul lavoro che non devono finire nell'oblio. Alla mamma Ester tutta la vicinanza dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

venerdì 23 gennaio 2026

Andrea Cricca e il sogno spezzato nei campi: l’ombra del lavoro nero dietro la tragedia del giovane 24enne. Andrea caduto dentro una macchina tritafieno

Andrea era andato a dare "una mano" a amici, ma chiamiamolo per quello che è "lavoro nero" come del resto a centinaia perdono la vita "Dando una mano", poi un morto sul lavoro dopo la morte ingiusta e incivile è sembre bravo e buono. Ma ce ne accorgiamo sempre dopo che perdiamo una vita unica e meravigliosa, che non può e non deve finire così, pa

lunedì 19 gennaio 2026

La vera "classifica" dei morti sul lavoro del 2025, dalla peggiore

Classifica Indice di Mortalità (Dal peggiore al migliore) Dati riferiti a 1.017 decessi in Italia (compresa quota estera. In rapporto al numero di abitanti, l’unico parametro valido, non può esserci nessun indici occupazionale per l’enorme numero di morti in nero e che hanno assicurazioni diverse da INAIL Posizione Regione Morti (Assoluti) Indice (su 1M ab.) Grado di Rischio 1 Abruzzo 42 33,1 🔴 MASSIMO 2 Valle d’Aosta 4 32,5 🔴 MASSIMO 3 Basilicata 14 26,3 🔴 ALTO 4 Trentino Alto Adige 24 22,4 🟠 ALTO 5 Marche 32 21,6 🟠 MEDIO-ALTO 6 Veneto 100 20,7 🟠 MEDIO-ALTO 7 Umbria 17 20,0 🟠 MEDIO-ALTO 8 Emilia Romagna 88 19,9 🟠 MEDIO 9 Puglia 73 18,8 🟡 MEDIO 10 Campania 104 18,6 🟡 MEDIO 11 Toscana 67 18,3 🟡 MEDIO 12 Friuli Venezia Giulia 20 16,8 🟡 MEDIO-BASSO 13 Calabria 30 16,3 🟡 MEDIO-BASSO 14 Sicilia 78 16,3 🟡 MEDIO-BASSO 15 Sardegna 25 15,9 🟢 BASSO 16 Piemonte 64 15,1 🟢 BASSO 17 Liguria 40 13,3 🟢 BASSO 18 Molise 4 13,2 🟢 BASSO 19 Lombardia 129 12,9 MINIMO 20 Lazio 62 10,9 MINIMO

domenica 18 gennaio 2026

Sono già 36 i morti sul lavoro accertati e registrati dall’Osservatorio nel 2026, con le stesse modalità di rilevazione del 2025.

Due casi sono particolarmente emblematici: quello di Sofia Ansalone, giovane donna di soli 21 anni morta in un incidente in itinere — come le oltre 100 donne che nel 2025 hanno perso la vita andando o tornando dal lavoro — e quello di Loris Buscaglia, che vediamo sorridente in bicicletta prima della tragedia. Vi chiedo ancora una volta di non ingoiare passivamente ciò che non vi viene detto sui morti sul lavoro: da 19 anni i numeri reali sono stabilmente il 30–35% in più rispetto ai dati ufficiali, perché molti lavoratori non rientrano nelle statistiche INAIL (lavoro nero, categorie non assicurate, agricoltori, ecc.). Vi invito anche a non prendere per oro colato le statistiche “colorate” per province e regioni: chi le produce sa bene che l’indice occupazionale, in questo caso, non ha alcun valore statistico reale, soprattutto quando una parte consistente dei morti non è assicurata a INAIL. Chiedo a chi ha seguito per tanti anni i miei report e il lavoro dell’Osservatorio un piccolo, anche simbolico, contributo economico per realizzare un docufilm sull’Osservatorio e dare visibilità a questa strage silenziosa, senza far dimenticare gli oltre 20.000 morti registrati in questi 19 anni. Se i fondi lo permetteranno, verrà realizzata anche una piramide con centinaia di foto di lavoratori morti sul lavoro negli ultimi anni, che seguirà il “Muro delle farfalle bianche”, dove sono già presenti le foto di 300 lavoratori deceduti. Vivo con la mia pensione di metalmeccanico e continuerò a contribuire di tasca mia, come ho sempre fatto, ma per questi due progetti servono risorse importanti. In allegato troverete anche la vera classifica regionale, calcolata sull’incidenza rispetto alla popolazione attiva, che include tutti i morti sul lavoro e non solo quelli assicurati a INAIL. Grazie. Carlo Soricelli

giovedì 15 gennaio 2026

E' stato spento il sorriso di Alessio

dopo un periodo di relativa calma dovuto alle festività, si è tornati a un ritmo impressionante di morti negli ultimi giorni. Ieri 4 morti sui luoghi di lavoro, tra questi Alessio De Rossi di soli 31 anni che è caduto da un tetto a Priolo di Siracusa, il povero giovane è morto dopo lunghe ore di agonia all'ospedale e d essere stato stottoposto a intervento chirurgico nel tentativo di salvargli
la vita

lunedì 12 gennaio 2026

Muore operaio all'ex Ilva di Taranto

Claudio Salamida morto all'ex Ilva di Taranto, l'operaio è precipitato dal quinto piano: "Sciopero immediato" L'operaio Claudio Salamida morto all'ex Ilva di Taranto dopo essere precipitato da una pedana: i sindacati proclamano 24 ore di

Una fiaccolata Nazionale serale contro il precariato che uccide i lavoratori

Schiavismo: Pietro Zantonini precario. dalla calda Brindisi costretto ad andare a lavorare per pochi giorni a Cortina e lavorare all'aperto di notte a -15°. Chi lavoro sappia che in pochi anni diventerà per tutti così. Dal 2015 è stato tolto l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e da allora i nuovi assunti sono tutti precari. Organizziamo una grande fiaccolata Nazionale notturna per illuminare il buio in cui è stato cacciato il mondo del lavoro? Da solo non c'è la faccio ma con l'aiuto di tanti si

domenica 11 gennaio 2026

venerdì 9 gennaio 2026

grazie a tutti i visitatori, senza di voi non ce l'avrei mai fatta a "tenere botta" per 18 anni, inziamo il 19° anno di monitoraggio, che purtroppo non promette bene.

grazie agli oltre 2000 visitatori di i 13 morti sul lavoro, colpisce la morte eri del blog che sono venuti a vedere il report dei morti sul lavoro del 2025, purtroppo anche quest'anno è cominciato male con già 13 morti sui luoghi di lavoro, ma diversi sono già morti anche in itinere: non è normale che un 69° muoia ieri fuori regione in Sicilia dalla Campania. Risvegliamo le coscienze di tutti T

domenica 4 gennaio 2026

MORTI SUL LAVORO IN ITALIA nell’intero 2025 REPORT OSSERVATORIO DI BOLOGNA

Anno 2025 – dati consolidati e parziali Nel 2025, ogni 24 ore sono morti 3,95 lavoratori, compresi sabati e domeniche. Nell’intero 2025, sono 1.432 i lavoratori morti (dato parziale), inclusi i decessi in itinere e quelli per Karoshi – termine giapponese che significa morte per superlavoro. Sono 1.032 i morti sui luoghi di lavoro (esclusi itinere e categorie che operano prevalentemente sulla strada). Tra le vittime di Karoshi figurano dirigenti, impiegati, operai, medici, infermieri, agricoltori, camionisti. Sempre più frequenti i decessi per infarto e malori improvvisi, in particolare tra gli autotrasportatori, spesso trovati morti e che in pochi anni hanno raddoppiato le vittime: . soprattutto per incidenti nei parcheggi autostradali con il camion accostato ai bordi della strada e autostrade Talvolta dopo aver causato incidenti che coinvolgono terzi. CHI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ DELLE MORTI SUL LAVORO MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché una parte consistente delle vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali con la motivazione che “non è di competenza INAIL”. Cause politiche e normative dell’aumento dei morti Jobs Act (2015) Dall’abolizione dell’articolo 18: +43% di morti sul lavoro Appalti a cascata Legge entrata in vigore nel giugno 2023, voluta dal ministro Salvini: +15% di decessi, soprattutto in edilizia e appalti pubblici e nella logistica Dal 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento è del 61%, così come risulta dalle tabelle excel Grandi tragedie recenti Brandizzo – Ferrovie dello Stato Suviana – Enel Calenzano – ENI Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024) 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici nel 2025 3 Carabinieri morti in provincia di Verona strage di Marcianise 3 morti in uno scoppio in azienda smaltimento rifiuti Dati strutturali allarmanti 32% delle vittime sono lavoratori stranieri regolari e in nero Svolgono i lavori più umili e pericolosi, muoiono al posto nostro. A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non negata con propaganda razzista. Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni. Donne Poche sui luoghi di lavoro Quasi quanto gli uomini in itinere, in rapporto agli addetti Cause principali: fretta, stanchezza, doppio lavoro (famiglia + occupazione) Proposte per sicurezza ed equità sociale Flessibilità obbligatoria in entrata e uscita dal lavoro Tutela della salute psico-fisica, priorità alle madri lavoratrici Crollo della natalità Causato anche dal martirio quotidiano delle donne che lavorano e hanno figli Quote di lavoro riservate a donne con figli Da parte dello Stato e degli enti locali come misura concreta di sostegno alla genitorialità Osservatorio Nazionale di Bologna – Morti sul Lavoro Attivo dal 1° gennaio 2008 Nato 25 giorni dopo la strage Thyssenkrupp di Torino Primo e unico osservatorio indipendente in Italia Monitora: morti assicurati INAIL lavoratori in nero categorie escluse dalle statistiche ufficiali Una voce fuori dal coro minimalista Nota metodologica Morti sui luoghi di lavoro: aggiornati ogni giorno Morti in itinere: aggiornati periodicamente I morti sono attribuiti alla provincia e regione della tragedia, non alla residenza Gli autotrasportatori deceduti in autostrada gravano sulle Regioni Tipologie di morte – 2025 Agricoltura: 243 morti 144 schiacciati dal trattore 23,5% del totale I trattori sono bare che camminano Autotrasporto / logistica: 169 morti (16,3%) Raddoppiati in pochi anni: precariato, stress, età avanzata, orari impossibili Edilizia: 159 morti (15,4%) Prevalenza di cadute dall’alto, moltissimi in nero e ultrassessantenni Infortuni domestici: 159 morti Incendi, esplosioni, monossido, cadute – molte donne e anziani soli Karoshi: 111 morti Industria 67 morti 6,5% Taglialegna: 21 morti Età, genere, nazionalità Ultrasessantenni: 347 su 1.032 (33%) 173 con oltre 70 anni Costretti a lavorare per pensioni insufficienti, perdita del lavoro, sostegno a figli e nipoti, sopravvivenza di attività storiche Stranieri: 179 su 1.032 (senza itinere) Sotto i 60 anni sfiorano il 30% Donne 61 sui luoghi di lavoro oltre 130 complessive con itinere Rischio maggiore in itinere rispetto agli uomini Distribuzione regionale e provinciale dei morti sui luoghi di lavoro – Anno 2025 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO: 1.032 Con itinere (dato parziale): 1.460 N.B. I morti sono segnalati nelle Province e Regioni dove è avvenuta la tragedia, non in quella di residenza della vittima. Sono centinaia i lavoratori deceduti in province e regioni diverse da quelle di residenza. Gli autotrasportatori morti in autostrada gravano sulla Regione (non sulla Provincia). LOMBARDIA 118 sui luoghi di lavoro 168 con itinere Milano 22 Bergamo 19 Brescia 24 Como 8 Cremona 7 Lecco 1 Lodi 4 Mantova 8 Monza Brianza 7 Pavia 5 Sondrio 6 Varese 4 VENETO 95 sui luoghi di lavoro con itinere 123 Venezia 13 Belluno 7 Padova 13 Rovigo 10 Treviso 15 Verona 9 Vicenza 18 CAMPANIA 99 sui luoghi di lavoro 129 con itinere Napoli 35 Avellino 4 Benevento 11 Caserta 24 Salerno 21 EMILIA ROMAGNA 81 sui luoghi di lavoro diventano 114 b con itinere Bologna 10 Piacenza 9 Parma 6 Reggio Emilia 12 Modena 8 Ferrara 6 Forlì Cesena 8 Ravenna 8 Rimini 5 SICILIA 71 sui luoghi di lavoro con l’itinere 93 Palermo 20 Agrigento 10 Caltanissetta 6 Catania 10 Enna 1 Ragusa 6 Siracusa 6 Trapani 3 Messina 6 PUGLIA 72 sui luoghi di lavoro con itinere 95 Bari 19 BAT 7 Brindisi 13 Foggia 12 Lecce 11 Taranto LAZIO 68 sui luoghi di lavoro con itinere 103 Roma 35 Viterbo Frosinone 14 Latina 9 Rieti 4 o TOSCANA 67 sui luoghi di lavoro 86 con itinere Firenze 10 Arezzo 7 Grosseto 4 Livorno 5 Lucca 9 Massa Carrara 5 Pisa 6 Pistoia 7 Siena 3 Prato 2 7 PIEMONTE 63 sui luoghi di lavoro che diventano 90 con l’itinere Torino 21 Alessandria 6 Asti 3 Biella 4 Cuneo 12 Novara 5 Verbano-Cusio-Ossola 2 Vercelli ABRUZZO 38 sui luoghi di lavoro 53 con itinere L'Aquila 6 Chieti 12 Pescara 5 Teramo 12 LIGURIA 40 sui luoghi di lavoro 55 con itinere Genova 10 Imperia 8 La Spezia 5 Savona 13 MARCHE 32 sui luoghi di lavoro con itinere 45 Ancona 6 Macerata 8 Fermo 3 Pesaro-Urbino 2 Ascoli Piceno 10 CALABRIA 28 sui luoghi di lavoro 42 con itinere Catanzaro 7 Cosenza 11 Crotone 2 Reggio Calabria 5 Vibo Valentia 3 TRENTINO ALTO ADIGE 24 sui luoghi di lavoro 30 con itinere Bolzano 10 Trento 11 SARDEGNA 24 sui luoghi di lavoro con itinere 33 Cagliari 5 Sud Sardegna 3 Nuoro 6 Oristano 2 Sassari 8 FRIULI VENEZIA GIULIA 20 si sui luoghi di lavoro con itinere 28 Pordenone 8 Triste 3 Udine 8 Gorizia UMBRIA sui luoghi di lavoro 13 con itinere 17 Perugia 9 Terni 1 F BASILICATA 12 sui luoghi di lavoro con itinere 17 Potenza 7 Matera 5 Molise totali sui luoghi di lavoro 4 con itinere 5 Campobasso 3 Isernia 1 VALLE D’AOSTA totali sui luoghi di lavoro 3 Analisi basata sui dati dell'Osservatorio di Bologna (19° anno di monitoraggio) 1. Analisi Statistica e Confronto Biennale Il monitoraggio evidenzia una drammatica crescita dei decessi sui luoghi di lavoro, segnalando un'emergenza nazionale in peggioramento. Dati 2025: 1.032 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. Se si includono i decessi stradali e "in itinere" (come conteggiato dall'INAIL), la cifra parziale supera le 1.450 unità. Dati 2024: 1.056 morti sui luoghi di lavoro. Confronto Biennale: Il biennio 2024/2025 chiude con 2.088 morti, contro i 1.736 del biennio precedente (752 nel 2022 e 987 nel 2023). Trend: Si registra un aumento netto del 16,9% di morti sui luoghi di lavoro (escluso l'itinere). Dal 2008 anno di apertura dell’osservatorio i morti sui luoghi di lavoro i morti sono aumentati del 61%, con un calo solo negli anni della pandemia Nota dell'Osservatorio: Il nostro conteggio include categorie spesso invisibili alle statistiche ufficiali: lavoratori non assicurati INAIL, lavoratori in nero e agricoltori pensionati costretti a restare attivi. 2. I Settori Critici: Tra Realtà e Distorsione Mediatica L'Agricoltura: Il "Silenzio" sotto il tappeto Si contano 243 morti, di cui 144 causati dallo schiacciamento del trattore (il 23,5% del totale nazionale). Mentre l'Italia celebra la sua cucina come patrimonio UNESCO, ignora che i trattori sono spesso "bare mobili" che operano nell'indifferenza generale. Logistica e Trasporti: Il boom del precariato Con 169 decessi (16,3% del totale), gli autotrasportatori sono raddoppiati in pochi anni. Le cause sono chiare: precariato, ritmi disumani, stress e un'età media troppo avanzata. Insieme, superano persino i morti nell'edilizia. Edilizia e Appalti 159 morti (15,4% del totale), principalmente per cadute dall'alto. Il settore è piagato dal lavoro nero e precario numero di ultrasessantenni. Pesa enormemente il sistema degli appalti a cascata (introdotti nel 2023), che rende i lavoratori subappaltati dei veri "figli di nessuno". Senza nessuna protezione politica e sindacale e questo perché un precario se si iscrive a un sindacato viene licenziato Industria: Una percezione errata Contrariamente all'immaginario comune, i morti nell'industria sono "solo" 67 (6,5% del totale). La denuncia: L'INAIL, sommando erroneamente morti sul lavoro e in itinere, crea la percezione di un'ecatombe nelle fabbriche che non trova riscontro nei dati puri. Questa distorsione ha portato a sprecare miliardi di euro in prevenzione dove il rischio è già arginato. Ma è lì che tanti guadagnano tantissimo con corsi inutili e costosi Il ruolo del Sindacato: Nelle aziende sindacalizzate i morti sono rarissimi. Il sindacato e la collaborazione con le imprese agiscono come un argine efficace. I pochi che ci sono sono in sub appalto nelle aziende stesse. Ma i Sindacati valorizzano poco questo aspetto determinante per chi lavora 3. Demografia delle Vittime La strage dei "Nonni": Vecchiaia e Bisogno Il dato più scioccante riguarda l'età: 174 morti tra gli ultrasessantenni. 173 morti tra chi ha più di 70 anni. In totale, 347 anziani (il 33% del totale) perdono la vita lavorando. Sono persone costrette a restare attive perché hanno perso il lavoro e si devono adattare a svolgere lavori pericolosi e pagati poco, perché la pensione non basta, , per aiutare figli precari o perché non riescono a maturare i requisiti pensionistici e lavorano in nero. Stranieri e Donne Lavoratori Stranieri: 179 morti. Se guardiamo alla fascia sotto i 60 anni, rappresentano ormai quasi il 30% delle vittime totali e diventeranno la maggioranza in pochi anni. Donne: 61 decessi sui luoghi di lavoro, ma la cifra raddoppia (oltre 130) se si considera l'itinere. Le donne muoiono sulla strada per la fretta di conciliare casa e lavoro o per la stanchezza derivante da turni massacranti. 4. Infortuni Domestici La casa si conferma un luogo pericoloso con 159 morti. Le cause principali sono incendi, cadute e monossido di carbonio. Spesso le vittime sono donne o anziani soli, i cui corpi vengono scoperti solo dopo molti giorni. Proposte per Arginare la Strage: Il Manifesto dell'Osservatorio A cura di Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna Per fermare quella che è a tutti gli effetti un'ecatombe civile, non bastano i riti istituzionali. Occorre un cambio di paradigma che parta dai seguenti punti cardine: 1. Rivoluzione dell'Informazione È indispensabile un’informazione libera e indipendente che non si limiti ai dati parziali dell'INAIL. Serve dare voce a fonti come l'Osservatorio di Bologna, che monitora anche il lavoro nero e i non assicurati, senza subire il condizionamento di lobby miliardarie interessate a occultare le reali dimensioni del fenomeno, facendo finta di occuparsi di queste tragedie, nate tante aziende che si occupano di sicurezza, ma che per questa tragedie si fanno le “budelle d’oro” 2. Sicurezza in Agricoltura: Rinnovamento Meccanico L'agricoltura è il settore più colpito. È urgente lo stanziamento di fondi mirati per il rinnovo immediato del parco trattori. Non si possono più accettare "bare mobili" prive di sistemi anti-ribaltamento nei campi italiani. 3. Controlli Capillari e Trasparenza nei Cantieri Nei Comuni e nelle Regioni serve una vigilanza reale e non burocratica: Verifica dell'equipaggiamento: Accertarsi che ogni lavoratore sia realmente protetto. Formazione linguistica: Assicurarsi che i lavoratori stranieri comprendano le istruzioni di sicurezza. Cartellonistica d'impatto: Esporre chiaramente nei condomini e nei cantieri i rischi specifici per sensibilizzare non solo i lavoratori, ma anche i cittadini e i committenti. 4. Tecnologia contro il "Business della Formazione" Basta con i miliardi spesi in corsi sulla carta che arricchiscono solo gli enti formatori e i referendi aziendali. Ma che non arrivano mai a interessare le piccole aziende dove ci sono le Bisogna puntare su: Intelligenza Artificiale: Utilizzo dell'IA per il monitoraggio preventivo dei rischi e per l'addestramento simulato. Controlli Digitali: Incrocio dei dati per stanare il lavoro nero e le irregolarità in tempo reale. 5. La Tutela delle Voci Indipendenti L'esperienza di 18 anni di monitoraggio dell'Osservatorio dimostra che chi cerca di far emergere la verità viene spesso censurato o ridotto al silenzio. Un Paese civile deve proteggere chi, come me, che svolge un servizio sociale volontario per dare dignità alle vittime. Ma che viene colpito anche nell’ambito artistico, con annullamento improvviso di mostre già programmate sul tema. Spero in un aiuto per il docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cerca di non far sparire nell’oblio gli oltre 20000 morti registrati dall’osservatorio in questi 18 anni di monitoraggio. E per la realizzazione di una Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti sul lavoro, a seguito del “Muro delle farfalle bianche” dove già 300 lavoratori morti sul lavoro sono stati ricordati in modo perenne con le loro foto in questa installazione, realizzata coi miei risparmi. Per chi vuole dare una mano anche con pochi euro RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare” https://gofund.me/b7cd429a1 oppure IBAN IT38I0307501603CC8001169837 "Queste tragedie sono una vergogna per un Paese moderno. L'Osservatorio di Bologna continuerà a essere la voce scomoda di chi non ha più voce." — Carlo Soricelli

Lettera Aperta: Appello per fermare la strage invisibile nei luoghi di lavoro Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (per conoscenza) Alla cortese attenzione di: • On. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri • On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste • On. Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia • Per conoscenza a giornali, televisioni politici, istituzioni e giornalisti

Denuncia sull'incremento della mortalità sul lavoro e richiesta di riforma del sistema di rilevazione statistica, in allegato le morti sul lavoro dell’intero 2025. Illustri Rappresentanti delle Istituzioni, Vi scriviamo con profonda angoscia e indignazione per sottoporre alla Vostra attenzione una realtà che i numeri ufficiali faticano a raccontare nella sua interezza: l'incredibile strage di lavoratori che sta insanguinando il nostro Paese. Negli ultimi due anni, i decessi legati al lavoro sono aumentati del 15%. Se guardiamo oltre le statistiche dei soli assicurati INAIL, il bilancio del 2025 è raccapricciante: parliamo di quasi 1500 vite spezzate. Una cifra che dovrebbe scuotere fin nelle fondamenta la politica e l'intera classe dirigente. 1. La distorsione dei dati e l'obbligo di verità Il primo ostacolo alla risoluzione del problema è la parzialità della sua misurazione. È inaccettabile che i dati inviati a Eurostat riguardino esclusivamente i morti assicurati INAIL, escludendo sistematicamente: • I lavoratori in nero o irregolari; • Molti settori del comparto agricolo; • Categorie professionali non soggette all'assicurazione obbligatoria INAIL. Questa "depurazione" dei dati, che arriva a sottostimare il fenomeno di circa il 35% ogni anno, impedisce all'Europa e ai cittadini italiani di percepire le reali dimensioni del massacro. Chiediamo formalmente che l’Italia trasmetta a Eurostat i dati totali sulle morti sul lavoro, includendo ogni vittima del lavoro, indipendentemente dal suo inquadramento contrattuale o assicurativo. Tra l’altro INAIL non manda a Eurostat neppure tutti i morti che diffonde e li “depura” di circa il 30/35% ogni anno. Basta voler andare a vedere per constatarlo. Ma la potenza mediatica e economica di questo Istituto fa chiudere occhi e orecchie a tutti. 2. Il settore agricolo: un fronte di guerra (Min. Lollobrigida) Il Ministero dell’Agricoltura non può ignorare che una parte significativa di queste morti avviene nelle campagne, spesso nel silenzio del lavoro grigio o sotto il giogo del caporalato. La sovranità alimentare non ha valore se è costruita sulla negazione della sicurezza e sulla vita di chi coltiva la terra. Non ci si può mettere solo le medaglie al petto quando si prendono i meriti della Cucina Italiana Patrimonio dell’Unesco, poi ignorare che ci sono centinaia di lavoratori che muoiono sui campi, la maggioranza schiacciata dal trattore: 144 nel 2025, 143 nel 2024, l’ultimo un siciliano di 67 anni la vigilia di Capodanno. 3. Emergenza Nazionale (Pres. Meloni e On. Gribaudo) Onorevole Presidente Meloni, Onorevole Gribaudo, il diritto alla vita sul luogo di lavoro è il prerequisito di ogni democrazia. Non possiamo rassegnarci a una media di quasi quattro morti al giorno, se le vittime si contano tutte e non le sole assicurate a INAIL. Occorre: • Un coordinamento unico delle banche dati (Inail, Procura Nazionale, Forze dell'Ordine) per una fotografia in tempo reale del fenomeno. • Un potenziamento drastico del personale ispettivo. • L'introduzione di sanzioni che non siano solo amministrative ma che colpiscano la capacità stessa di fare impresa per chi ignora sistematicamente le norme di sicurezza. Si allega alla presente documentazione dettagliata sulle reali dimensioni del fenomeno, affinché non si possa più dire "non sapevamo". Restiamo in attesa di un segnale forte, che vada oltre il cordoglio di rito e si trasformi in una riforma strutturale della sorveglianza e della prevenzione. Con osservanza, Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro sito Internet http://cadutisullavoro.blogspot.it Chiedo un aiuto economico, anche se solo simbolico alle centinaia di persone che ricevono questa mai che mi farà sentire la vostra vicinanza a questa battaglia sociale: verrà girato a breve il Docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cercherà di non far cadere nell’oblio gli oltre 20000 morti sul lavoro registrati dall’Osservatorio, i motivi che mi hanno spinto ad aprire l’Osservatorio dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, Stiamo anche raccogliendo fondi per la costruzione di una grande Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti recentemente sul lavoro, segue la grande installazione già realizzata del “Muro delle farfalle bianche” con 300 volti di lavoratrici e lavoratori, che tanta commozione desta quando viene esposto. Per chi vuole dare una mano con una donazione RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare” https://gofund.me/b7cd429a1 oppure a IBAN IT38I0307501603CC8001169837 per Docufilm e Piramide

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Sicurezza sul Lavoro: La "Falsa Diminuzione" dei Dati INAIL e la Realtà dell’Osservatorio. Nel pist gli ultimi morti e la foto di "Geppetto" morto sul lavoro a 23 anni

​ ​Mentre i dati ufficiali INAIL diffusi a febbraio sembrano suggerire una tregua, parlando di un calo dei morti sul lavoro del 27%, il mon...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?