Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

https://youtu.be/jDK5cFPhIfo

video dei morti sul lavoro nel 2026 al 31 agosto

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

mercoledì 7 luglio 2010

E' morto Gabriele Griggio a Locate Varesino. E' morto a Mestre un operaio addetto alla manutenzione stradale

E’ MORTO UN OPERAIO TRAVOLTO DAL FURGONE DELLA DITTA PER CUI LAVORAVA LUNGO IL PASSANTE DI MESTRE. L’operaio era addetto alla manutenzione stradale. L'incidente è avvenuto tra Preganziol e Spinea in direzione Milano poco prima del casello di Spinea. Da quanto si è appreso l'uomo sarebbe stato investito dal furgone della ditta per cui lavorava parcheggiato lungo la corsia e tamponato da un autocarro proveniente da Preganziol.La Polstrada ha chiuso il tratto autostradale interessato dispondendo la deviazione lungo la A27 e l'immissione del traffico proveniente da Belluno-Treviso lungo la tangenziale di Mestre. Sul posto, oltre agli agenti della Stradale anche i vigili del fuoco di Mestre.

Varese 7 luglio E’ morto Gabriele Griggio un artigiano di 54 anni di Tradate di Varese. Gabriele è morto nel primo pomeriggio di mercoledì 7 luglio a Locate Varesino (Como) dopo essere precipitato da circa sette metri mentre stava compiendo alcuni lavori di manutenzione sul tetto di un magazzino. Per Griggio non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate nella caduta. Luogo dell’infortunio mortale un magazzino di una ditta in via Garibaldi a Locate Varesino dove l’artigiano, un lattoniere, era impegnato in alcuni lavori di manutenzione della copertura.

E' MORTO IGNAZIO CARTA. E' MORTO FRANCESCO DE MICHELI, E' MORTO ANTONIO BORELLA. E' MORTO FRANCESCO GRANCHELLI. E' MORTA VITTORIA GIORDANO A LATINA

Nuoro E’ morto Ignazio Carta, operaio di 45 anni. Ignazio è morto oggi schiacciato dal suo trattore che si è ribaltato nelle campagne del paese. La tragedia, di cui si conoscono ancora pochi particolari, è avvenuta intorno alle 17 in un terreno su una strada di penetrazione agraria nella zona di gennecresia, a due chilometri dalla vecchia Orientale sarda. Quando l'équipe del 118 arrivata da Lanusei ha prestato i primi soccorsi, per Ignazio Carta non c'era più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Lanusei, che hanno estratto il corpo dell'uomo dal mezzo, e i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi per stabilire la dinamica e le cause della disgrazia.

Latina E' morta Vittoria Giordano, operaia 49enne di Terracina in seguito ad una caduta avvenuta in una fabbrica di Pontinia. Vittoria, dipendente di un’azienda di dolciumi ha perso l’equilibrio mentre era a bordo di un carrello elevatore per fare le pulizie. La caduta, da circa 3 metri di altezza le ha causato una ferita alla testa che non le ha lasciato scampo nonostante i soccorsi e il conseguente ricovero nel nosocomio del capoluogo pontino.

Cremona E’ morto Francesco de Micheli agricoltore sbandando con il trattore, si è spenta così la vita di un agricoltore di 53 anni, molto conosciuto a Motta Baluffi.

Livorno 5 luglio E’ MORTO ANTONIO BORELLA Un tragico incidente nei campi ha stroncato ieri mattina la vita di Antonio Borella, 69enne in pensione, meglio conosciuto a Collemezzano come "Gigi".L'uomo era uscito di casa verso le 5 del mattino ed è deceduto poche ore più tardi, schiacciato dal trattore a bordo del quale stava andando nei campi.
I familiari si sono accorti della tragedia solo attorno alle 14, quando hanno iniziato ad allarmarsi per il ritardo di Antonio, che tutti aspettavano per pranzo. Così si è scoperto il profilo del dramma che ha gettato la famiglia Borella, la moglie Vera e i quattro figli, tre donne e un uomo, nello sconforto più nero. L'ambulanza medicalizzata della Pubblica assistenza di Cecina, accorsa a sirene spiegate sul luogo dell'incidente, è intervenuta senza poter fare altro per l'agricoltore che constatarne il decesso.Per l'uomo infatti, come ha spiegato il dottor Roberto Amore, medico del 118, la morte sarebbe avvenuta prima delle dieci di mattina. Il personale sanitario si è quindi adoperato per evitare alla moglie, che accusava un malore, che lo shock della scoperta potesse degenerare in un ulteriore dramma. Dalle prime ipotesi sulla dinamica dell'incidente pare che il trattore si sia inclinato e poi quasi ribaltato, sbalzando Antonio sul terreno, per poi passargli sopra la testa e ucciderlo all'istante, lasciandolo esanime in mezzo ai campi. Il mezzo, tornato diritto, avrebbe poi continuato la sua corsa fino ad andare a sbattere contro i primi anelli degli alberi del bosco. L'anziano si stava dirigendo nell'appezzamento di terra di sua proprietà, situato poche centinaia di metri dietro l'abitazione all'inizio di via Potenza. Borella era un agricoltore e aveva sempre lavorato in un'azienda agricola. Era quindi un esperto trattorista e per questo gli inquirenti hanno deciso di appurare se l'incidente possa essere stato causato da una perdita di controllo del mezzo provocata da un malore. Secondo un vicino di casa, Antonio avrebbe avuto diversi problemi di salute, il che renderebbe ancora più plausibile la supposizione. L'altra ipotesi presa in considerazione è che la tragedia sia stata provocata da un errore di conduzione. Certo questa è meno probabile, considerata la confidenza con la guida e la sua esperienza, ma il tragitto inclinato e disconnesso non consente di escluderla totalmente. I carabinieri della compagnia di Cecina stanno svolgendo le indagini, mentre il magistrato Giuseppe Rizzo ha autorizzato la rimozione del cadavere diverse ore dopo il decesso. Ancora da chiarire, a seguito dei rilievi effettuati dall'unità dell'Usl (servizio di prevenzione), che si occupa degli infortuni sul lavoro, se l'incidente possa rientrare nella casistica, visto che l'uomo era un pensionato: che però si apprestava a lavorare la sua terra.

Pescara 6 LUGLIO E’ MORTO Vincenzo Granchelli agricoltore di 71 anni. schiacciato dal mezzoche guidava. L'incidente si è verificato ieri mattina in contrada Riedi. A bordo del suo trattore gommato, stava passando da un terreno agricolo alla strada, quando, a causa di un avvallamento non ben considerato, il mezzo si è ribaltato. Il corpo dell'anziano è finito sotto il mezzo che lo ha schiacciato, senza lasciargli scampo. Inutili i soccorsi del 118 che pur sono giunti tempestivamente. Al loro arrivo, il cuore del settantunenne aveva già smesso di battere: inutile qualsiasi tentativo per rianimarlo. All'incidente ha assistito impotente un parente di Granchelli che ha subito lanciato l'allarme. Sul posto, in men che non si dica, sono intervenuti i carabinieri della vicina Compagnia di Penne, i medici del 118, gli uomini della Asl e i vigili del fuoco. La macchina dei soccorsi però nulla ha potuto contro un destino atroce che si era già compiuto. Il peso del trattore, infatti, è stato fatale per l'agricoltore che è morto sul colpo
Foggia 6 luglio e’ morto Domenico Ciccorelli un operaio di 30 anni. Domenico e' morto per lo scoppio di una bombola di ossigeno in un deposito di rottami alla Secondo quanto accertato dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, l'uomo stava smontando il gruppo valvolare di una bombola d'ossigeno, che probabilmente non era del tutto vuota. La fuoruscita del gas ha causato lo scoppio e la morte sul colpo dell'operaio. A poca distanza c'erano altri due operai che, pero', sono rimasti illesi. Ciccorelli aveva moglie e due figli piccoli

VENEZIA, 5 LUG E’ MORTO UN OPERAIO DI 59 ANNI a Noale (Venezia) schiacciato da alcune lastre di cemento armato crollategli addosso come un gigantesco domino. La vittima, 59 anni, era all'interno dell'azienda, specializzata nel movimento container, e stava attendendo che venisse caricato il suo automezzo. Un carrello elevatore avrebbe urtato una colonna che cadendo, ha trascinato nel crollo le lastre che si sono abbattute sull'uomo.

lunedì 5 luglio 2010

E' morto Salvatore Vita operaio di 58 anni mente lavoravo in una linea elettrica

Pisa, 5 lug. E' morto salvatore vita operaio di 58 anni questa mattina mentre lavorava a una linea elettrica, in localita' Santa Colomba, nel comune di Bientina (Pisa). La vittima si chiamava Salvatore Vita, originario della provincia di Agrigento ma residente da anni a Crespina, nel Pisano. Secondo quanto ricostruito l'incidente mortale sul lavoro e' avvenuto poco dopo le 9.

venerdì 2 luglio 2010

E' MORTA GABRIELLA BALDAS UN'OPERAIA DI 55 ANNI A SUSEGANA DI TREVISO. E' MORTO ENRICO TAMIAZZO OPERAIO DI 28 ANNI A PADOVA

2 luglio tragico nel nordest 4 vittime

Bolzano 2 luglio E’ morto Klaus Tretti di 66 anni ad Appiano, vicino a Bolzano. klaus titolare di un magazzino intento al lavoro con un carrello per sollevare la merce. tretti e' caduto dal mezzo ed ha battuto il capo, riportando lesioni gravissime per le quali e' morto poco dopo il ricovero all'ospedale di Bolzano. Sono in corso indagini dei carabinieri per accertare l'esatta dinamica dell'incidente.

Bolzano E’ morto Johann Troger agricolttre.Johann e' stato travolto da una macchina per lavorare il fieno. La vittima aveva 51 anni. La disgrazia e' avvenuta nei campi di Tanas, nel comune di Laces (Bolzano).

Treviso 2 luglio E’ MORTA GABRIELLA BALDAS OPERAIA DI 55. GABRIELLA è morta in un’azienda alimentare di Susegana, nel pomeriggio di oggi. Gabriella è morta al grissinificio Roberto, nota ditta specializzata nello sfornare e commercializzare prodotti da forno sia per la grande distribuzione che per il mondo della ristorazione. L’esatta dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio dello Spisal dell’Usl 7, intervenuto sul posto insieme ai sanitari del Suem di Treviso, ai vigili del fuoco di Conegliano e ai carabinieri della stazione di inutile: la donna era già deceduta, spirata praticamente sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate nell’infortunio, dovuto secondo le prime informazioni da un macchinario per la produzione dei grissini sotto cui l’addetta sarebbe rimasta schiacciata. Vano l’atterraggio dell’elicottero del Ca’ Foncello.

PADOVA, 2 LUG E’ morto Enrico Tamiazzo. Un giovane e’ morto in un incidente sul lavoro avvenuto stamani nella zona artigianale di Bovolenta (Padova) Enrico Tamiazzo, 28 anni lavorava come lattoniere stava compiendo un sopralluogo sul tetto di una stireria, quando il solaio ha ceduto sotto i suoi piedi. Il giovane e’ morto sul colpo e vani sono risultati i soccorsi dell’equipaggio del 118 arrivato sul posto con un elicottero.

E' MORTO FRANCESCO BRINA INVESTITO DA 30 QUINTALI DI PUTRELLE IN UN'AZIENDA DEL BRESCIANO

Brescia 1 luglio E’ morto Francesco Luigi Brina, 40 anni.. A perdere la vita un autotrasportatore di Piancamuno,. Erano circa le 14,30 quando Ferancesco, alle dipendenze della società italiana trasporti europei spedizioni nazionali ed internazionali «Site» di Badetto di Ceto, stava caricando dei fasci di putrelle all'interno del reparto spedizioni del laminatoio, fermo per la cassa integrazione degli operai. Probabilmente a causa di un guasto del carro ponte, un fascio di putrelle di acciaio, del peso di circa 30 quintali, si è staccato ed è andato a colpire Brina, che proprio in quel momento, per cause da accertare, sostava tra la pila di putrelle ed il camion. Immediati sono scattati i soccorsi. Da Brescia è stato fatto decollare l'elicottero del 118 mentre da terra è partita un'ambulanza. Una volta giunti sul posto però i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso.Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco di Darfo Boario e di Edolo, i carabinieri di Cedegolo, i tecnici dell'Asl e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali camune, che hanno parlato di «ennesima morte bianca e attacco alla sicurezza sui posti di lavoro, appellandosi infine alla necessità di confronto». Se il reparto laminatoio era già chiuso e senza dipendenti, il reparto torneria ha cessato l'attività in segno di lutto. Francesco Brina era nato a Bergamo e abitava in Via XXV Aprile nella frazione Beata di Piancamuno, dove si era trasferito da poco con la famiglia. Lascia la moglie Paola Federici e due bambini maschi di 6 e 4 anni. La salma si trova nell'obitorio dell'ospedale di Esine, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

giovedì 1 luglio 2010

I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO CALANO DEL 7%. MA GIUGNO E' STATO TRAGICO PER AGRICOLTORI E EDILI.

I morti per infortuni sul lavoro sono stati dall’inizio dell’anno al 30 giugno 2010 265 contro i 283 dello stesso periodo del 2009. Assistiamo quindi ad un calo del 7 % . I morti in agricoltura sono stati 79 contro gli 85 del 2009. Nel mese di giugno del 2010 sono stati però 29 contro i 17 di giugno 2009. Assistiamo ad un terribile aumento del 38%. Purtroppo all’inizio del mese avevo previsto questa carneficina, l’ho scritto nel blog e tempestato di mail giornalisti, politici, giornali ecc. Bastava guardare le tabelle excel del 2009 (mandate a tantissimi che non si sono neppure degnati di guardarle) e l’andamento climatico d’aprile e maggio 2010: a causa del maltempo erano stati rimandati i lavori all’aperto. I nostri agricoltori, come gli edili, muoiono nell’indifferenza generale, schiacciati dal vecchio trattore che guidano in età avanzata. L’ex ministro dell’Agricoltura Zaia, sempre presente quando c’erano da inaugurare sagre e mostrarsi in televisione non ha fatto niente per ridurre queste morti così poco mediatiche. Ci aspettiamo dal nuovo Ministro dell’Agricoltura Galan una maggiore attenzione verso questo triste fenomeno che vede morire i nostri padri e i nostri fratelli.
Per quanto riguarda gli edili i morti sono stati 73 dall’inizio dell’anno fino al 30 giugno del 2010 contro gli 83 dello stesso periodo del 2009. Nel mese di giugno 2010 sono stati 19 contro i 14 di giugno 2009. Anche per questa bistrattata categoria, formata sopprattutto da merdionali e stranieri, vale lo stesso discorso degli agricoltori: dai dati raccolti era possibile capire che ci sarebbe stato un giugno tragico anche per questa categoria che aveva rimandato i lavori all’aperto. CARI NAVIGATORI CHE VISITATE IL BLOG IN DIVERSE CENTINAIA AL GIORNO, CERCATE, ALMENO VOI, DI SENSIBILIZZARE I VOSTRI CONOSCENTI CHE LAVORANO IN EDILIZIA E IN AGRICOLTURA. DITE LORO CHE GIUDARE UN TRATTORE IN TARDA ETA’ E LAVORARE IN EDILIZIA SONO I MESTIERI PIU’ PERICOLOSI. CARLO SORICELLI

Anche l'ultimo giorno di giugno ha portato altre vittime. E' morto Nicola Moretti nel bellunese e Sirio Corte Mette in provincia di Trento

TRENTO E’ morto nicola Moretti operaio bellunese. Nicola si è spento martedì pomeriggio per le gravi ferite riportate, l'operaio rimasto ferito durante lavori di disgaggio in Val Daone, in Trentino. La vittima aveva 44 anni. Sul posto per gli accertamenti del caso, è intervenuto anche l'ispettorato del lavoro. L'incidente è avvenuto in località Boazzo. L'operaio veneto, era dipendente di una ditta valsuganotta. I soccorritori del 118 l'hanno trasportato in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento, ma senza salvarlo.

Belluno E’ morto Sirio Corte Mette di 72 anni cadendo su di una falciatrice che gli ha reciso la gola - Auronzo in lutto per una tragedia inspoegabile. Sirio, maestro di sci a Cortina e a Misurina. Ha perso la vita mentre stava sfalciando il prato del maneggio che si trova vicino al lago di Auronzo. Aveva acceso la falciatrice per curare le pertinenze del maneggio e di un piccolo ristoro gestito durante l’estate dal figlio Giovanni. Per cause ancora non chiare, è caduto a ridosso della falciatrice che gli ha reciso la gola. È stata una turista che passeggiava da quelle parti ad accorgersi sconvolta dell’accaduto. Subito ha cercato qualcuno in possesso di un telefonino per dare l’allarme al 118. Giunti sul posto, ai sanitari non è rimasto che constatare il decesso.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Il Giappone in Italia

​Oggetto: Lavoricidio e "karoshi" all'italiana: la strage invisibile della fatica e dello stress ​ ​quando si parla di morti s...

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?