Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

https://youtu.be/jDK5cFPhIfo

video dei morti sul lavoro nel 2026 al 31 agosto

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

martedì 4 ottobre 2011

Anche oggi 4 morti sui luoghi di lavoro dopo le 9 di ieri

Continua la terribile sequenza di morti sui lavoro 13 in soli due giorni BRINDISI E' morto Giovanni D'Amico di 64 anni. D'Amico, è la novantanovesima vittima dall'inizio dell'anno dal trattore killer. La vittima è stata travolto dal trattore che stava guidando in un uliveto non di sua proprieta' in contrada Scianolecchia, nelle campagne di Serranova, tra san Vito dei Normanni e Carovigno. Quante lacrima faremmo risparmiare ai parenti e agli amici delle vittime se ci fosse una maggiore attenzione da parte della politica che ha "altro" a cui pensare. Foggia 4 ottobre E' morto un operaio di 22 anni di Candela.Il giovane è stato travolto da un camion mentre lavorava in un cantiere stradale lungo la tangenziale sud di Foggia. Il povero giovane lavorava per un consorzio d’impresa impegnato nei lavori di falciatura di erba e sterpaglie per conto dell’Anas. Stava svolgendo proprio questa attività quando un autotrasportatore che provedeva verso Bari l’ha colto in pieno. Udine E' morto Rinaldo Buonomo operaio di 48 anni. Buonuomo era caduto martedì da un tetto di un capannone nel cantiere dove stava lavorando a Sevegliano: era dipendente di una ditta edile di Gradisca d'Isonzo, la scorsa notte è stata decretata la morte celebrale. Soccorso prontamente dai sanitari del 118, l’operaio era stato elitrasportato all'ospedale di Udine con prognosi riservata a causa delle gravi lesioni riportate nel rovinare al suolo da una altezza di diversi metri. Sul posto per le prime indagini erano intervenuti i carabinieri della stazione di Torviscosa e gli operatori antiinfortuni dell'azienda sanitaria. Firenze E' morto Marco Bargellini, di 42 anni. La tragedia a Pontassieve, in località Grignano, nella fattoria agricola di Grignano. Bargellini stava lavorando alla rimescolatura del vino, quando non sentendolo più il collega è corso per vedere cos'era successo e lo ha trovato riverso dentro il mosto. Non è ancora chiara la dinamica della tragedia e se Bargellini avesse perso i sensi per le esalazioni di Co2 del mosto . Bargellini aveva una grande esperienza e non ha commesso imprudenze.

Le lavoratrici morte a Barletta lavoravano in nero

Le ultime notizie che ci giungono da Barletta sono veramente sconvolgenti: sembra che lavorassero tutte in "nero', senza nessun contratto con una paga oraria di 4 euro le operaie morte nel crollo della palazzina di via Roma, a Barletta. A dare queste drammatiche notizie i parenti delle vittime, assiepati davanti all'obitorio del Policlinico di Bari dove si trovano i corpi delle giovani operaie in attesa dell'autopsia. La zia di una delle vittime racconta che le vittime lavoravano in nero e per meno di 4 euro all'ora. Tutte e 4 le giovani operaie avevano meno di 40 anni e lavoravano da 8 a 12 ore al giorno a secondo del carico di lavoro. Credevamo che mai in un paese come l'Italia che si dice civile potessero esistere ancora situazioni di questo tipo: che sembrano ricondurci a oltre cinquant'anni fa, anche nell'ambiente di lavoro in cui lavoravano queste lavoratrici.

lunedì 3 ottobre 2011

Sono Matilde Doronzo, 32 anni, Giovanna Sardaro, 30 anni, Antonella Zaza, 36 anni e Tina Ceci, 37 anni e Maria Cinquepalmi l'adolescente figlia dei titolari le vittime del crollo della palazzina a Barletta

BAT BARLETTA E' una strage di lavoratrici quella di ieri sera a Barletta. Le vittime sono 4 operaie e la figlia quattordicenne dei proprietari. Sono Matilde Doronzo, 32 anni, Giovanna Sardaro, 30 anni, Antonella Zaza, 36 anni e Tina Ceci, 37 anni e Maria Cinquepalmi l'adolescente figlia dei titolari. E Il bilancio della tragedia poteva essere piu' grave se nell'edificio crollato ci fossero stati tutti i residenti della palazzina, per fortuna erano tutti fuori tranne una donna all'ultimo piano. Una tragedia dai contorni ancora tutti da accertare ma che ha degli elementi che, se provati, la rendono incredibile. Le cause che hanno provocato questa strage sono ancora tutte da chiarire, ma in che condizioni lavoravano queste povere operaie? Il luogo era adeguato e i controlli sulla Sicurezza erano stati fatti dagli organi competenti? In quest'Italia del 2011 sembra di essere tornati agli albori della civiltà industriale.

3 OTTOBRE TRAGICA CON OTTO MORTI SUL LAVORO, 4 A BARLETTA E ALTRE QUATTRO IN DIVERSE LOCALITA' D'ITALIA

Parma 2 ottobre E' morto Mario Chiastra agricoltore di di 88 anni. Chiasta è la novantasettesima vittima del trattore kiler dall'inizio dell'anno: era rimasto travolto dal trattore sabato pomeriggio ed è morto in mattinata. Le lesioni che aveva riporate erano troppo gravi per dare la speranza che si potesse riprendere. Chiastra era residente nella frazione langhiranese di Berzola si trovava nel cortile della sua casa in località «Bassa» di San Michele Cavana. l'Osservatorio in tantissimi post chiede che siano rinforzate le cabine dei trattori e che ad una certa età si chieda una visita d'idoneità alla guida anche nei terreni di proprietà. E' terribile assistere impotenti a alla morte di tantissimi anziani che si potrebbero salvare con interventi mirati. Sono già cinque i morti sui luoghi di lavoro in provincia di Parma, due nell'agricoltura le vittime del trattore Killer. All' Emilia Romagna con 40 morti il triste primato delle morti per infortunio sul lavoro, in termini assoluti seconda dopo la Lombardia che ha 57 morti ma con più del doppio degli abitanti. NUORO, 3 OTT Anche in provincia di Nuoro un'altra vittima del trattore killer. Si tratta di Romano Perino un agricoltore di 78 anni - Un agricoltore e' morto questa mattina in Ogliastra travolto dal trattore che stava guidando. Perino e' deceduto subito dopo l'arrivo degli operatori del 118 chiamati dai vicini di terreno. Al vaglio degli inquirenti le cause che hanno provocato il ribaltamento del trattore e la morte di Perino. Purtroppo siamo già a 98 morti causati dal trattore che è sempre di più considerata la "macchina della morte".. Brescia, 3 ottobre 2011 E' morto un altro lavoratore di cui non si conosce ancora l'identità in provincia di Brescia. Un operaio e’ morto in un cantiere di Corteno Golgi, paese della Valcamonica non lontano da Edolo.la vittima sembra che sia rimasta colpito da un manufatto in cemento. NAPOLI E' morto un edile di 56 anni di cui non si conosce ancora l'identità. La tragedia questa mattina sulla Circumvallazione esterna a Giugliano. La vittima stava lavorando nel cantiere, mentre le altre 2 persone, sono rimaste intossicate. Sembra che i tre stessero lavorando in una cantina a 6 metri sotto terra. Gli investigatori cercheranno ora di capire le cause che hanno provocato questa intossicazione mortale in una cantina dove c'era del mosto a fermentare. Bologna 3 ottobre E' morto Carlo Zanni di 79 anni. Zanni è morto per asfissia a causa delle sterpaglie che stava bruciando di fianco a casa. La tragedia a a Sanguineda di Vergato. Con Zanni sono 10 le vittime nel bolognese che muoiono mentre stanno lavorando in qualche attività.

domenica 2 ottobre 2011

IL RUOLO DEL WEB NEL MONITORAGGIO DEGLI INCIDENTI MORTALI DOVUTI AL RIBALTAMENTO DEI TRATTORI AGRICOLI

L'Osservatorio Indipendente di Bologna ringrazia il Dipartimento di Ingegneria Agraria, Università degli Studi di Milano per l'importantissimo contributo dato alla comprensione delle cause che determinano il ribaltamento del trattore che miete oltre cento vittime ogni anno. Un grazie anche per aver citato l'Osservatorio. carlo Soricelli IL RUOLO DEL WEB NEL MONITORAGGIO DEGLI INCIDENTI MORTALI DOVUTI AL RIBALTAMENTO DEI TRATTORI AGRICOLI D. Pessina, D. Facchinetti Dipartimento di Ingegneria Agraria, Università degli Studi di Milano SOMMARIO Anche se le statistiche ufficiali indicano un numero decisamente minore, tuttora si contano in Italia 120-140 incidenti mortali all’anno causati dal ribaltamento dei trattori agricoli. Ad un censimento il più possibile veritiero contribuisce efficacemente anche il web, poiché può capitare che un evento mortale sul lavoro non venga riportato dai media nazionali, ma è impossibile che non venga pubblicato su uno o più dei numerosissimi portali web locali (di Regioni, Comuni, TV locali, testate giornalistiche, siti di news, ecc.), nonché sui numerosi blog aperti un po’ dovunque. Sulla base delle informazioni ottenute in questo modo, la situazione è stata monitorata per un periodo di 3 anni e mezzo, valutando nel dettaglio le condizioni al contorno di 426 incidenti con esito mortale, classificandoli in base: al mese e giorno della settimana e la regione geografica di accadimento dell’incidente; l’età, il sesso e la nazionalità dei deceduti; la fase di lavoro svolta al momento del fatto; il tipo di trattore e di ROPS (quando presente) coinvolto nell’evento; le caratteristiche orografiche del terreno del sito dell’incidente. Gli aspetti salienti dell’analisi evidenziano che l’età media delle vittime è molto avanzata (ampiamente superiore ai 60 anni, anche se non mancano giovanissime vite stroncate), e purtroppo ancora una diffusa inadempienza (quasi il 60%) dell’obbligo del montaggio di un ROPS (Roll Over Protective Structure) e/o della connessa cintura di sicurezza del sedile. Occorre quindi intensificare ancor di più la già intensa opera di vigilanza e controllo (svolta in primis efficacemente dalle ASL), estendere l’obbligo di montaggio del ROPS su tutte le macchine a rischio ribaltamento che prevedano la presenza di uno o più operatori a bordo, e intervenire con precise diposizioni per attivare la revisione periodica dell’efficienza di tali mezzi. Parole chiave: ribaltamento, ROPS, web 1 PREMESSE Le statistiche ufficiali nazionali ed internazionali degli ultimi 40 anni evidenziano che la prima causa di infortunio mortale in agricoltura è il ribaltamento del trattore agricolo (70 % dei casi). D. Pessina, D. Facchinetti Già nel 2009 i media divulgavano la notizia che nei mesi di maggio e giugno gli incidenti mortali accaduti con il trattore agricolo fossero più numerosi di quelli avvenuti sull’intera rete autostradale. In quei due mesi erano stati registrati ben 60 incidenti gravi, con 46 morti e 20 feriti (fig. 1). Se si fosse fatto riferimento al rapporto km percorsi/veicolo, il trattore sarebbe stato considerato il mezzo di gran lunga più pericoloso poiché, data la sua bassa velocità, percorre molta meno strada delle automobili e degli autocarri. Peraltro, probabilmente anche il più corretto rapporto ore di lavoro/veicolo non vedrebbe la situazione modificarsi. Da sottolineare che la medesima notizia sopra citata è (ri)apparsa sui media molto di recente (metà del 2011), segno evidente che la situazione nel frattempo non è mutata. Fig. 1. Due eloquenti immagini di incidenti mortali per ribaltamento di trattori, sia in campo (a sinistra), che su strada pubblica (a destra). Con riferimento al periodo recente, l’INAIL riferisce di 25-30 decessi/anno causati da ribaltamento del trattore agricolo; fonti di indagini diverse forniscono però cifre nettamente superiori, addirittura di 4-5 volte. La notevole discrepanza è dovuta ai limiti entro i quali l’INAIL deve muoversi, dovendo per suo statuto procedere ad un’istruttoria ai fini dell’indennizzo in relazione ad un infortunio (con esito mortale o meno) soltanto per i cosiddetti “lavoratori professionali”, cioè coloro che svolgono attività agricola in modo prevalente, anche se è ampiamente noto che nell’ambito agricolo operano a titolo secondario moltissimi altri soggetti. Per poter avere un’esatta percezione del fenomeno, ufficialmente sottostimato in modo ragguardevole, risulta importante considerare altre soluzioni, anche (e soprattutto) per quanto riguarda il suo andamento nel tempo, al fine di poter valutare l’urgenza di attivare (o di rafforzare, se già in atto) le azioni atte a diminuirne progressivamente l’entità. Il principale rimedio, universalmente riconosciuto, per ridurre le conseguenze a carico del conducente in relazione al ribaltamento del trattore agricolo e forestale è quello di dotarlo di una struttura di protezione del posto di guida (ROPS, Roll Over Protective Structure), adeguatamente provata in relazione alla sua robustezza, sulla base di norme specifiche (emanate da UE, OCSE, ISO, SAE, ecc.), completata dal montaggio (e dall’uso!) di una cintura di sicurezza atta a trattenere il conducente solidale al posto di guida, in modo da poter essere convenientemente protetto dal ROPS in caso di ribaltamento. All’ottemperanza dell’obbligo di montaggio di un ROPS sui trattori agricoli e forestali contribuiscono fattivamente anche numerosi Enti e organismi deputati alla Il ruolo del web nel monitoraggio degli incidenti mortali dovuti al ribaltamento dei trattori agricoli sicurezza sul lavoro (INAIL, MiPAF, CNR, Università…) cui si unisce l’efficace azione di molte ASL dislocate sul territorio nazionale, grazie ai quali tale obbligo sembra essere ben conosciuto dalla gran maggioranza dei soggetti operanti a vario titolo nell’ambito agricolo, coltivatori e contoterzisti in primis. Un infortunio mortale sul lavoro, quale deve essere considerato un ribaltamento del trattore con uno (o più…) decessi, non passa inosservato e, anche nell’eventualità non ne venga fatto cenno dai media a livello nazionale, viene però di fatto sempre riportato almeno sui portali web locali (di Regioni, Comuni, TV locali, testate giornalistiche, siti di news, ecc.), nonché sui numerosi blog aperti un po’ dovunque. Tra i tanti, uno particolarmente pertinente in merito è consultabile al seguente indirizzo: http://cadutisullavoro.blogspot.com. 2 MATERIALI E METODO A partire dal GAS Forum (Global Agricultural Safety Forum), organizzato per la prima volta da ENAMA nel settembre 2008, è nata l’idea di monitorare l’andamento degli incidenti mortali dovuti a ribaltamento del trattore, esaminando sistematicamente moltissimi portali di news e informazione, ricavando il massimo dei dettagli per ogni evento, cercando poi di elaborare statistiche utili per un monitoraggio veritiero, efficace e tempestivo del fenomeno. Pur soffrendo sicuramente di alcuni limiti intrinseci, dato che: non può essere esaustivo, poiché le statistiche ricavate restituiscono sicuramente valori per difetto; non può essere sistematico, perché gli eventi resi noti riportano dettagli non totalmente congrui tra loro; può risentire di alcune imprecisioni di cronaca, tale metodo permette comunque di monitorare efficacemente il fenomeno con buona approssimazione, e soprattutto con la massima tempestività e un ridotto dispendio di energie. Sono stati quindi classificati tutti gli eventi mortali rilevati sul web in un arco di 3 anni e mezzo, tra Gennaio 2008 e Giugno 2011, classificandoli in relazione ad una serie di condizioni al contorno, quali: mese e giorno della settimana di accadimento dell’incidente; regione geografica di accadimento dell’incidente; età, sesso e nazionalità del (o dei) deceduti; fase di lavoro svolta al momento dell’incidente; tipo di trattore coinvolto nell’incidente; tipo di ROPS coinvolto nell’incidente; caratteristiche del terreno del sito dell’incidente. In generale, sono stati indagati 426 eventi, con una media di 122 vittime/anno. Si tratta di un numero globale decisamente preoccupante, sia perché si conferma nettamente superiore a quello ufficiale, sia perché anziché in diminuzione, l’andamento nel tempo sembra essere addirittura in aumento. 3 RISULTATI E DISCUSSIONE 3.1 Mese e giorno della settimana di accadimento. C’è una logica coincidenza tra il periodo di massima attività (da aprile ad agosto) e la frequenza degli incidenti mortali; in particolare, maggio e luglio risultano essere i mesi più “funesti” (fig. 2), in considerazione della massima mole di lavorazioni svolte nei campi e nelle coltivazioni specializzate. Addirittura, nella prima parte del 2011 il trend sembra drasticamente aumentato rispetto agli anni immediatamente precedenti, nonostante la crescente applicazione delle linee guida INAIL (ex-ISPESL) sull’adeguamento dei trattori usati con un ROPS e la cintura di sicurezza addominale a due punti di attacco. D. Pessina, D. Facchinetti Fig. 2 – A sinistra: media (nel triennio 2008-2010) degli incidenti mortali dovuti a ribaltamento del trattore agricolo in relazione al mese di accadimento. A destra: situazione disaggregata per singolo anno nel periodo 2008-primo semestre 2011. Il giorno di più frequente accadimento degli eventi mortali sembra essere il martedì (con circa 70 decessi totali), anche se in realtà non si rileva una predominanza netta; piuttosto, non si registra un drastico calo nel week-end (circa 60 incidenti mortali il Sabato e 55 la Domenica), come invece ovviamente avviene in tutti gli altri comparti produttivi. Ciò a ulteriore dimostrazione, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che nel periodo di massima attività per gli agricoltori (e specie nelle aziende a conduzione famigliare) non esiste il riposo del fine settimana, anche perché il part-time è molto diffuso e chi è normalmente impiegato in altre mansioni svolge i lavori agricoli proprio e solo nel fine settimana. Ciò costituisce una doppia aggravante, perché gli agricoltori non professionali si infortunano (e muoiono) proprio nel week-end e soprattutto perché l’infortunio può essere favorito a causa di uno stato di pesante stress fisico e mentale, accumulato durante la settimana lavorativa. 3.2 Distribuzione regionale. Il dato non è stato pesato in relazione al numero di macchine operanti, e nemmeno in base alle ore di lavoro effettivamente svolte. Pertanto l’analisi può offrire soltanto numeri assoluti, che potrebbero logicamente apparire fuorvianti. Le regioni dove l’attività agricola è molto diffusa e varia risultano logicamente essere le più colpite (Emilia Romagna, Veneto); anche il territorio particolarmente accidentato, specie con vaste superfici di terreno coltivato in pendenza, sembra essere logicamente una causa aggravante (Trentino Alto Adige, Toscana, Lazio, Abruzzo); inoltre una delle ragioni di un elevato numero di incidenti mortali potrebbe anche risiedere nella accentuata vetustà del parco trattori (Campania, Sicilia, Calabria). Non mancano però realtà positive, sia al Nord (Lombardia, Friuli Venezia Giulia) che al Sud (Puglia, Basilicata, Sardegna, fig. 3). 3.3 Età, sesso e nazionalità delle vittime. L’insieme degli eventi mortali rivela che l’età media delle vittime è alquanto elevata, di quasi 66 anni. Con l’avanzare dell’età aumenta purtroppo in modo più che proporzionale il numero dei decessi; è infatti molto preoccupante che gli ultra-settantenni paghino il tributo più pesante (28 % degli incidenti mortali) e che addirittura compaiano tra le vittime individui ultra-novantenni (il più anziano aveva 92 anni), oltreché in tenerissima età (il più giovane, ovviamente trasportato, aveva solo 2 anni, fig. 4). Oltre alle ovvie considerazioni relative alle condizioni fisico-psichiche dei soggetti coinvolti, ci si trova o dover constatare che l’invecchiamento degli occupati in agricoltura, e che ancora conducono macchine pericolose (in situazioni spesso precarie) ha raggiunto livelli probabilmente insostenibili. Il ruolo del web nel monitoraggio degli incidenti mortali dovuti al ribaltamento dei trattori agricoli La quasi totalità dei deceduti sono uomini; si conta però purtroppo anche qualche donna (7 casi su 426 corrispondenti all’1,6%) e addirittura rattrista in modo profondo che nella mesta classifica debba essere riconosciuto anche qualche minorenne. Inoltre, nella categoria “under 21” è sicuramente incluso qualche giovane più o meno “neopatentato”, e quindi forzatamente carente di esperienza nell’affrontare situazioni precarie e pericolose, specie in situazioni di traffico. Fa impressione infine dover contare anche qualche giovanissima vittima, compresa nella categoria “under 14”: si tratta senza dubbio di qualche bimbo/a o ragazzino/a che viaggiava sul trattore con un adulto (presumibilmente il padre o un parente). Fig. 3 - Distribuzione regionale (non pesata in relazione alle macchine operanti, né rispetto alle ore lavorate) degli incidenti mortali dovuti a ribaltamento del trattore agricolo nel periodo 2008- primo semestre 2011. Quasi tutti i deceduti erano di nazionalità italiana (95%), anche se non mancano gli stranieri, provenienti dei Paesi che notoriamente forniscono un contributo significativo alla forza lavoro particolarmente attiva in agricoltura nel nostro Paese, soprattutto di nazionalità rumena (2,3%) e tunisina (0,5%). Per questi extracomunitari si pone anche il problema (a volte non indifferente) della lingua e del livello di comprensibilità delle istruzioni necessarie per condurre macchine complesse dal punto di vista tecnico. 3.4 Tipologia di lavorazione e del ROPS istallato (quando presente). Anche se la maggior parte degli eventi mortali accade tipicamente in lavorazioni di campo, il 31% degli incidenti per i quali era nota tale circostanza è accaduto in fase di trasferimento, presumibilmente anche su strade aperte al traffico. Ciò dimostra che il trasporto può essere un’operazione pericolosa, specie quando è effettuato a velocità elevata, con traini gravosi e/o su forti pendenze. Il dato relativo alla tipologia delle strutture di protezione installate si basa su di una ridotta percentuale di casi noti (28% del campione totale), ma in generale è significativo come in più della metà dei casi il trattore fosse del tutto privo di ROPS, e che in un altro 20% abbondante fosse presente un telaio a 2 montanti anteriore abbattibile, che però al momento dell’incidente era in posizione reclinata, vanificando quindi completamente ogni protezione (fig. 5). D. Pessina, D. Facchinetti Questo dimostra purtroppo che in più del 75% dei casi dove sia stato possibile accertare la presenza o meno del ROPS (e la sua efficienza) al momento del ribaltamento l’operatore non era minimamente protetto. Seppur il campione, come accennato, non è da ritenersi significativo, ciò costituisce comunque un forte campanello d’allarme. Fig. 4 - Distribuzione in classi d’età delle vittime di incidenti mortali dovuti a ribaltamento del trattore agricolo nel periodo 2008-primo semestre 2011. Fig. 5 - Tipologia di struttura di protezione (quando presente) sui trattori agricoli coinvolti in incidenti mortali da ribaltamento nel periodo 2008-primo semestre 2011. Per quanto riguarda le condizioni orografiche, sulla base di un buon numero di casi accertati gli incidenti avvenuti su terreno in pendenza sono risultati quasi 8 volte più numerosi di quelli accaduti in piano. La stabilità precaria della motrice e dell’eventuale attrezzo collegato si rivela quindi un fattore estremamente importante nel determinare condizioni di pericolosità dal punto di vista dei ribaltamenti. 4 CONCLUSIONI Nonostante si tratti di un periodo di monitoraggio assolutamente breve (3 anni e mezzo), l’andamento degli incidenti mortali dovuti a ribaltamento del trattore non si rivela positivo, sia in termini assoluti che soprattutto come andamento. A fronte di un dato (ufficiale) di circa 200 eventi mortali all’anno a metà degli anni ’70, oggi si contano ancora più di 120-140 decessi/anno rilevati dal web, mentre il loro numero reale non può che essere più alto, nonostante tutti gli intensi e prolungati sforzi degli Enti e Organismi preposti alla sicurezza del lavoro in agricoltura. Il ruolo del web nel monitoraggio degli incidenti mortali dovuti al ribaltamento d

Altri tre morti in agricoltura

Nuoro E' morto Salvatore Pirisi, di 69 anni un allevatore di Sarule. Pirisi è morto mentre stava facendo salire alcuni vitelli su un camion. Uno dei vitelli, probabilmente a causo dello spavento lo ha caricato scaraventandolo per terra. Purtroppo Pirisi nel cadere ha battuto la testa e nonostante i soccorsi immediati è morto poco dopo.i Cuneo 1 ottobre E' morto Bernardino Rossi di 67 anni, abitante a Breolungi, frazione di Mondovì. Rossi è morto nel pomeriggio di sabato in un incidente sul lavoro: stava aiutando un parente a scaricare balle di paglia da un rimorchio, quando ha perso l'equilibrio ed è caduto a terra da un'altezza di alcuni metri, battendo violentemente la testa al suolo. Un'ambulanza del 118 è arrivata immediatamente sul posto ma purtroppo per Rossi non c'è stato niente da fare. Arezzo E' morto Paolo Mearini di 64 anni e il suo fratello gemello Pasquale è rimasto intossicato con gravi ustioni sul corpo. La tragedia a Caprese Michelangelo, nell’alta Valtiberina. I due fratelli, stavano ‘pulendo’ il sottobosco in un castagneto dando fuoco alle sterpaglie: una pratica molto diffusa nella zona perché consente di raccogliere più facilmente le castagne ma le fiamme hanno investito improvvisamente Paolo, inutile il tentativo del fratello di soccorrerlo. Paolo è morto, secondo un primo esame medico, investito dal fumo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Arezzo e di Sansepolcro che hanno domato il rogo.

sabato 1 ottobre 2011

Continua la strage di agricoltori schiacciati dal trattore

BRINDISI E' morto giovanni D'Amico agricoltore di 65 anni. D'Amico è il novantaseiesimo agricoltore schiacciato dal trattore dall'inizio dell'anno. La tragedia questo pomeriggio. L'incidente è avvenuto nelle campagne tra Serranova e San Vito dei Normanni. Sul posto sono giunti una pattuglia dei carabinieri e un'ambulanza del 118, ma purtroppo per l'uomo non c'è stato nulla da fare.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Il caporalato e lo sfruttamento nell'Agro Pontino sono arrivati alla sbarra: è iniziato il processo per i caporali e per i loro padroni,...

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?