Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

https://youtu.be/jDK5cFPhIfo

video dei morti sul lavoro nel 2026 al 31 agosto

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

lunedì 12 dicembre 2011

Superati anche i morti sul lavoro dell'intero 2008

COMUNICATO STAMPA del 12/12/2011

Superati anche i morti dell’intero 2008

Oggi 12 dicembre 2011 con 638 morti sui luoghi di lavoro e 1110 (stima minima) se si sommano i lavoratori morti in itinere e sulle strade, registriamo + 7,4% sull’intero 2010, alla fine dell’anno arriveremo ad un’aumento di oltre 10%, e su un dato certo, quello dei morti sui luoghi di lavoro rilevati e archiviati giornalmente dall’Osservatorio dall’1 gennaio 2008. Alla fine dell’anno si stimano complessivamente oltre 1160 morti contro i 1080 del 2010. Un andamento veramente sconsolante, anche rispetto al pessimo 2010 dove a fine anno registrammo +5,5 rispetto al 2009. Si torna così indietro di 4 anni in quest’autentica emergenza sociale: il 20 novembre sono stati superati i morti sui luoghi di lavoro dell’intero 2010, il 2 novembre quelli dell’intero 2009.
In questo momento 12 regioni hanno già eguagliato o superato, alcune con percentuali superiori al 100%, i morti sui luoghi di lavoro dell’intero 2010. Le altre regioni stanno avendo un calo molto contenuto rispetto ad un pessimo 2010. Su queste tragedie non è possibile nessuna distinzione tra amministrazioni di Centro-Destra o di Centro-Sinistra. Dai dati raccolti dall’Osservatorio emerge in modo molto evidente che il calo sulle morti sul lavoro che le statistiche ufficiali registrano (ma non l’Osservatorio) è dovuto soprattutto al calo delle morti nell’itinere e dei lavoratori che lavorano sulle strade e questo senza merito di alcuno ma solo ai mezzi di trasporto tecnologicamente più sicuri. Per fortuna anche i lavoratori acquistano automobili più sicure una volta rottamate le vecchie: quando le statistiche ufficiali parlano di calo occorre pensare soprattutto a quest’aspetto.
E questo cosa significa? Che nessuna Istituzione nazionale o locale si è occupata in modo continuativo e articolato delle morti sul lavoro che portano il lutto in tantissime famiglie. Solo la presenza del Sindacato in un luogo di lavoro sembra produrre effetti positivi sugli infortuni sul lavoro.
Il tanto vituperato sud ha complessivamente un andamento migliore del centro-nord. E non si parli di “indice occupazionale” per giustificare la differenza tra le regioni. “L’indice occupazionale” è una “balla” da spendere verso l’opinione pubblica per giustificare un cattivo andamento locale su questo fronte. Regioni del centro-nord considerate civilissime sotto molti altri aspetti, compresa quella dell’Osservatorio, con amministrazioni di destra o di sinistra, hanno un numero incredibile di morti sul lavoro, non nelle Fabbriche come si è portati a credere, ma in agricoltura, in edilizia e nei servizi alle imprese. Anche in una provincia altamente industrializzata come quella di Brescia, che guida da diversi anni la triste classifica delle morti sui luoghi di lavoro, gli infortuni mortali sono soprattutto tra edili e agricoltori. E edili e agricoltori ci sono in eguali misure in tutto il paese. “L”indice occupazionale” non ha neppure un valore statistico: a morire per oltre il 60% sono anziani agricoltori e edili che lavorano in nero o grigio. In agricoltura, che registra da sola il 33% di tutte le morti sul lavoro, tantissime vittime sono pensionati, schiacciati dal trattore che si ribalta e li travolge. Sono 131 in Italia dall’inizio dell’anno gli agricoltori uccisi dalla bara in movimento che è il trattore. Questi lavoratori non sono neppure considerati morti sul lavoro perchè già in pensione: spesso, lavorando sui campi, cercano solo di arrotondare le loro magre pensioni eche hanno il merito di coltivar tantissime aree del paese che altrimenti sarebbero abbandonate e in preda all’incuria e ai disastri ambientali. Ma la cosa che fa indignare di più è che basterebbe poco per salvare loro la vita con interventi mirati sulla cabina per evitare che siano sbalzati fuori dal trattore, nel caso di manovre sbagliate. In edilizia a morire sono giovani edili meridionali e stranieri anche nei cantieri del centro-nord: in aziende piccolissime, che lavorano spesso con commesse ottenute in sub appalto in nuove costruzioni, o in ristrutturazioni di case e appartamenti. Alcuni edili lavorano in nero e talvolta il “padrone” neppure esiste: ci sono pensionati o lavoratori che svolgono altre attività autonomamente, e senza responsabilità di terzi, mettendosi a fare lavori pericolosi in agricoltura, edilizia, giardineria, ecc. Molti s’improvvisano giardinieri e muoiono travolti dall’albero che segano o cadendo dall’albero che stanno potando. Altri s’improvvisano elettricisti, o muratori che vanno sui tetti senza impalcature a dare una mano ad un familiare, o all’amico e cadono al suolo sfracellandosi. Tutte queste tragedie non hanno nessuna copertura assicurativa. E si potrebbe continuare con una casistica molto corposa. La mancata esperienza e della dotazione di strumenti sicuri, in lavori rischiosi, provocano delle autentiche carneficine. E’ un aspetto controverso, ma è giusto denunciarlo se si vogliono salvare vite umane e far comprendere che ci sono lavori pericolosissimi che non si possono improvvisare, e che chi li fa, o li fa fare, si assume tutte le responsabilità del caso quali denunce penali e pagamento dei danni ai familiari delle vittime. Noi consideriamo anche queste vittime “morti sul lavoro”. Anche in questi casi l’INAIL, non essendo assicurati all’Istituto, non li annovera tra i propri “morti sul lavoro”: come del resto non lo sono gli anziani agricoltori e i militari e in tantissime altre situazioni che non stiamo ad elencare. Altra cosa sono i tantissimi “sfruttatori” che speculano su poveri immigrati e italiani bisognosi di lavorare, artigiani o piccole imprese che hanno lavoratori in nero, in grigio, o assunti regolarmente con contratti precari e stipendi da fame, ma che lavorano anche 10 o 12 ore al giorno mettendo così a rischio la propria vita. Lavorano col ricatto del licenziamento, mai esplicitato, ma che incombe sulle loro teste per tantissimi aspetti lavorativi, comprese le contestazioni sulla mancanza di “Sicurezza”. A volte sono proprio i proprietari della piccola impresa a morire per infortuni sul lavoro. Se si esclude l’agricoltura che ha aspetti particolari, si muore per la maggior parte nelle piccole e piccolissime aziende, nei servizi alle imprese e nei cantieri. Nelle aziende sindacalizzate, nonostante gli occupati siano milioni, le morti sui luoghi di lavoro sono pochissime, intorno al 2-3% sul totale. In questi giorni si parla di un aumento dell’età della pensione: vorrei ricordare che oltre il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha oltre 60 anni: è disumano far continuare a lavorare persone in età avanzata che svolgono lavori faticosi e pericolosi. Vuol dire far aumentare in modo vertiginoso le morti sul lavoro. Anche i giovani lavoratori precari senza il diritto di contestare la mancata “Sicurezza” pena il licenziamento, pagano un prezzo elevatissimo di sangue. Poi ci sono le morti in itinere e sulle strade che ogni anno sono pecentualmente dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro e anche in questo caso sono possibili interventi mirati per prevenirle.
Qui sotto l’andamento regionale e provinciale delle morti sui luoghi di lavoro.
Carlo Soricelli

Muore a Trieste Francesco Pinna di vent'anni mentre montava il palco dove avrebbe dovuto esibirsi Jovannotti

TRIESTE E' morto Francesco Pinna un operaio di 20 anni mentre veniva montato il palco dove avrebbe dovuto cantare Jovanotti, altri 20 operai sono rimasti feriti. La tragedia nel primo pomeriggio nel momento in cui una cinquantina di operai stavano montando il palco. Un altro operaio è gravissimo. Sembra che gli operaia stessero montando l'impianto luci e gli amplificatori quando è avvenuto il crollo. La struttura sportiva, situata nel rione di San Sabba, adiacente allo stadio "Nereo Rocco", è stata transennata e posta sotto sequestro. Le forze dell'ordine stanno tenendo a distanza giornalisti e operatori televisivi, in attesa dell'arrivo del magistrato di turno. Dagli ingressi del Palasport è visibile l'impalcatura, quasi completata e ripiegata in avanti. C'è da chiedersi com'è stato possibile una tragedia di queste dimensioni che ha coinvolti tantissimi lavoratori. Erano tutti in regola e con le strutture a norma? Sono domande che occorre fare e farsi, visto che concerti come questi muovono milioni di euro....

sabato 10 dicembre 2011

E' morto dopo un mese Tiziano Bonaldo, l'operaio rimasto gravemente ustionato. E' morto un agricoltore di 54 anni in provincia di Crotone.

Treviso 10 dicembre E' morto Tiziano Bonaldo operaio di 52 anni.Bonaldo era rimasto vittima di un grave infortunio nel quale era rimasto ustionato il 2 novembre. Sembrava che Bonaldo avesse superato l’infortunio nel quale era rimasto coinvolto oltre un mese fa nell'azienda azienda che produce macchine utensili. L’operaio, che stava lavorando nel reparto verniciatura, era stato investito da una fiammata rimanendo gravemente ustionato a braccia, mani e collo.
Subito soccorso dai sanitari del 118 era stato prima trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Castelfranco e poi trasferito al centro grandi ustionati di Verona. Le ustioni non sembravano così gravi e pochi giorni dopo i medici avevano sciolto la prognosi, vista l’evoluzione delle ferite che pareva positiva. Bonaldo era stato dimesso dall’ospedale ed era tornato a casa ma è morto improvvisamente.

Crotone, 10 dic. E' morto un agricoltore di 54 anni questa mattina, nel comune di Crucoli. L'agricoltore. Sono già 121 gli agricoltori morti dall'inzio dell'anno in Italia a causa del ribaltamento del trattore. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando di Crotone che hanno liberato il corpo ormai senza vita dello sfortunato agricoltore.

Caltanisetta 10 dic. E' morto Carmelo Falduzza operaio di 29 anni. Falduzza autista di un'azienda edile di Serradifalco. F e' morto folgorato nell'azienda in cui lavorava. Soccorso immediatamente dopo l'incidente e trasportato all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, e' purtroppo deceduto. I carabinieri della Stazione di Serradifalco e la Compagnia di Caltanissetta stanno indagando per verificare la dinamica che ha provocato la tragedia.

venerdì 9 dicembre 2011

Ancora due giovani sotto i trent'anni muoiono sul lavoro. Franco Bandinu nel sassarese e un edile albanese nel viterbese

VITERBO, 9 DIC E' morto un giovane operaio albanese di 29 anni. Il giovane e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto nel primo pomeriggio a Vitorchiano, in provincia di Viterbo. Secondo quanto accertato dai carabinieri e dagli ispettori del lavoro, il giovane stava lavorando per conto alla ristrutturazione di una palazzina, quando il solaio ha ceduto facendolo precipitare al piano sottostante, uccidendolo sul colpo. Il cantiere e' stato posto sotto sequestro

SASSARI, 8 DIC E' morto Franco Bandinu, elettricista di 24 anni. Il povero giovane e' morto folgorato a Siniscola, mentre stava installando l'impianto elettrico in una casa. L'allarme per l'intervento dell'eliambulanza e' stato dato alla centrale operativa del 118 di Sassari, ma ogni intervento si e' rivelato inutile: il giovane è morto sul colpo. Sul luogo della tragedia oltre al personale medico che ha constatato la morte di Bandinu, sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Siniscola che hanno cominciato gli accertamenti che hanno determinato la morte di Bandinu.

mercoledì 7 dicembre 2011

E' morto un operaio albanese in provincia di Milano. Un altro agricoltore ucciso dal trattore che si ribalta. E' morto Antonello Casula

6 dic Carbonia-Iglesias E' morto Antonello casula agricoltore di 43 anni. Casula è l'ennesima vittima del trattore killer che dall'inizio dell'anno ha ucciso altri 120 agricoltori in Italia. La tragedia ieri sera ma il corpo senza vita di Casula è stato trovato solo questa mattina. L'agricoltore era intento ad arare un campo quando a causa della pendenza del terreno il mezzo si è rovesciato su un lato travolgendolo. I familiari ieri sera non vedendolo rientrare hanno dato l'allarme,ma è stato notato solo il trattore ribaltato. Solo questa mattina con la luce è stato possibile individuare il suo corpo, che era coperto dalla vegetazione distante dal trattore.


Milano 6 dicembre E' morto un operaio albanese di 45 anni in un drammatico incidente sul lavoro avvenuto ieri a Bazzana Sant’Ilario, frazione di Assago, in provincia di Milano. Secondo la ricostruzione l'operaio albanese residente in provincia di Bergamo è precipitato da una decina di metri d’altezza mentre stava lavorando al secondo piano di una casa. La tragedia nel pomeriggio. Le condizioni sono apparse subito gravissime agli operatori del 118 che hanno cercato inutilmente di salvargli la vita.E' morto poco dopo per arresto cardiocircolatorio.

martedì 6 dicembre 2011

Un'altra vittima tra i romeni che stanno pagando un prezzo altissimo di sangue per il nostro benessere. E' morta Gabriela Iliescu

Treviso 5 dicembre E' morta Gabriela Iliescu, operaia di 44 anni. la tragedia a Campidui nel tardo pomeriggio. Gabriela iliescu è stata colpita alla testa dalla sponda mobile della macchina su cui stava lavorando. E' accaduto tutto in pochi istanti e nessuno è stato in grado di stabilire cosa sia successo. La Iliescu stava concludendo il turno del pomeriggio ed era scesa nella zona dove stampavano le bottiglie di plastica e la sponda mobile l'ha colpita violentemente sul volto uccidendola sul colpo. Dall'inizio dell'anno sono 6 i morti sui luoghi di lavoro in provincia di Treviso e 46 in Veneto che anche quest'anno si sta confermando una delle regioni con più vittime sui luoghi di lavoro. I cugini romeni sono oltre il 45% dei morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri.

lunedì 5 dicembre 2011

E' morto Bambino Zaccardi in provincia di Isernia

Isernia 4 dicembre E' morto Bambino Zaccardi di 61 anni. Zaccardi è caduto da un albero mentre intento a raccogliere le olive a Belmonte del Sannio. La tragedia in una zona agricola al confine tra i territori di Castiglione Messer Marino, in Abruzzo, e Belmonte, nei pressi del ponte sul Sente. Zaccardi stava raccogliendo le olive ed è caduto da un albero dopo che si è spezzato il ramo in cui era appoggiato. Nella caduta ha battuto violentemente la testa ed è morto sul colpo. Sul posto, oltre ai Carabinieri di Castiglione, anche una squadra di Vigili del fuoco di Agnone.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Fermare la strage in edilizia si può. COMUNICATO STAMPA ​SICUREZZA SUL LAVORO: PROPOSTA ALLA POLITICA, AI MEDIA E AI COMUNI PER UN PROTOCOLLO DIGITALE PREVENTIVO NEI CANTIERI EDILI PER LA PIAGA DELLE CADUTE DALL’ALTO

La proposta è lanciata da Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro. ​Fermare gli infort...

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?