MORTI SUL LAVORO AL 17/9/2026 1010 totali con itinere e 808 di questi sui luoghi di lavoro. L'Osservatorio è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che continuiamo a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni. Carlo.soricelli[at]gmail.com
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità
Elenco link dei siti artistici di Carlo Soricelli
Biography of Carlo Soricelli
Biografia di Carlo Soricelli
https://youtu.be/jDK5cFPhIfo
Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024
Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"
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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità
via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al
sabato 14 gennaio 2012
E' morto Alessandro Raima poliziotto di 23 anni. E' morto un operaio in provincia di Pescara
PESCARA 14 gennaio E' morto un operaio di 56 anni mentre stava lavorando lungo la statale Tiburtina in provincia di Pescara quando è stato colpito al volto da un pezzo di ferro che un collega scaricava da un montacarichi, da un’altezza di circa venti metri. L’operaio dipendente di una ditta di Milano è stato soccorso dal 118 e trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Pescara. La vittima indossava il casco protettivo, che però non ha evitato l’impatto. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i Carabinieri della Compagnia di Popoli (Pescara). Gli operai della ditta milanese stavano smontando dei tralicci Enel.
venerdì 13 gennaio 2012
E' morto Giuseppe Tebaldi ancora al lavoro all'età di 85 anni
Ma che paese è il nostro dove il 26% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni e il parlamento legifera per allungare l'età della pensione anche per chi esegue lavori pericolosi? Se questa legge non verrà cambiata nei prossimi anni ci sarà un'autentica strage tra i lavoratori anziani. VERGOGNA
E' morto ucciso da un Suv Niccolò Saverino vigile urbano di Milano.
La sensazione è che l'omicida e il suo complice abbiano le ore contate. Almeno un paio di testimoni li hanno visti in faccia e si visionano i filmati delle telecamere della zona. Dovrà rispondere di omicidio volontario.
giovedì 12 gennaio 2012
E' morto un edile di 56 anni in provincia di Salerno. E' morto Massimo Guidetti mentre giocava a basket ma la causa potrebbe essere un infortunio
La tragedia in un cantiere edile per la costruzione di un capannone industriale a Campigliano. Il cantiere si trova in località Campigliano. Secondo quanto riferito dai carabinieri C.G stava manovrando un autocarro con gru quando, per cause ancora da accertare, è stato colpito alla testa dal braccio meccanico della stessa gru riportando lesioni gravissime alla testa ed è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno dove purtroppo è morto poco dopo.
Livorno E' morto Massimo Guidetti un elettricista di 42 anni ieri sera mentre si allenava a basket in una palestra a Vicarello colpito da un attacco di cuore. Gli operatori del 118, chiamati alle 22.30, non lo hanno potuto salvare. Guidetti era stato colpito mentre lavorava da una forte scarica elettrica un mese fa. Ora la moglie chiede l'autopsia ritenendo l'episodio di dicembre la causa del decesso improvviso del marito.
mercoledì 11 gennaio 2012
Un morto e un disperso per l'affondamento di un peschereccio al largo di Livorno
I sommozzatori dei vigili del fuoco sono stati chiamati nel punto dell'affondamento per tentare il recupero del corpo e per la ricerca del disperso. Sul posto è stata inviata anche una telecamera subacquea per individuare con maggiore facilità il relitto.
E' morto Salvatore Spataro un edile di 46 anni a Suno di Novara
Da redazione di Articolo 21
Quali e quante sono le vittime degli incidenti sul lavoro? Sono di sicuro direttamente i lavoratori, quelli che subiscono le conseguenze immediate, coloro che perdono la vita oppure la vedono pesantemente compromessa a causa di danni fisici a volte invalidanti, ma ci sono anche i famigliari: padri, madri, mariti o mogli, figli... coloro che si trovano ad affrontare a volte in totale solitudine, una tragedia che sconvolge in maniera irreversibile la vita di un intero nucleo famigliare e delle singole esistenze di ognuno.
La storia di Iwona e Massimiliano, raccontata a dicembre dalle telecamere di Tv7 del Tg1 è esattamente questo. Il dramma di un uomo vittima, nel 2010, di un grave incidente sul lavoro in un cantiere edile di Albano Laziale e della sua compagna rimasta sola a lottare contro i mulini a vento della burocrazia. In seguito all'incidente, Massimiliano, colpito alla testa dalla pompa di calcestruzzo, non è più lo stesso. Buona parte della sua memoria è sparita, forse per sempre e gli atteggiamenti sono quelli di un bambino, imprigionato nel corpo di un adulto.
Iwona racconta alle telecamere e a tratti non riesce a trattenere le lacrime, soprattutto quando rievoca quel sacco consegnatole all'ospedale con su scritto “paziente ignoto”.
Si, perchè dopo l'incidente Massimiliano è stato abbandonato da solo e senza soccorsi per ben tre ore nel tentativo agghiacciante di nascondere l'accaduto rimuovendo dal posto uomini e mezzi, come denunciato subito dopo dalla Fillea Cgil Roma e Lazio.
Intanto Iwona che in Italia non ha una famiglia, è stata costretta a mettersi interamente da parte per dedicarsi al compagno e con appena 700 euro al mese cerca di portare avanti la sua battaglia e tornare a vivere una vita normale.
Guarda il servizio di Tv7
Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2
https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza
Fermare la strage in edilizia si può. COMUNICATO STAMPA SICUREZZA SUL LAVORO: PROPOSTA ALLA POLITICA, AI MEDIA E AI COMUNI PER UN PROTOCOLLO DIGITALE PREVENTIVO NEI CANTIERI EDILI PER LA PIAGA DELLE CADUTE DALL’ALTO
La proposta è lanciata da Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro. Fermare gli infort...
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli
1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati
2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza
3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica
4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere
5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro
6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)
7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi
8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni
9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.
10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.
11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.
12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori
13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.
14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.
15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.
16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.