Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

https://youtu.be/jDK5cFPhIfo

video dei morti sul lavoro nel 2026 al 31 agosto

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

lunedì 7 ottobre 2019

Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore nella provincia di Brescia

Con la morte il 6 ottobre di Cesare Bettoni schiacciato dal trattore il giorno 6 ottobre diventano 15 i morti schiacciati da questo mezzo col nuovo governo che ha alla guida la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, ex sindacalista della CGIL. Sono già 120 a morire in questo modo atroce dall'inizio dell'anno. Una strage nella strage che lascia ammutoliti, ma solo i cittadini normali, non la politica che se dovrebbe occupare. Guarda il video del 4 giugno da quel giorno ne sono morti altri 72 https://www.facebook.com/carlo.soricelli/videos/10214073530408609/?fref=mentions

domenica 6 ottobre 2019

Altri due morti anche il 5 ottobre, uno di questi schiacciato dal trattore è il 119esimo dall'inzio dell'anno. Guarda il video della strage in agricoltura nhttps://www.facebook.com/carlo.soricelli/videos/10214073530408609/UzpfSTExMjI1NjY4Mjg6MTAyMTQ4MDkxMTExMTc2Njc/

Continua la strage anche il 5 ottobre: hanno perso la vita altri due lavoratori, in Provincia di varese un 38enne ha perso la vita travolto da un carico sospeso. Ha perso la vita un altro agricoltore schiacciato dal trattore il 60enne Fesderico poggi che è il 119esino a predere la vita schiacciato dal questo mezzo dall'inzio dell'anno e il 15 con il nuovo governo entrato in carica il 10 settembre. Guarda il video https://www.facebook.com/carlo.soricelli/videos/10214073530408609/UzpfSTExMjI1NjY4Mjg6MTAyMTQ4MDkxMTExMTc2Njc/ il giorno 4 giugno quando l'ho girato per sensibilizzare su questa strage nella strage gli schiacciati dal trattore erano 48 dall'inizio dell'anno, oggi sono diventati 119

sabato 5 ottobre 2019

4 ottobre: un altro giorno orrendo: sono sei i lavoratori morti il giorno 4 ottobre.

Oltre ai due poliziotti Pierluigi Rotta 34 anni e Matteo Demenego 31, morti in una sparatoria in questura a Trieste ci sono stati altri 4 morti. Nell’astigiano è morto un giovane di 23 anni mentre stava vendemmiando in un’azienda agricola, era su un rimorchio su cui stava lavorando, è caduto dal mezzo battendo violentemente la testa, riportando un trauma alla testa, con emorragia celebrale che gli è stato fatale. S.I era un richiedente asilo, Il povero giovane lavorava in regola, è possibile con la richiesta di asilo? Un operaio, Mauro Angiono, di 48 anni, è morto stamani a Crotone, per la caduta da un’impalcatura, da un’altezza di 15 metri. Vincenzo Caccia, artigiano di 57 anni, è morto sul lavoro, per essere caduto da un terrapieno, da un’altezza di 4 metri la tragedia in provincia di Bergamo. Un anziano agricoltore è morto in provincia di Pescara mentre bruciava sterpaglia. Una strage continua e che non conosce soste. Sono già 10 i lavoratori morti sui luoghi di lavoro in ottobre, 550 dall’inizio dell’anno, con i morti sulle strade e in itinere si superano già i 1100 morti, 117 di questi schiacciati dal trattore

venerdì 4 ottobre 2019

Intervista di Enrico Pasini a carlo soricelli sui morti schiacciati dal trattore

Testo di Enrico Pasini – nella foto Carlo Soricelli Incontro Carlo Soricelli tutte le mattine in edicola poco prima di andare al lavoro. Arriva da Ceretolo e passeggia fino a Riale per prendere il giornale. Non di rado ci fermiamo a fare due chiacchiere. Si parla di tutto con lui in quei pochi minuti, si spazia dalla politica al calcio, fino all’arte. E’ un ex metalmeccanico in pensione ed è un artista ancora in attività. Abita a Casalecchio, è originario di Benevento, in cima all’Appennino, dove sono più i lupi che gli esseri umani, nascosta nella foresta tra Emilia e Toscana, ha una casa. E’ allestita anche a museo, abitata dalle sue opere, spesso di denuncia, che negli anni ha realizzato e che gli sono valse anche diversi riconoscimenti. Circa 12 anni fa Soricelli ha aperto l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro, (http://cadutisullavoro.blogspot.com/?m=0)e in questo lasso di tempo i morti che ha monitorato sono stai più di 17 mila, padri, madri, figli, nipoti, che si guadagnavano da vivere e invece hanno trovato la morte. Questo numero impressionante lo definisce: Strage ! E in questa strage il suo grido più forte, profondo e inascoltato è quello per le morti di centinaia di agricoltori arrivate per ribaltamento del trattore che guidavano e dal successivo schiacciamento sul terreno che stavano curando. Un problema che nel solo 2019 ha causato già 117 morti, 13 nel solo settembre quando l’attività di aratura è nel pieno del suo svolgere. Carlo denuncia da anni questo problema portando questi tristi, ma freddi e precisi numeri nelle aule parlamentari e negli uffici tecnici, eppure il contatore del suo osservatorio non si ferma e le famiglie distrutte dalla più grande incoerenza di questo mondo, morire sul lavoro, non si ferma. Nessuno ancora è riuscito a fermare questa strage. La notizia del ragazzo di 21 anni morto mentre stava aiutando il fratello nei campi a Monte San Pietro, mi ha obbligato a contattare Carlo per capire come sia possibile morire in questo modo nel 2020. Arturo stava guidando il trattore su un pendio che probabilmente anche quel potente mezzo non poteva affrontare. Il trattore si è rovesciato e l’ha trascinato sotto di lui schiacciandolo su quella terra che lui stesso stava curando e portandoli via la sua vita. Aveva solo 21 anni. Era in sicurezza Arturo? Le cinture erano allacciate? Il mezzo poteva affrontare quel lavoro? Arturo aveva l’esperienza necessaria per quel genere di lavoro? Le autorità competenti lo stanno accertando, ma quel che è certo che un ragazzo di 21 anni è morto mentre lavorava. Carlo cosa ti ha spinto, ormai 12 anni fa, ad aprire l’Osservatorio Indipendente delle Morti sul Lavoro? Quando ti sei accorto dell’elevato numero di agricoltori che morivano ribaltandosi con il trattore mentre lavoravano i campi? Ho cominciato a monitorare i morti sul lavoro 20 giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino dove morirono 7 operai. Cercavo notizie aggiornate sul numero di morti e quelle più recenti andavano dai sei mesi ad un anno addietro. Erano le statistiche INAIL che allora diffondeva solo dopo diversi mesi. Mi chiesi com’era possibile, coi mezzi tecnologici che c’erano, non sapere quanti morti c’erano stati nel 2007. Con l’aiuto dei miei due figli cominciai a farlo io: da allora i morti sul lavoro sono tutti registrati su tabelle Excel, divisi per anno, giorno della tragedia, località della morte, anni della vittima, identità, professione, nazionalità e modalità della tragedia. Mi sono accorto di questa strage degli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2010 quando ho cominciato a vedere sulle tabelle Excel in quanti morivano in agricoltura guidando questo mezzo. Sui luoghi di lavoro un morto su cinque, (escluso itinere), muore schiacciato dal trattore e nel comparto agricolo sono il 60% ogni anno. Non lavoro nell’agricoltura ma personalmente ho già partecipato a diversi corsi obbligatori pagati dalla mia azienda riguardanti la sicurezza sul lavoro. È realmente un problema di norme e leggi oppure è anche e soprattutto un problema culturale, e del nostro sfrenato modo di vivere, quello del morire mentre si lavora? E’ un problema culturale e di norme non rispettate. In questi anni la politica ha sempre fatto leggi per far diminuire la Sicurezza dei lavoratori: pensa che l’obbligo di aver un patentino per guidare i trattori, una legge europea del 2003, è entrata in vigore in Italia da pochi mesi, con tra l’altro un esame annacquato come capita spesso qui in Italia. Nelle aziende piccole o piccolissime le normative non sono mai rispettate, dove c’è il sindacato e un rappresentante della Sicurezza i morti sono quasi inesistenti. Ma il Sindacato non riesce ad arrivare in queste aziende molto piccole. Prima di far lavorare un operatore in agricoltura, o ancor peggio in edilizia, dovrebbe essere obbligatorio un corso dove si addestra chi svolge lavori pericolosi, sui rischi, sui diritti e soprattutto sui doveri. Nel 2020 come è possibile morire ancora ribaltandosi con un trattore. Quali sono le norme che ne regolano la guida e il lavoro? Quali le tecnologie che si usano o si potrebbero e dovrebbero usare? Schiacciati dal trattore in questi 12 anni sono stati oltre 1600. Già 117 quest’anno e tre negli ultimi due giorni, una strage nella strage di cui nessuno si occupa. Occorrerebbe una grande campagna informativa sulla pericolosità del mezzo che uccide anche se non commetti errori. Il terreno collinare è infido, soprattutto dopo alcuni giorni dall’ultima pioggia, sembra asciutto poi invece a mezzo metro sotto terra è cedevole e quando in collina, o vicino a un canale, fai una manovra, cede di lato e travolge il guidatore. Occorrerebbe mettere a disposizione soldi VERI per rinnovare il parco trattori. Quelli dell’ultima generazione sono molto più sicuri, ci sono quelli che addirittura si guidano da terra, così il guidatore non viene travolto. Ci vorrebbero degli incentivi per acquistare nuovi mezzi, invece, in un settore che vive già di guadagni minimi, gira voce che si voglia aumentare l’aliquota sul gasolio per agricoltura. L’agricoltura potrebbe essere un volano importante per la nostra crescita, invece sembra la si voglia limitare il più possibile. Non sembra anche a te così? Sì, è cosi. Fanno trasmissioni in RAI dove si parla sempre delle eccellenze in agricoltura, ma mai delle numerosissime tragedie che ci sono sui campi. Se l’agricoltura desse da vivere bene ci sarebbe un forte ricambio generazionale e si risolverebbe il problema della disoccupazione giovanile. Ma gli agricoltori sono strozzati sui prezzi dalle grandi catene di distribuzione che impongono prezzi stracciati per i prodotti agricoli compresi carne, latte e formaggi. Non ci sono leggi? O sono troppe e quelle che ci sono non captano la realtà e le sue problematiche? Le leggi ci sono, ma quasi nessuno le rispetta. Solo dove ci sono un controllo sindacale e un rappresentante della Sicurezza si è abbastanza sicuri. Certo si può anche morire per una serie di coincidenze sfortunate, ma in questi 12 anni ne ho viste ben poche. Lo Stato può fare tantissimo, aumentando i controlli e gli ispettori, le leggi ci sono e molto avanzate, solo che non vengono rispettate. Si potrebbe dimezzare la disoccupazione se si prendessero di petto queste tragedie che sono dovute soprattutto al menefreghismo di chi ci ha governati. Se ci fosse la volontà politica le morti sul lavoro si dimezzerebbero in poco tempo, ma della vita di chi lavora alla politica non interessa. Carlo lo urla, il suo è uno sfogo di pura rabbia, dopo anni di denunce inascoltate. TUTTI COLORO CHE SI SONO SUCCEDUTI AL GOVERNO DEL PAESE IN QUESTI 12 ANNI HANNO AVUTO LO STESSO ATTEGGIAMENTO, LA STESSA INDIFFERENZA. E questo capita perché i lavoratori, pur essendo decine di milioni, non hanno nessuna rappresentanza in Parlamento. Le parole di Carlo sono chiare, non lasciano spazio ad equivoci. La politica non deve limitarsi a dare il compitino e poi lavarsene le mani, deve anche controllarlo e correggerlo dove occorre. L’Italia è piena di leggi, ce ne sono anche troppe, spesso creano un intricato gomitolo che è impossibile districare e questo gomitolo si è creato perché tutte quelle leggi non sono controllate. Lo Stato e la politica sono viste dal cittadino come il professore cattivo che impone e non spiega, giudica e non educa, invece dovrebbero essere visti come quel professore, rigido e intransigente, che però con i suoi modi riesce a farti studiare e che una volta finito il corso di studi rimane legato a te tutta la vita. La politica deve riprendere a fare cultura, senza paura ed eliminando quello stato di perenne campagna elettorale in cui ci fa vivere. Solo così si potranno evitare tragedie come quella di Arturo, solo così potremmo rispettare l’articolo 1 della nostra Costituzione. Perché uno Stato che è fondato sul lavoro e lascia morire i propri figli mentre lavorano, è uno Stato Anticostituzionale. Proprio pochi minuti prima di scrivere questo articolo Carlo Soricelli mi ha chiamato per informarmi dell’ennesimo morto schiacciato dal trattore. È un sessantenne di Bolzano. A Bolzano, in questo 2019, è il quinto morto, il secondo è stato un bimbo di 18 mesi investito dentro il suo passeggino da un ottantenne alla guida di un trattore che, svoltando, non si era accorto della presenza della mamma con il passeggino. Il tempo passa e il contatore non si ferma.

un altro agricoltore schiacciato dal trattore in provincia di Bolzano: scoppia un'autocisterna e uccide un 40enne

Anche il 3 ottobre ci sono stati dei lavoratori morti sul lavoro: nelle province di Bolzano e Salerno. O. P. è morto schiacciato dal trattore in provincia di Bolzano, l'ennesima vittima di questo mezzo aveva solo 62 anni. Perde la vita un operaio di 41 anni per lo scoppio di un'autocisterna a campagna di Salerno

mercoledì 2 ottobre 2019

Il disegno strategico e classista per distrarre gli italiani dall'immane tragedia che sono le morti sul lavoro, già oltre 1100 dall'inizio dell'anno

Oggi due ottobre i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno sono diventati 542 sui luoghi di lavoro e 1112 con i morti sulle strade e in itinere, sono due i morti sui luoghi di lavoro anche l’1 ottobre: un operaio di 39 anni ha perso la vita cadendo da un palo telefonico in provincia di Alessandria, e un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore in provincia di Avellino, il giorno prima ne sono morti in modo così atroce altri due; uno di questa aveva solo 21 anni. Ogni anno oltre 500 lavoratori spariscono dalle statistiche delle morti sul lavoro. Lo denuncio da 10 anni, anche il grande giornalista Santo della Volpe aveva constatato questo, purtroppo è morto da qualche anno. Ogni giorno dai 5 ai 10 lavoratori perdono la vita sui luoghi di lavoro e sulle strade, ma nessuno che se ne occupa: neppure quelli che abbiamo mandato in Parlamento per farlo. Quando entrano in parlamento sembra che facciano a tutti un lavaggio del cervello, per far dimenticare loro chi erano prima di entrare in quel porto delle nebbie: perdono i contatti con la realtà, oltre a quella perdono anche l'umanità che dovrebbe accompagnare gli eletti dal popolo. Diventano di pura gomma che rimbalza sui corpi inermi dei nostri lavoratori. Negli ultimi due giorni sono stati 6, ma sembra che muoiono solo quelli che hanno visibilità mediatica come il morto alla FCA di Cassino, spariscono mediaticamente i 3 agricoltori schiacciati dal trattore, in soli due giorni, nelle province di Bologna, di Salerno e Avellino, come quell'operaio caduto da un palo telefonico. È da 12 anni che assistiamo a questa merdosa indifferenza, anche da chi ci sta governando. Si susseguono governi di ogni colore, ma è sempre il solito film per chi lavora: non contate un c… e se morite son c… vostri

martedì 1 ottobre 2019

Report morti sul lavoro nei primi 9 mesi del 2019. Il mese si chiude con 4 morti sui luoghi di lavoro, tra questi un operaio manutentore della FCA di Cassino che è morto alle 3 di notteper infortunio e un 21enne schiacciato dal trattore in provincia di Bologna

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro Settembre si chiude con altri 4 morti sui luoghi di lavoro: tra questi un operaio manutentore di 40 anni della FCA di Cassino, che muore alle 3 di notte, e un giovane di 21 anni schiacciato dal trattore nella provincia di Bologna. Sono morti complessivamente 1108 lavoratori, di questi 540 sui luoghi di lavoro /escluso itinere: erano 552 al 30 settembre del 2018- 2,2%. Il 30 settembre 2008, anno di apertura dell’Osservatorio erano 461 +14,4%. Attenzione Il 2018 è stato l’anno con più morti sui luoghi di lavoro da quando è stato aperto l’Osservatorio, quindi occorre essere estremamente cauti per questo piccolo calo dei morti, dovuto più al caso che a iniziative messe in atto. Nel 2019 sono stati già 117 gli schiacciati dal trattore, 13 di questi con il nuovo governo con Ministra delle politiche Agricole Teresa Bellanova e questo in appena 20 giorni. Sui luoghi di Lavoro la Lombardia ha già 76 morti, con le morti sulle strade e in itinere supera già i 150 morti complessivi. Segue la Campania con 51 morti e 109 con i morti sulle strade e in itinere. La provincia con più morti sui luoghi di lavoro è quella di Roma con 22 morti, segue quella di Avellino con 14 morti, Torino e Verona con13, Milano, Brescia, Foggia e Napoli con 12. L’agricoltura col 29,8% è la categoria con più morti sul lavoro, di questi ben il 69% sono stati schiacciati dal trattore. segue l’edilizia col 16%, l’autotrasporto (di tutte le categorie con il 12%. L’industria con il 9,7. Seguono una miriade di categorie come gli operatori ecologici, artigiani, pescatori di mare, carabinieri, poliziotti, postini, portuali ecc. E’ incredibile, ma non per me che monitoro i morti da 12 anni, ben 157 dei 536 morti sui Luoghi di Lavoro hanno oltre 60 anni e rappresentano da soli il 30% di tutti i morti sul lavoro escluso itinere. Gli stranieri che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro sono il 14,5% erano il 12% nelle precedenti rilevazioni. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Il caporalato e lo sfruttamento nell'Agro Pontino sono arrivati alla sbarra: è iniziato il processo per i caporali e per i loro padroni,...

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?