Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

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Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

andamento Regioni 2025 dalla peggiore

andamento Regioni 2025 dalla peggiore
Andamento regione nell'intero 2025

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

giovedì 31 maggio 2012

E' morto Stefano Guarascio di soli 24 anni

Catanzaro 29 maggio 2012 E' morto Stefano Guarascio operaio di 24 anni. Guarascio è morto stamani in un incidente sul lavoro in località Germaneto. Il giovane stava lavorando su un ponte di una nuova strada che collega la statale 106 ionica con la trasversale dei Due Mari quando e' caduto nel vuoto facendo un volo di quasi 20 metri. Sul posto sono intervenuti i medici del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare la morte.

mercoledì 30 maggio 2012

Purtroppo anche dopo la tragedia del terremoto continuano le morti nel paese

29 maggio 2012. E' morto di Donato Laquale, edile di 47 anni, di Altamura. Purtroppo non sono chiare le dinamiche che hanno provocato questa tragedia. Quando avremo notizie più precise le inseriremo Bolzano, 30 mag. 2012 E' morto Franz Moser agricoltore di 57 anni nel comune di Termeno, in Alto Adige. Moser è l'ennesimo agricoltore morto schiacciato dal trattore Moser stava recandosi nel vigneto di proprieta', scendendo con il mezzo da una strada quando per far passare un'automobile salito con le ruote laterali in un tratto in pendenza, ai bordi della carreggiata il trattore si è ribaltato. Purtroppo l'agricoltore è morto sul colpo

A rischio di crollo per terremoto tutti i capannoni costruiti in Italia negli anni del boom economico

OCCORRE URGENTEMENTE METTERE IN SICUREZZA TUTTI I CAPANNONI COSTRUITI IN ITALIA NEGLI ANNI DEL BOOM ECONOMICO La prima scossa di terremoto ha evidenziato che tutti i capannoni costruiti in quella zona, in Emilia Romagna e in tutto il Paese sono a rischio crollo in caso di forte scosse. Occorre fin da ora lavorare per mettere in sicurezza tutti i capannoni industriali costruiti nel secolo scorso, soprattutto quelli costruiti negli anni 60/70/80 e 90. Non si può far correre il rischio di far morire tra le macerie i lavoratori italiani, la messa in sicurezza dei capannoni avrà dei costi altissimi, ma la vita di chi lavora è più importante della produzione industriale qui sotto l'elenco completo dei lavoratori e degli imprenditori morti sul lavoro per il terremoto, tra queste 14 vittime anche il parroco Don Ivano Martini morto mentre cercava di recuperare, assieme ai pompieri una statua della Madonna. 29-mag Modena Mario Mantovani Industria terremoto Italia 29-mag Modena Kumar Pawan Industria terremoto 31 Pakistan 29-mag Modena Mohamad Azaar Industria terremoto 45 Marocco 29-mag Modena Ing.Gianni Bignardi Industria terremoto 29-mag Modena Don Ivano Martini Parroco 42 Italia 29-mag Modena Daniela Salvioli Industria terremoto Italia 29-mag Modena Iva Contini Industria terremoto 56 Italia 29-mag Modena Paolo Siclari Industria Terremoto 29-mag Modena Enea Grilli Industria terremoto 64 Italia 29-mag Modena Eddy Borghi Industria terremoto 38 Italia 29-mag Modena Paolo Siclari Industria terremoto 29-mag Modena Biagio Santucci Industria terremoto 29-mag Modena Vincenzo Iacono Industria terremoto 29-mag Brescia Pierluigi Mancini Agricoltura 40 Italia

Strage di lavoratori andati a lavorare nonostante lo sciame sismico del precedente terremoto non si era mai fermato. Diritti dei lavoratori in caso di terremoto dell'Ing. Marco Spezia

Sono 13 i lavoratori, comprese 2 donne e 2 imprenditore e un parroco che sono morti per il terremoto di ieri. Di 3 vittime, ancora sotto le macerie non si conosce ancora l'identità. Mario Mantovani Industria Kumar Pawan Industria Mohamad Azaar Industria Ing.Gianni Bignardi Industria Don Ivano Martini Parroco Daniela Salvioli Industria Iva Contini Industria Enea Grilli Industria Eddy Borghi Industria Paolo Siclari Industria DIRITTI DEI LAVORATORI IN CASO DI TERREMOTO Il terremoto è una situazione di emergenza. E la legge prevede a carico del datore di lavoro e dei dirigenti di qualunque azienda obblighi specifici per la gestione di qualunque forma di emergenza, compreso i terremoti. Visto che evidentemente c’è molta disinformazione e tale proposito (e l’ informazione secondo obbligo di legge la dovrebbero garantire datori di lavoro e dirigenti), voglio ricordare ai lavoratori e ai cittadini quanto segue. L’ articolo 18 del D.Lgs.81/08 impone come obbligo penale per datore di lavoro e dirigenti di:  designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;  adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;  astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;  adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato: tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda o dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti. L’ articolo 43 del Decreto prevede poi come obbligo penale per datore di lavoro e dirigenti di:  organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell'emergenza;  designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;  fare sì che i lavoratori addetti alla gestione delle emergenze siano formati, in numero sufficiente e dispongano di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell'azienda o dell'unità produttiva;  informare tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare;  programmare gli interventi, prendere i provvedimenti e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;  adottare i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili;  astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato. Infine l’ articolo 44 del Decreto definisce chiaramente i diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato:  il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa;  il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza. Quindi i lavoratori devono pretendere da datore di lavoro e dirigenti che:  esista e sia a conoscenza di tutti i lavoratori (anche gli esterni) dell’ azienda il documento formale “Piano di emergenza”, comprendente anche le procedure e le misure di comportamento (cosa fare e cosa non fare) in caso di terremoto;  siano designati i responsabili e gli addetti alla gestione dell’ emergenza, che devono gestire e coordinare tutte le azioni da intraprendere in caso di terremoto;  sia possibile abbandonare il posto di lavoro in condizioni di sicurezza;  non venga richiesto di rientrare nei luoghi di lavoro, se non dopo aver accertato tramite i Vigili del Fuoco o la Protezione Civile la sicurezza dei fabbricati, anche in vista di ulteriori scosse. Anche nel caso di mancanza di una organizzazione aziendale della sicurezza, in caso di terremoto, i lavoratori devono:  al termine delle prime scosse (in cui devono pensare a ripararsi sotto tavoli, architravi, strutture portanti), anche se nessun responsabile dà l’ ordine di evacuazione, abbandonare immediatamente e senza indugi il fabbricato e portarsi a distanza di sicurezza (almeno 50 metri dallo stesso e da altri fabbricati;  se non fanno parte delle squadre degli addetti alla gestione dell’ emergenza, non prendere nessuna iniziativa, ma pensare solo ad abbandonare (dopo le prime scosse) il posto di lavoro senza indugio e senza nessuna preoccupazione per danni a macchinari o beni aziendali;  se fanno parte delle squadre degli addetti alla gestione dell’ emergenza, eseguire le azioni previste nel Piano di Emergenza, secondo la formazione ricevuta, ricordando comunque che non sono né Vigili del Fuoco, né infermieri professionisti;  se il fabbricato ha subito danni anche lievi (crepe, vetri rotti, distacchi di intonaco, evidenti inclinazioni o flessioni delle strutture portanti, ecc.) non rientrare all’ interno dello stesso, nemmeno se lo chiede il capo o il datore di lavoro, a meno che non vi sia autorizzazione formale (scritta) da parte dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile;  nel dubbio richiedere sempre l’ intervento dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile e non fidarsi di rassicurazioni generiche e non sopportate da fatti evidenti. Visto che ormai terremoti importanti stanno interessando anche zone nel passato dichiarate non pericolose, i lavoratori, anche tramite i propri Rappresentanti per la Sicurezza (RLS) devono richiedere nell’ immediato futuro al datore di lavoro di certificare l’ idoneità dei luoghi di lavoro da un punto di vista strutturale (non necessariamente secondo la normativa antisismica, se non applicabile, ma secondo le leggi comunque vigenti e le norme applicabili, anche in zone classificate ufficialmente come non sismiche) e altrimenti devono pretendere che essi vengano peritati da enti o professionisti abilitati e richiedere i risultati della perizia. Marco Spezia sp-mail@libero.it Chieti E' morto Pietro Aceto di 52 anni. Aceto è morto ieri a Roccamontepiano, schiacciato dal trattore col quale stava lavorando in un suo terreno. A scoprire il corpo di Aceto la moglie ieri sera: non vedendolo rientrare per cena è andata a cercarlo. La donna ha subito allertato il 118, il cui tempestivo intervento è stato tuttavia inutile. Sul posto, anche i vigili del fuoco di Chieti ma per Aceto, finito sotto il mezzo agricolo, non c'era più nulla da fare.

martedì 29 maggio 2012

Sale a 16 il numero dei morti di cui 10 lavoratori, comprese due lavoratrici, i dispersi sono 10 ma probabilmente aumenteranno col passare delle ore, altri lavoratori ancora sotto le macerie

STRAGE DI LAVORATORI COSTRETTI A LAVORARE NONOSTANTE CI SIANO STATE CENTINAIA DI SCOSSE DAL 20 MAGGIO E SAPENDO CHE IN QUELLA ZONA GIA' COSI' DURAMENTE COLPITA CI SONO TANTISSIMI CAPANNONI COSTRUITI CON LE STESSE GRAVI PROBLEMATICHE DI QUELLI CROLLATI CON LA PRIMA FORTE SCOSSA. Ancora diversi lavoratori morti a causa del terremoto e dal pressapochismo che domina questa nostra sfortunata nazione. Probabilmente altri lavoratori sono dispersi sotto le macerie, molte fabbriche erano già aperte nonostante le lesioni. Decine, se non centinaia di capannoni crollati mentre i lavoratori erano sul posto di lavoro, e questo nonostante risultava evidente col terremoto della settimana scorsa che erano a rischio crollo anche altri capannoni costruiti negli anni settanta e ottanta, in caso di ulteriori forti scosse. DI CHI E' LA COLPA E CHI DOVEVA IMPEDIRE CHE I LAVORATORI ANDASSERO A LAVORARE NONOSTANTE GLI EVIDENTI PERICOLI DI ULTERIORI FORTI SCOSSE? Modena 29 maggio Sono morti 10 lavoratori compre 2 donne morte in due fabbriche diverse, a San Felice sul Panaro 3 lavoratori schiacciati dal tetto del capannone che è crollato. Le vittime a San Felice sono Kumar Pawan, 31 anni, originario del Punjab, lascia moglie e figli; Mohamad Azaar, 45 anni, marocchino, anch'egli lascia moglie e figli; la terza vittima è gianni Bignani un ingegnere che stava verificando l'agibilità del capannone. Anche a Mirandola sembra che le 2 vittime siano operai coinvolti nel crollo del capannone. Una donna è morto a Cavazzo rimasta sotto le macerie di un mobilificio e un'altra in un altro stabilimento. l sindaco di Medolla, Filippo Molinari, conferma la morte di un operaio, rimasto ucciso dal crollo dell'Emotronic, azienda del biomedicale che ha sede in via Statale. "Al momento ci sono altre 3 lavoratori dispersi sotto le macerie dello stesso capannone - spiega il primo cittadino - e sono in corso le operazioni recupero da parte dei vigili del fuoco, aiutati delle unità cinofile". Dopo la prima scossa del 20 maggio è risultato evidente che i capannoni industriali, che avevano provocato diverse vittime erano stati costruiti per non sopportare scosse sismiche violente: si è appreso che le travi in cemento armato erano praticamente appoggiate sulle colonne, senza nessun perno filettato fermati con bulloni in acciaio, che tenesse unite le strutture. Il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato quello della pericolosità, con il terremoto che non concedeva tregue (oltre 100 scosse) fare rientrare i lavoratori in capannoni così poco sicuri, prima d'aver fatto degli interventi di messa in sicurezza. Ma il "dio denaro" è più importante della vita dei lavoratori e in questi tragici momenti si ha la conferma che la vita di chi lavoro non conta niente. Ma continua anche in altre località la morte di altri lavoratori. Varese E' morto un operaio albanese di 42 anni. La vittima è morta all'ospedale di Varese a seguito di un'intossicazione subita mentre stava eseguendo la verniciatura di alcuni pozzetti fognari con un collega a Castiglione Olona. I due lavoratorisono stati ritrovati privi di sensi all'interno del tombino.E' intervenuto il 118e i carabinieri, che stanno ricostruendo la dinamica dell' incidente. Il collega è ricoverato in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita

lunedì 28 maggio 2012

Un altro romeno morti per infortuni sul lavoro. E' morto un operaio a Lodi

ROMA, 28 MAG 2012 E' morto un operaio romeno di 55 anni. la vittima si trovava nel cestello del braccio elevatore di una gru sulla quale stava lavorando, che ha ceduto di colpo. Nella caduta, di almeno 10 metri d'altezza e' stato sbalzato fuori, finendo su una impalcatura e rimanendo schiacciato dal cestello della gru che, sganciandosi, gli è caduto addosso. Un compagno di lavoro che era con lui nel cestello è rimasto illeso. Sono 4 i morti sui luoghi di lavoro nella provincia di Roma dall'inizio dell'anno e 11 nel Lazio, con la provincia di Frosinone che ha lo stesso numero di morti della provincia di Roma. I romeni morti quest'anno sui luoghi di lavoro sono già 9 e anche quest'anno da soli i romeni sono oltre il 30% degli stranieri morti sui luoghi di lavoro in Italia. LODI 28 maggio 2012 E' morto G.M.B un operaio bergamasco di 52 anni. G.M.B., è morto questa mattina a causa di una caduta da una scala, ma sulle cause che l’hanno determinata stanno indagando in queste ore i carabinieri. La vittima lavorava alla costruzione di un capannone industriale. L’allarme è stato lanciato immediatamente dai colleghi. Ambulanza e automedica del 118 di Lodi hanno raggiunto il luogo e hanno tentato di rianimarlo, ma senza successo. Anche l’Asl si è recata nel cantiere per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente.

domenica 27 maggio 2012

E' morto Giovanni Capocefalo

Potenza 27 maggio 2012 E' morto Giovanni Capocefalo di 37 anni. Capocefalo stava rimuovendo del materiale ferroso su un soppalco quando, per cause ancora ignote, ha perso l’equilibro ed è caduto in una botola. La tragedia in uncaseificio . Sul posto sono intervenuti i carabinieri e un’ambulanza del 118. Capocefalo è stato trasportato in elicottero all’ospedale “San Carlo” di Potenza, dove è stato ricoverato in rianimazione. Purtroppo però le sue condizioni erano gravissime ed è morto poco dopo. Capocefalo Lascia la mogle e tre figli

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Aldo Gullotta morto ieri: ma 4 morti anche ieri

Aldo Gullotti nella foto è morto ieri schiacciato a Massa Carrara da una lastra di marmo. Ma altri 3 lavoratori sono morti anche ieri. Nei ...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?