Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

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Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

andamento Regioni 2025 dalla peggiore

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Andamento regione nell'intero 2025

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

giovedì 28 febbraio 2013

5 morti in due giorni

Modena 28 febbraio E' morto un giovane di 26 anni alle Officine Prompolini di Magreta di Formigine nel primo pomeriggio di oggi. La tragedia nel primo pomeriggio. Inutile ogni soccorso. Quando sono arrivati i sanitari del 118 il giovane era già morto. Sul posto anche i carabinieri. La Procura ha aperto una inchiesta. Palermo E' morto Antonino Castiglia un operaio di 52 anni. Castiglia ha perso la vita cadendo dall'impalcatura al suolo durante i lavori di rifacimento della facciata interna di un convento. La struttura, di proprietà dell'Università, era stata inaugurata da poco tempo dopo la radicale ristrutturazione che l'ha trasformata in laboratorio linguistico dell'Ateneo.

Basta politici interessatevi delle morti sul lavoro e dei problemi degli italiani

Nonostante l’accorato appello dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, mandato attraverso Articolo 1 e mail inviate ai partiti che hanno partecipato alle elezioni, affinché il nuovo parlamento prendesse finalmente e urgentemente a cuore la situazione delle morti sul lavoro che sembrano non interessare nessuno nonostante sia un problema gravissimo per un paese civile, nessuno si è degnato di una risposta, ma tutti a mantenere le proprie posizioni che alla fine non offrono un bello spettacolo per i cittadini che hanno votato per risolvere i gravissimi problemi del paese. L’appello è stato fatto due giorni e nel frattempo altri 3 lavoratori sono morti in diverse situazioni. All’ILVA di Taranto è Morto il terzo lavoratore in pochi mesi. Ciro Moccia è caduto da un’altezza di 15 metri assieme ad un collega rimanendo ucciso sul colpo mentre un suo collega è rimasto gravemente ferito. E questo in una fabbrica tra le più grandi d’Europa: sembra che erano appoggiati coi piedi e a quell’altezza ad una lamiera che ha ceduto. Ma vi rendete conto in uno stabilimento di 15 operai ci sono operai che lavorano a 15 metri d’altezza su di una lamiera e senza essere assicurati a cinture di sicurezza? A Senigallia è morto dopo due anni di coma Orfeo Piombetti di 45 anni, anche lui era caduto da diversi metri d’altezza senza protezioni. Immaginate le terribili sofferenze di questi lavoratore, e dei suoi familiari vedere un proprio caro per due anni in quelle condizioni. A Lugo di Grezzana un operaio di 41 anni è rimasto schiacciato da una lastra di marmo: quando sono arrivati i soccorsi era ancora in vita ma è deceduto poco dopo. E questo in neppure due giorni completi di lavoro. Siamo indignati, non vi abbiamo votato per fare “poesia” e dispetti ma per occuparvi finalmente dei problemi del paese e se non lo fate immediatamente la rabbia dei cittadini viventerà inarrestabile e vi travolgerà tutti. Anch’io come presidente e come italiano mi sono indignato sentire un socialdemocratico tedesco chiamare clown diversi politici italiani ma è questa l’immagine che stiamo dando fuori dall’Italia, Basta. Siete stati chiamati anche per risolvere problemi gravissimi come le morti sul lavoro. OCCUPATEVENE. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Un altro morto sul lavoro all'ILVA di Taranto, si tratta di Ciro Motta. E' morto dopo due anni Orfeo Piombetti

Taranto 28 febbraio 2013 E' morto Ciro Moccia di 42 anni all'ILVA di Taranto e un suo compagno di lavoro è rimasto gravenmte ferito. La tragedia alla'alba di oggi alla batteria 9 delle cokerie. Gli operai sono precipitati da un'altezza di 15 metri. Purtroppo Moccia, non ce l'ha fatta e li suo collega Antonio Liti di 45 anni, è rimasto gravemente ferito. Erano stati chiamati per un pronto intervento alla colata. Pochi mesi fa era morto un giovane di 29 anni. Ancona E' morto dopo due anni di coma Orfeo Piombetti di 45 anni di Senigallia. Piombetti era precipitato all'interno di un cantiere. Le speranze di un risveglio per Orfeo Piombetti, 45 anni, titolare insieme alla moglie di due negozi di prodotti per capelli a Chiaravalle e Senigallia, si sono spente quando il quadro clinico è peggiorato improvvisamente. Piombetti era in coma da marzo del 2011 dopo essere caduto da un'impalcatura alta diversi metri a Falconara.

mercoledì 27 febbraio 2013

E' morto un operaio nel veronese

Verona 27 febbraio E' morto un operaio di 41 anni in un'incidente sul lavoro a Lugo di Grezzana. La vittima è rimasta schiacciata da una lastra di marmo all'interno dell'azienda dove stava lavorando rimanendo ferito gravemente. Quando sono arrivati i soccorsi era ancora in vita, ma è deceduto poco dopo l'arrivo in ospedale per le gravi ferite riportate. Sull'episodio indagano i carabinieri.

domenica 24 febbraio 2013

Gli operai Vinyls invitano al voto

Tre anni fa esatti: 24 febbraio 2010, gli operai Vinyls occupavano il carcere dell’Asinara, il giorno dopo noi aprivamo questo blog per aiutarli. Oggi Tino Tellini, che era uno di quegli operai, ci scrive una lettera appassionata sull’importanza del voto: “Abbiamo conosciuto la disperazione di un futuro incerto, la rabbia sorda che ce la faceva prendere con tutti. Ma non andare a votare è come morire, mentre noi dobbiamo vivere e partecipare anche quando tutto sembra perduto”. In questi anni difficili ho avuto la fortuna di conoscere tanti lavoratori, disoccupati, persone straordinariamente dignitose nelle loro povertà e nel coraggio di affrontare le avversità. Ho visto e vissuto momenti di meravigliosa solidarietà che mi hanno fatto avere più fiducia nel prossimo, e che mi hanno fatto pensare che nel momento del bisogno anche noi sardi, e noi italiani, non siamo inferiori a nessuno. Quanto possiamo essere generosi e altruisti se “depurati” dai nostri egoismi ed ossessioni. Siamo un grande popolo ma non sappiamo di esserlo. Sono uno degli operai che nel febbraio 2010 occuparono il carcere dell’Asinara per protestare contro la chiusura della Vinyls di Porto Torres. Ricorderò per sempre il giorno in cui gli operai dell’Alcoa varcarono le porte del carcere all’Asinara dove da mesi eravamo rinchiusi. Quegli operai straordinari, disperati come noi, si erano alzati alle quattro del mattino facendo 300 km e un’ora e mezzo di battello col mare in tempesta, per raggiungere l’isola. Facemmo un’assemblea con 300 persone, toccò proprio a me aprirla, io che ero quello più abituato a parlare in pubblico. Invece quel giorno non riuscii a proferire quasi parola: mi venne subito un groppo in gola e mi commossi come un bambino. Se ne accorse Massimo Cara, delegato sindacale Alcoa. Era al mio fianco, mi diede delle pacche sulle spalle e prese la parola, ma alla fine aveva gli occhi lucidi pure lui. Poi mangiammo e bevemmo tutti insieme, anche con i pastori che lavoravano sull’isola. Due mondi diversi, industria e pastorizia, allo stesso tavolo con un obbiettivo: il riscatto sociale del lavoro. Ci sentimmo davvero forti e uniti come non mai, quel giorno. Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Diventammo molto amici con gli operai del Sulcis, e ancora ci sentiamo. Abbiamo conosciuto la disperazione di un futuro incerto, la rabbia sorda che ce la faceva prendere con tutti, l’orgoglio di averci almeno provato in un oceano di indifferenza. Noi della Vinyls la battaglia l’abbiamo persa, ed è una cosa che ancora il sottoscritto non ha digerito. Non era giusto, non ce lo meritavamo, sempre aggrappati ad una speranza ed è con la speranza che si rendono gli uomini schiavi. Questa maledetta parola l’hanno conosciuta bene gli operai e i minatori del Sulcis, le magnifiche donne della Omsa, Agile-Eutelia, gli operai Fiat, le occupanti della Tacconi, tutte quelle vertenze che in questi tre anni hanno fatto parte del blog L’Isola dei cassintegrati che nacque con la nostra protesta. Purtroppo quando si perde la speranza divampa spontaneo il più tragico degli errori: mettere tutti sullo stesso piano, partiti, politici ed Istituzioni, chiunque capiti a tiro senza distinzione. Aveva ragione chi ha detto: criticare tutti è come criticare nessuno. Si cade nella tentazione di astenersi da qualsiasi forma di partecipazione alla vita pubblica. Saranno in tanti i lavoratori di queste lotte che purtroppo, come tanti italiani, non andranno a votare. Comprendo bene la frustrazione che è anche la mia, ma reputo profondamente sbagliato il disimpegno da un dovere civico e pubblico. La politica naturalmente non ha capito nulla del nostro profondo disagio sociale, e anzi, sembra fare di tutto per alimentarlo. In questa campagna elettorale si è parlato di tutto meno che di lavoro. Ma dobbiamo essere più onesti di costoro. Andiamo a votare quindi, a votare per chi riteniamo il migliore fra i peggiori, è già un buon inizio. Vogliono la nostra rassegnazione, non la devono avere. Non andare a votare è come dormire, e dormire è come morire mentre noi dobbiamo vivere e partecipare, anche quando tutto sembra perduto. Non alziamo bandiera bianca, non ci arrendiamo. Anni di lotte, di delusioni, non devono passare invano, non devono disperdersi nel vento. Quel bellissimo spirito di quel giorno all’Asinara insieme agli operai Alcoa e ai pastori ci aveva fatto sentire forti e uniti, e sono sicuro che ogni lavoratore italiano in lotta, almeno una volta, ha provato lo stesso. Insieme siamo una potenza e non è vero che le cose non si possono cambiare. Nulla è per sempre, teniamolo sempre in mente. Si dice che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Noi siamo duri e siamo in tanti. Contiamoci per contare. Non diamogliela vinta. Votare è un diritto, un dovere, un onore. (Tino Tellini).

sabato 23 febbraio 2013

Sono morti Fabrizio Verenose e Guglielmo Bellan nel ferrarese travolti dall'acqua mentre lavoravano su una paratia.

Ferrara 22 febbraio sono morti Fabrizio Veronese, 56 anni, di Rovigo e Guglielmo Bellan, 53 anni, di Loreo. La tragedia a san Giovanni di Ostellato: la paratia ha ceduto e i due poveri lavoratori sono stati sommersi dall'acqua e spinti in un cunicolo. Una morte terribile. I due manutentori di una ditta del Rodigino. I corpi dei due operai sono stati trovati dai sommozzatori questa mattina. L'allarme era stato dato dai familiari delle due vittime che non vedendoli rientrare dal lavoro e senza potersi mettere in contatto con loro hanno dato l'allarme. I carabinieri, arrivati sul posto, hanno trovato l'auto dei due in zona. Le immagini delle telecamere dell'impianto avevano confermato la dinamica della tragedia. Sono così stati attivati i sommozzatori per le ricerche, i corpi sono stati individuati solo questa mattina alle 10.45. I lavoratori continuano a morire in tanti anche in questo inizio del 2013 ma la politica ha altro da pensare: deve pensare a come sistemare i loro candidati parlamentari che a tutto pensano ma non ai morti sul lavoro. Nessuno partito si è espresso in modo netto su come cercare di alleviare queste tragedie che colpiscono oltre 1000 lavoratori e le loro famiglie ogni anno

venerdì 22 febbraio 2013

E' morto a Baronissi di Salerno Nicola Gaeta

Salerno 21 febbraio 2013 E' morto Nicola Gaeta colpito mortalmente da un tubo utilizzato per le fognature mentre lavorava. Gaeta è morto in un'azienda nei pressi della sopraelevata tra l'Ikea e l'hotel dei Principati a Baronissi. Sul posto, allertati dai titolari della ditta, sono prontamente giunti i soccorritori che, però, non hanno potuto che constatare il decesso del povero operaio. Sull'accaduto indagano i carabinieri della compagnia di Mercato San Severino: saranno loro a ricostruire con esattezza la dinamica della tragedia e ad accertare eventuali responsabilità.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Cosa lega Marcinelle, i morti in itinere e Guccini?

I tre elementi di questi giorni sembrano un accostamento privo di logica, ma ne hanno una, ed è molto profonda. La mattina dell'8 agos...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?