https://www.facebook.com/reel/988003779119416?fs=e&s=TIeQ9V
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità
Mi dai una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per non far cadere nell'oblio gli oltre 20000 lavoratori registrati dall'Osservatorio in questi 19 anni. Se i fondi saranno sufficienti faremo anche la Piramide con le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro, che avrà continuità con il muro delle farfalle bianche già realizzato
Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024
Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"
Carlo Soricelli attività artistica
andamento Regioni 2025 dalla peggiore
Andamento regione nell'intero 2025
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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità
Elenco link
- Rifiutismo corrente pittorica di Soricelli
- Opere nello studio bunker di Casalecchio di Reno
- Opere di pittura e scultura
- Opere del museo di Casa Trogoni di Granaglione
- le mie opere nel patrimonio della Regione Emilia Romagna
- i libri scritti
- https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/
- http://pitturapranica.blogspot.it/
- Alcune poesie
mercoledì 6 settembre 2023
martedì 5 settembre 2023
4 morti anche ieri, uno di loro aveva solo 21 anni, è morto al ritorno a casa dal lavoro. Una perfetta media di morti giornalieri, nella foto Sabatino Bonanni il 119esimo agricoltore schiacciato dal trattore dall'inizio dell'annoe
Mi chiedo spesso come mai quasi nessuno che ci dirige approfondisce se scrivo da 15 anni che i morti sul lavoro sono molti di più. Indirettamente ora lo scrive il bravo magistrato Bruno Giordano ex direttore INL, quindi non un metalmeccanico in pensione, ma il già Direttore dell'Ispettorato del lavoro. Ma perché nessuno va a vedere se è vero che i morti che diffonde INAIL sono parziale? Ma per "loro" non è importante sapere, e quindi di agire di conseguenza che invece di 1100 morti ce ne sono 1500? Non è importante approfondire? Così sembrano semplici numeri, ma parliamo di altre 400 famiglie in più che piangono i loro morti, che vengono trascinate in un inferno sulla terra, da ferite che non si rimargineranno mai. Ne conosco tanti di questi familiari: sono madri, sorelle, figlie e figli, spesso in tenera età, di nonni che piangono i nipoti o viceversa: è di questo che si parla in questo 400, di sofferenza insopportabile, un esame di coscienza va fatto. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro.
lunedì 4 settembre 2023
Il silenzio dei precari. A Giuseppe Servillo uno dei cinque morti gli era scaduto da un giorno il contratto di sei mesi, gli era stato rinnovato, come? E gli altri erano precari?. Il precariato uccide, ma lo pratica anche lo Stato e le Ferrovie sono gestite dallo Stato
Aveva appena rinnovato il contratto con la
Sigifer
Uno degli operai morti sui binari travolti da un treno a Brandizzo, aveva appena rinnovato il suo contratto con la Sigifer, la ditta di Borgo Vercelli per cui lavoravano anche le altre quattro vittime. Giuseppe Sorvillo, che viveva proprio a Brandizzo "aveva un contratto di sei mesi, scaduto proprio verso fine agosto e aveva firmato il rinnovo il 28 o il 29, ci chiediamo per quanto tempo ancora? Co altri sei mesi? Con il Jobs act che rende tutti i lavoratori nuovi assunti precari a vita' Il jobs act e tutte le forme di precriato vanno abolite, bene il Referendum abrogativo, lo scrivo da quando è entrato in vigore, perchè contribuisce a uccidere i lavoratori chwe non possono rifiutarsi di svolgere un lavoro pericoloso. Caro Bonaccini, non è una lotta di redroguardia come dichiara, ma di innovazione. Di questi tempi occorre schierarsi senza se e senza ma, da una parte o dall'altra, non si può difendere tutti per poi non difendere nessuno. Giuseppe Sorvillo, come gli altri morti in questa strage sono meridionali, come del resto anche quelli della strage alla ThyssenKrupp di Torino. Sorvillo unico sotsegno alla sua famiglia, lascia moglie e due figlie piccole
domenica 3 settembre 2023
Orrore continuo . Muore sul tetto mentre faceva un sopralluogo e scoprono il suo cadavere un mese dopo
Degli altri 6 morti sul lavoro di questi giorni, tra questi due bruciati vivi vi ho già parlato, ma anche questa morte sgomenta. Un anziano ma neanche tanto, un mese fa era andato a controllare gli effetti della grandinata, scivale e muore, ma nessuno lo cerca, si accorge di quel corpo sul tetto un mese dopo una sua vicina, il corpo era già in stato di decomposizione. Dramma della solitudine e di lavoro domestico
sabato 2 settembre 2023
ieri due lavoratori bruciati vivi
“I lavoratori sono sacri”, così ci
dice Papa Francesco dopo la tragedia ferroviaria di Torino, ma tanti di questi
lavoratori muoiono come in inferno: come gli ultimi due morti di ieri che sono
morti tra atroci sofferenze, ma nessuno parla di loro. Chi sono? Il primo
Gianfranco Amicabile lavorava col in figlio ventenne su un tetto di una casa
nel bresciano. Sembra che che Amicabile
sia stato avvolto improvvisamente dalle fiamme sprigionatesi verosimilmente
causate dall'eccessivo calore di uno strumento utilizzato. E’ morto tra atroci
sofferenze in un ospedale di Trento. La seconda vittima è Saiyal Sujan un bengalese che lavorava su
un pescareccio italiano al largo di Ancona, è rimasto coinvolto da un’esplosione
sul peschereccio, è morto dopo ore di agonia per le ustioni. Sono stati 11 i lavoratori morti, ma c’è stata
visibilità mediatica solo per il disastro ferroviario di Torino. Poi ci sono tantissime donne morte sul lavoro, che
non appaiono mai, ho scritto la storia di 17 di loro morte ultimamente: spero
di riuscire a contattare Fiorella Mannoia per farla diventare le loro tristi storie
una canzone, per sensibilizzare gli italiani sulle donne lavoratrici, che
muoiono per la stanchezza, per lo sfruttamento sul lavoro e in casa, dove si
accollano per la maggioranza figli, famiglia, spesso genitori anziani e muoiono
in molte sulle strade per incidenti provocati dalla stanchezza.
venerdì 1 settembre 2023
La congiura del silenzio sul reale numero di morti sul lavoro. Perchè? Interessi politici, mediatici, economici di un sistema che i morti sul lavoro li occulta.
Report
morti sul lavoro dall’inizio dell’anno al 31 agosto 2023
Morti
sul lavoro, la congiura del silenzio, perchè è di questo che si tratta, di
queste tragedie si parla tanto e a sproposito quando ci sono tragedie come
quella dei cinque operai travolti dal treno: in tanti ci si buttano sopra senza
sapere neppure quanti sono e come muoiono. Ma nello stesso giorno sono morti
altri due lavoratori e altri tre sono morti ieri sui luoghi di lavoro (più
quelli in itinere), nel silenzio mediatico, avevo già mandato solo due giorni
prima della tragedia di Torino un migliaio di mail a ogni livello per raccontare
per la millesima volta che i morti sono in costante aumento, che non sono solo
quelli che diffonde INAIL, ma che ce ne sono quasi altrettanti che INAIL non
dice, non essendo assicurati a questo Istituto, che avrebbe il dovere di dire
chiaramente che quelli sono solo i suoi morti e sono solo una parte dei morti per
infortuni sul lavoro. INAIL ha nei primi sette mesi 559 morti complessivi con
itinere, l’Osservatorio al 31 agosto ne
registra 951 morti complessivi, di
questi 626 sui luoghi di lavoro. Tutti sanno che i morti sul lavoro sono molti
di più, ma nessuno ha il coraggio di chiedere a INAIL se i morti che diffonde
sono rappresentativi di tutto il panorama lavorativo: lo sanno politici,
amministratori, INAIL stessa. Ma fanno finta che siano solo quelli, e gli
altri? Si vede che fanno finta di morire, così io, Carlo Soricelli li monitoro
e registro in tabelle excel finte, dove i morti sono inventati per danneggiare
INAIL e di chi se ne occupa e che si gonfia con il denaro che i lavoratori
pagano ogni mese sulla Sicurezza. La politica hai i suoi uomini che si
spartiscono le poltrone alla fine dei loro mandati in Istituti e Enti dello
Stato come se fossero Figurine Panini, e si scambiano pure le poltrone in
questi ENTI. Silenzio di tutti sul reale numero di morti. E’ il sistema
bellezza mi dice qualcuno: io non ne faccio parte e manco lo voglio, mica
voglio insozzare la mia onorata carriera di operaio e pensionato: sono solo un
semplice metalmeccanico che ostinatamente continua a monitorare i morti, tutti
i morti per infortuni sul lavoro e non solo gli assicurati a INAIL.
Rassegnatemi, non mi ridurrete al silenzio.
OSSERVATORIO
NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO
L’unico osservatorio
che monitora da 16 anni i morti sul lavoro, compresi i non assicurati a INAIL,
nelle province ci sono i morti monitorati dall’Osservatorio, tra parentesi
nelle regioni i morti con itinere e in altri ambiti lavorativi, così come INAIL che mette insieme
i morti sui luoghi di lavoro e in itinere
1°
settembre 2023
Dall’inizio dell’anno
sono morti complessivamente 951 lavoratori, di questi 624 morti sui luoghi di
lavoro (tutti registrati), gli altri sulle strade e in itinere e in altri
ambiti lavorativi: per noi chiunque che muore mentre svolge un lavoro è considerato
un morto sul lavoro, ci sono tutti anche chi ha un’assicurazione diversa da
INAIL o che muore in nero.
Nel 2022 i lavoratori
morti per infortuni sono stati 1499, 757 di questi sui Luoghi di lavoro gli
altri sulle strade e in itinere, nel 2022 le donne morte per infortunio sono
stata 15 sui luoghi di lavoro ma ben 123 in itinere e in altri ambiti
lavorativi, gli stranieri già oltre il 15%, gli anziani ultra sessantenni sono
stati uno su quattro, soprattutto in agricoltura e in edilizia
Aperto da Carlo
Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti
poche settimane prima. Da 16 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti
registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso,
provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione,
nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Chiunque svolge un lavoro e muore
per infortunio è per noi un morto sul lavoro, indipendentemente
dall’assicurazione che ha o se non l’ha affatto (lavoro in nero) o agricoltore
anziano.
Dal 1° gennaio 2008,
anno di apertura dell’Osservatorio al 31 dicembre 2022, sono morti
complessivamente 19519 lavoratori, di questi 9.489 per infortuni sui luoghi di
lavoro. ma purtroppo sulle strade e in itinere sfuggono comunque diversi
lavoratori Le ore impiegate in questi 15 anni di monitoraggio con lavoro
volontario sono state oltre 29.000 Continuano ad alterare la percezione del
fenomeno con dati parziali e assurdi anche nel 2023 con “indici occupazionali”
quando il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o hanno un’assicurazione
diversa da INAIL che diffonde solo i propri morti
117 gli schiacciati dal trattore
83 morti gli autotrasportatori alla
guida del mezzo, altrettanti morti tra gli automobilisti (non inseriti tra i
morti sul lavoro se non stavano lavorando) che hanno la sventura di
incrociarli, spesso gli incidenti sono provocati da stanchezza e malori alla guida
68 gli operai/e, impiegati/e,
agricoltori/e, braccianti ecc. morti per
malori sui luoghi di lavoro, in luglio e agosto per il caldo che sono a tutti
gli effetti denunciati come morti per infortuni sul lavoro
34 i morti in infortuni domestici
21 boscaioli morti travolti
dall’albero che tagliavano
62 gli stranieri morti sui luoghi di
lavoro sono tutti giovani che hanno meno di 60 anni, se li contiamo come fa
INAIL che esclude dalla “conta” i lavoratori anziani e in “nero” sono già il
20% dei morti sui luoghi di lavoro e diventeranno sempre di più
Qui sotto i morti sui luoghi di
lavoro nelle Regioni e Province. In questi dati non sono contati i morti per
covid, i morti in itinere e sulle strade se non autotrasportatori, i morti
sulle autostrade, in mare e all’estero. Bisogna tenere presente che i morti in
itinere e sulle strade ogni anno sono quasi altrettanti rispetto a quelli
segnalati qui di seguito, ma noi preferiamo tenerli separati perché richiedono
altri interventi, che sono differenti da quelli delle morti sui luoghi di
lavoro. In itinere ci sono anche i lavoratori e le lavoratrici che muoiono in
bicicletta o a piedi, ma anche i morti sulle strade. INAIL conteggia questi
dati tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali
dimensioni e le caratteristiche del fenomeno. I morti sul lavoro sono segnati
nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di
residenza.
I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle
Regioni e Province nel 2023 senza i morti sulle strade e in itinere e
autostrade. Non a carico delle Regioni, gli altri morti per incidenti di
autotrasportatori in autostrada, morti in mare fuori delle acque territoriali.
Attenzione tra parentesi nelle Regioni ci sono anche i
lavoratori morti sul lavoro sulle strade in itinere e in altri ambiti
lavorativi,
LOMBARDIA 74 (135 tot. con itinere così
come li conta INAIL) Milano 12, Bergamo 6, Brescia 21, Como 9, Cremona 2,
Lecco 4, Lodi 1, Mantova 5, Monza Brianza 3 Pavia 7 Sondrio 2, Varese 3 CAMPANIA 57 (98 tot.)
Napoli 14, Avellino 9 Benevento 6, Caserta 16, Salerno 11 VENETO
51 (92 tot.)
Venezia 9 Belluno 1, Padova 7, Rovigo 3, Treviso 12 Verona 13, Vicenza 4 PIEMONTE
49 (87 tot.)
Torino 18, Alessandria 6, Asti 5, Biella 2, Cuneo 12, Novara
1,Verbano-Cusio-Ossola 4 Vercelli 2 SICILIA 45 (77 tot.) Palermo 8 Agrigento 9 Caltanissetta
1, Catania 4, Enna 1, Messina 7, Ragusa 2, Siracusa 6, Trapani 7
TOSCANA 36 (63 tot.) Firenze 7, Arezzo 7, Grosseto 4, Livorno,
Lucca 4, Massa Carrara 2 Pisa 6, Pistoia 1, Siena 2 Prato 2 EMILIA
ROMAGNA 37 (65 tot.) Bologna 2, Rimini 2 Ferrara 2
Forlì Cesena 5 Modena 13 Parma 4 Ravenna 4 Reggio Emilia 1 Piacenza 3 PUGLIA 36 (64 tot.) Bari
17, BAT 2, Brindisi 3, Foggia 7, Lecce 4 Taranto 3 CALABRIA
30 (52 tot.) Catanzaro 5, Cosenza 10, Crotone 4
Reggio Calabria 5 Vibo Valentia 5 LAZIO 33 (59 tot.) Roma
13, Viterbo 3 Frosinone 4 Latina 4 Rieti 6 MARCHE 23 (39 tot.) Ancona 6, Macerata 7,
Fermo 3, Pesaro-Urbino 5, Ascoli Piceno 1 FRIULI VENEZIA GIULIA 20 (34 tot.) Pordenone 8
Triste 2 Udine 10 UMBRIA 10 (16
tot.) Perugia 8 Terni 2 TRENTINO ALTO ADIGE 17 (29 tot.) Trento 9
Bolzano 8 ABRUZZO 15 (26 tot.)
L'Aquila 4, Chieti 5, Pescara 2 Teramo 3 SARDEGNA 12 (22 tot.)
Cagliari 1 Carbonia-Iglesias 2 Medio Campidano 1, Nuoro 1, Ogliastra 1,
Olbia-Tempio 1, Oristano 2, Sassari 3 BASILICATA 6 (9 tot.) Potenza 4 Matera 2 LIGURIA 15 (25 tot.) Genova (3), Imperia 5 La
Spezia 6, Savona (1) VALLE D’AOSTA 2 (5 tot.) Molise 5 (8 tot.) Campobasso 4 Isernia 1.
Curatore Carlo Soricelli,
metalmeccanico in pensione e artista sociale da oltre 50 anni
Per contatti
carlo.soricelli@gmail.com https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/
https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it su Twitter
@pittorecarlosor
giovedì 31 agosto 2023
Il mio video sulla tragedia di Torino di questa notte e l'andamento di queste tragedie
https://www.facebook.com/carlo.soricelli/videos/9954740674599780
Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2
https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza
Sacrifica la sua vita per salvare quella del figlio
Antonio D'Errico di 66 anni sacrifica la sua vita per salvare quella del figlio. Di fronte al crollo improvviso della struttura su cui s...
via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli
1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati
2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza
3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica
4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere
5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro
6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)
7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi
8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni
9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.
10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.
11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.
12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori
13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.
14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.
15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.
16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.



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