morti sul lavoro al 20 giugno

Report morti sul lavoro nei primi 5 mesi del 2024 Il mese si conclude con 83 morti sui luoghi di lavoro (tutti registrati dall’Osservatorio), ma si superano i 100 morti con l’itinere, tra questi diverse donne, sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno ci sono stati 431 morti (diventati 434 con i 3 morti di ieri), ma con l’itinere si arriva a 586 morti. L’aumento rispetto allo stesso periodo del 2023 è del 19,5%, il 35% dei morti sui luoghi di lavoro sono ultrasessantenni, grazie anche al peggioramento della Legge Fornero e al Jobs Act. Sotto i 60 anni gli stranieri morti per infortuni sono già più del 35%. Si muore soprattutto nelle piccole aziende e tra gli artigiani dove il Sindacato non lo fanno entrare, dov’è presente i morti praticamente non ci sono, se non alcuni in appalto nell’azienda stessa. Già 55 gli agricoltori schiacciati dal trattore, impressiona quest’anno la strage di autotrasportatori, sono già morti in 65 in questi primi mesi del 2024, praticamente sono raddoppiato i morti in questo comparto, se si contano non separati dalle categorie di appartenenza. Nel report la situazione in ogni provincia e regione. Le categorie dove si muore di più sono: agricoltura, edilizia e autotrasporto. Per approfondimenti carlo Soricelli è a disposizione con la sua raccolta dati OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO Il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro in Italia dal 1° gennaio 2008, anche quelli che non dispongono di un’Assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL Attivo dal 1° gennaio 2008 Una voce fuori dal coro minimalista su queste tragedie Morti sul lavoro nel 2024 4 giugno Dall’inizio dell’anno sono morti per infortuni in 437 sui Luoghi di lavoro (tutti registrati) e 593 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade L’unico osservatorio che monitora da 17 anni i morti sul lavoro, compresi i non assicurati a INAIL e i lavoratori in nero, nelle province ci sono i morti monitorati dall’Osservatorio, tra parentesi nelle regioni i morti con itinere e in altri ambiti lavorativi. Per noi chiunque muore mentre svolge un lavoro è considerato un morto sul lavoro Nel 2023 i lavoratori morti per infortuni sono stati 1485, 986 di questi sui Luoghi di lavoro gli altri sulle strade e in itinere, soprattutto in agricoltura e in edilizia, sono monitorati anche quelli che non dispongono di nessuna assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL. Aperto da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. Da 17 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. dall’assicurazione che ha o se non l’ha affatto (lavoro in nero) o agricoltore anziano. Dal 1° gennaio 2008, anno di apertura dell’Osservatorio al 31 dicembre 2023, sono morti complessivamente 21050 lavoratori, di questi 10474 per infortuni sui luoghi di lavoro (tutti registrati in tabelle excel). ma purtroppo sulle strade e in itinere sfuggono comunque diversi lavoratori Le ore impiegate in questi 15 anni di monitoraggio con lavoro volontario sono state oltre 30000. Continuano ad alterare la percezione del fenomeno con dati parziali e assurdi anche nel 2023 con “indici occupazionali” quando il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o hanno un’assicurazione diversa da INAIL che diffonde solo i propri morti che in diversi copiano. MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE REGIONI E PROVINCE ESCLUSO ITINERE. Aggiunti nella Regione i morti sulle autostrade regionali, tra parentesi i morti nelle Regioni compresivi di itinere. N.B i morti sono segnalati nelle province e regioni dove c’è stata la tragedia LOMBARDIA 48 (82) Milano 8, Bergamo 2 Brescia 12 Como 2 Cremona 3 Lecco 1 Lodi 3 Mantova 3 Monza Brianza 3 Pavia 6 Sondrio 4 Varese 3 CAMPANIA 45 (63) Napoli 15, Avellino 4 Benevento 1 , Caserta 14 Salerno 11 EMILIA ROMAGNA 37 (48) Bologna 13 Rimini 1 Ferrara 3 Forlì Cesena 3 Modena 4 Parma 3 Ravenna 1 Reggio Emilia 7 Piacenza 1 SICILIA 32 (46) Palermo 7 Agrigento 1 Caltanissetta 2 Catania 10 Enna Messina 4 Ragusa 2 Siracusa 1 Trapani‎ 4 TOSCANA 31 (43) Firenze 10 Arezzo 2 Grosseto 1 Livorno 1, Lucca 2, Massa Carrara 1 Pisa‎ 6 Pistoia 1 Siena 2 Prato 3 VENETO 27 (38) Venezia 3 Belluno 2 Padova 3 Rovigo 1 Treviso 4 Verona 8 Vicenza 5 PUGLIA 23 (29) Bari 6 BAT 2 Brindisi 5 Foggia 3 Lecce 4 Taranto 3 LAZIO 21 (34) Roma 8 Viterbo 2 Frosinone 5 Latina 2 Rieti TRENTINO ALTO ADIGE 21(29) Bolzano 10 Trento 10 PIEMONTE 21 (29) Torino 9 Alessandria 3 (+1 cantiere autostradale) Asti 1 Biella Cuneo 3 Novara 2 Verbano-Cusio-Ossola Vercelli 1 ABRUZZO 19 (26) L'Aquila 4 Chieti 7 Pescara Teramo 3 Ascoli Piceno 3 SARDEGNA 16 (22) Cagliari 5 Sud Sardegna 1 Nuoro 2 Oristano 3 Sassari 4 MARCHE 15 (21) Ancona 4 Macerata 6 Fermo 1 Pesaro-Urbino 4 CALABRIA 11 (16) Catanzaro 3 Cosenza 4 Crotone Reggio Calabria 2 Vibo Valentia 3 FRIULI VENEZIA GIULIA 6 (8) Pordenone 3 Triste 1 Udine 1 Gorizia LIGURIA 6 (9) Genova 2 Imperia 2 La Spezia Savona 1 UMBRIA 6 (8) Perugia 5 Terni 1 BASILICATA 8 (11) Potenza 6 Matera 1 Molise 5 (7) Campobasso 3 Isernia 2 VALLE D’AOSTA 2 Nel 2024 Un aumento al 2 giugno rispetto allo stesso giorno del 2023 del 19,5% CHI MUORE Il 32% sono ultrasessantenni Gli stranieri sotto i 60 anni sui luoghi di lavoro sono il 35% Le capitali dei morti sul lavoro: quest’anno Bologna Brescia, Catania, Firenze Caserta, Bolzano, Trento Torino Regioni Lombardia, Campania Emilia Romagna e Sicilia 56 gli schiacciati dal trattore e alcuni altri mezzi agricoli nel 2023 167 65 gli autotrasportatori 53 i morti di fatica o stress da superlavoro tra operai/e, bracciati, autotrasportatori, medici, infermieri ecc. 52 i morti per infortuni domestici, soprattutto anziani soli (e abbandonati socialmente) Tantissime le donne che muoiono per infortuni, soprattutto in itinere: per la fretta, per la fatica del doppio e triplo lavoro, in itinere muoiono percentualmente molto più degli uomini 17 i boscaioli morti

Le province nel 2023

Le province nel 2023
guarda la situazione della tua provincia Morti sui luoghi di lavoro nelle province nel 2023 dalla più virtuale Livorno, a Rieti la peggiore

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Grazie a tutta la redazione di Via delle Storie, a Giorgia Cardinaletti, a Giovanna Brausier

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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venerdì 3 settembre 2010

sono morti: Salvatore Auteri a Torino, Vittorio Frassine in una cava del bresciano e Antonio testa a Benevento

Torino E’ morto Salvatore Autieri, operaio di 57 anni. Salvatore è morto ieri mentre stava lavorando. Pare che Auteri, addetto alla manutenzione degli impianti, sia rimasto durante un controllo incastrato all’interno del miscelatore industriale. L’incidente gli ha provocato l’amputazione della gamba destra e lo schiacciamento dell’addome. Trasportato al Centro Traumatologico di Torino, Autieri è morto nel tardo pomeriggio dopo un vano intervento chirurgico.

Brescia, 3 set. – E’ morto Vittorio Frassine operaio di 33 anni. Vittorio e' morto schiacciato da un blocco di marmo, in una cava, in provincia di Brescia. Stando alle prime ricostruzioni dei carabinieri, la vittima, Vittorio Frassine, originario del luogo, era intento a tagliare il marmo, dal peso approssimativo di 5 tonnellate e fissato a terra, quando meta' del blocco gli e' caduto addosso, schiacciandolo. Frassine e' morto sul colpo.

Benevento E’ morto Antonio Testa operaio di 58 anni. Il ritrovamento del cadavere l’hanno fatto i suoi colleghi a fine turno, nel tardo pomeriggio. Lo hanno subito trasportato all’ospedale «Rummo» di Benevento dove però è giunto cadavere. Sono subito scattati gli accertamenti da parte degli agenti della Volante e della Squadra Mobile. Si è dovuto cercare per prima cosa d’individuare il cantiere dove era avvenuto il decesso. L’impresa Saggese di Afragola sta realizzando nell’ambito di rione Libertà, tre edifici che comprendono un centinaio di appartamenti. I palazzi sono in una fase avanzata di realizzazione, e nel cantiere chiaramente vi lavorano diversi operai provenienti da centri dell’hinterland napoletano, che ogni mattina raggiungono Benevento in auto, e poi al termine del lavoro poco dopo le 17, fanno ritorno nei comuni di residenza. E proprio nel momento conclusivo del lavoro ci è accorti della tragedia. Molti operai della ditta hanno sostato a lungo presso la sala mortuaria dell’ospedale «Rummo», dove sono poi giunti anche alcuni familiari dell’operaio tra cui un figlio.

17 commenti:

  1. Ciao ANTONIO chi sono tu lo sai ora che' sei un angelo non occorre dire il nome spero' che' tu possa ora vivere in un mondo migliore
    ciao ciao veglia su di noi ora che' puoi farlo questa vita e' vergogniosa riposa in pace . ciao

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  2. Ciao ANTONIO ora sei un angelo e sono certa che sei accanto a noi, persone come te non se ne trovano, il tuo sorriso è impresso nella mia mente..
    mi mancano quegli abbracci, mi mancano le chiamate, mi manca la compagnia, mi manca tutto di te... quante parole dette tra una sigaretta e un'altra, quante volte mi hai difeso, quante volte mi hai fatto sorridere, quante volte mi hai fatto capire e quanto dolore ora c'è dentro me...
    il lavoro ti ha portato via!
    del tuo amore hai lasciato le orme.
    le stelle nel cielo disegnano qualcosa che somiglia a te e brillando lassù resti acceso dentro me. ora puoi prendere per la coda una cometa e girando per l'universo te ne andrai, ora hai raggiunto quel posto che tutti noi raggiungeremo un domani: DESTINAZIONE PARADISO! vorrei tanto raggiungerti, vorrei raggiungerti correndo, vorrei tanto riavere un abbraccio affettuoso come il tuo, mi manchi, mi manchi così troppo che non ce la faccio, non ce la faccio quasi più neanche a respirare, il dolore mi lacera il cuore e sprofondo sempre di più. il tuo è un viaggio,un viaggio senza ritorno e un viaggio senza ritorno ha senso solo se in volo, ora hai le ali e puoi volare! sempre in me, sempre presente nella mia mente e per te sempre tanto amore... quando vengo al cimitero non vorrei mai andare via, resterei lì per sempre senza mai muovermi ma purtroppo pur facendo ciò tu non ritorni, non ritorni da noi e io non vivo, non vivo serena senza te! purtroppo dobbiamo per forza rassegnarci. è brutto, è bruttissimo, ti cerco e non ti trovo, ti cerco ovunque, ti cerco in casa, ti cerco per strada, non ti vedo perchè tu non ci sei riesco solo a trovarti dento me...sembra tutto un incubo, un incubo senza alcun risveglio... ti ho amato, ti amo e ti amerò per sempre... Anonimo chiunque tu sia, si lo sappiamo tutti che la vita è vergognosa e che le disgrazie accadono a chiunque, purtoppo il destino spesse volte è fin troppo crudele, però Dio ha voluto a sè proprio lui!
    sara l'angelo più bello del Paradiso! cià Pà a quand nun c stai nisciun camp kiu raccell tu mo sta forz!
    con te per sempre!

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  3. e se potessi far toenare indietro il mondo farei tornare senz'altro te!!! ZINTONIO m mank assai... a te ke sei immenso e profondo...

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  4. com'è brutta questa vita senza te! non ho più voglia di vivere! mi manchi :-(
    mi lego solo alla speranza ke un giorno possa rivederti...
    stai semb ind e penzier miei...

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  5. ciao Antonio, sai bene che il mio pensiero è sempre rivolto a te ogni giorno che passa, domani sarebbe dovuto essere un giorno da festeggiare insieme x il tuo compleanno ma purtroppo non sarà così. sai Pà tu m mank assai vuless sta vicin a te comm stev tutt e juorn. Pà i sto cà ma nu juorn i veng addu te p sta p semb cu te!

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  6. Ciao Tonya, sono Carlo Soricelli, quello che ha creato questo blog che vuole ricordare le vittime sullavoro. Leggere le tue parole mi fa sentire ancora più male, Io sono nato a San Giorgio del Sannio anche se sono cresciuto a Bologna. Le tue dolci parole in dialetto mi fanno ricordare la dolcezza e la bontà della nostra gente. Forza e coraggio fallo anche per tuo padre Antonio che da lassù ti veglia. Carlo

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  7. Buona sera Carlo, Antonio era mio suocero ma per me era come il mio papà, purtroppo il destino ha voluto che andasse via così!
    Sono estremamente entusiasta che una persona come lei ha creato questo blog per ricordare i caduti sullavoro.. Vorrei comprare il libro "la classe operaia è andata all'inferno", posso trovarlo anche nelle librerie di Napoli?

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  8. Ciao Pà tra pochi giorni è il compleanno del tuo Salvatore, lui avrebbe voluto festeggiare con te e ne sono certa perchè tu eri il suo papà e lo sarai per sempre.. Tra pochi giorni sarà anche Natale ma senza di te non sarà nessuna festa ne per me e per tutta la famiglia perchè ci manchi, sai che c'è troppo dolore nel cuore e non passa.. si ride tanto per.. il mio pensiero è sempre rivolto a te ovunque mi trovo.. sei sempre dentro di me e lo sarai per sempre.. Ti amo Pà mi manchi uff :-(

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  9. Ciao Thonia, Purtroppo il libro "la classe operaia è andata all'inferno" non è reperibile nelle librerie di Napoli, se mi fai avere un recapito dove potertelo mandare te lo manderò gratuitamente, mandami il recapito, non su questa bacheca pubblica ma all'inidrizio di posta elettronica che c'è all'apertura del blog. carlo.soricelli@gmail.com.Purtroppo verso queste tragedie la nostra classe dirigente è assente, se ne fregano la politica e anche i media. Comunque Buone Feste, fetseggiatele anche per il vostro caro morto per barbarie. carlo soricelli

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  10. Ciao papà ti amoooooooooooo papà per sempre

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  11. Eh è da tanto che non ti scrivo ma sai bene che sei sempre al centro dei miei pensieri...è sempre più difficile andare avanti, da quel giorno è cambiato tutto, è cambiata la mia vita ed è sempre tutto così buio senza te, senza quei tuoi sorrisi, senza quei tuoi abbracci..sento troppo la tua mancanza,non solo io la sento ma tutti noi! Ogni giorno penso a come sarebbe se ci fossi stato tu, penso sarebbe stato tutto più bello, penso che ogni giorno sarebbe stato brillante invece tu non ci sei e anche se c'è il sole per me è buio, ogni giorno è sempre più freddo senza te! ma io so che un giorno ti rivedrò, mi fai compagnia solo nei sogni ed è lì che riesco ad avere le tue carezze! Non mi da pace Pà questo dolore è una mancanza che mi soffoca, che mi ucciderà.. perchè doveva andare così, perchè, perchè..una parte della mia anima sa che non ci sei ma l'altra fa finta che tu sei qui per vivere lo stesso! però Pà ti dico grazie, perchè quando tu ci sei stato mi hai fatto capire il valore della vita, mi hai insegnato che ogni cosa deve essere fatta con amore! Ti Ho Amato, Ti Amo e Ti Amerò Per Sempre..Per Sempre...A Presto Pà...

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  12. Angelo mio, sono qui a piangere da sola come una bambina.. L'assenza di te non mi fa vivere più come una volta.. Pà io ti vedo, tu mi guidi.. Ti sento, mi parli anche se sei lontano ti sento vicino.. Me manche tu e a quann nun c stai chiu tu nun è nient comm a prim ma io so aspettare, aspetto con tanto dolore qui ma un giorno quel dolore lo trasformerai in gioia abbracciandomi... mi manca il tuo buon cuore Pà, ormai solo il ricordo mi fa sentire il contatto con te.. Zi 'Ntonio facess e tutt p tu purtà ca addù me...
    Stai semb ind e pnzier mi...

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  13. Mi Manchi Angelo Mio!! Vorrei tanto stringerti Forte a me!!

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  14. Purtroppo non ti abbiamo più vicino e quanto ci manchi Angelo Mio!! Il nostro giorno non sarà perfetto perchè tu non ci sei e potrai esserci vicino solo con l'anima... com'é brutta questa vita senza di te Pà..

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  15. Spero Che Ti Arrivi Lassù Il Mio Pensiero...Quanto mi MANCHI..♥ Ma perchè oggi piu' degli altri giorni sento il bisogno di averti accanto...Dio quanto mi manchi...E che darei x volare da te..tu l' unico nel mio cuore e quanto fa male non poterti dire o dimostrare quanto ti voglio Bene... Senza di te mi sento cosi vuota...Da quando sei volato via da me è cambiato tutto...Anche Perche' il mio cuore te lo sei portato con te...Non cè giorno minuto secondo che tu non faccia parte dei miei pensieri.....♥ Voglio che sappi che tu x ME vivi e vivrai sempre nel mio cuore..♥Se potessi chiedere al Signore un ultimo desiderio, chiederei di abbracciarti ancora una volta!..♥ Zi 'Ntonio M Mank Assaje

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  16. E da tanto che non ti scrivo, mi manchi, manchi alla tua famiglia e soprattutto a Salvatore.. sai se tu fossi stato qui avresti visto tuo figlio sposarsi e la tua nipotina nascere.. scrivo con le lacrime agli occhi e un nodo in gola.. sto male non so ke mi passa è un brutto periodo per me e tanto difficile da superare, non mi sento capita, non mi sento aiutata.. ti prego anche se stai lassù stammi vicino, non lasciarmi, ho paura, paura di questa vita, mi sono stancata di soffrire, voglio una vita bella come lo è stata la tua.. con chiunque parlo, io parlo di te...
    non ti dimentico e non lo farò mai.. vorrei ke tutto fosse diverso, vorrei la tua presenza qua e soprattutto vorrei vedere la piccola tra le tue braccia e vorrei vederti in quella casa dove hai sempre vissuto e dove c'era aria di felicità e ora è vuota e triste senza di te... Ti voglio bene e spero di incontrarti presto nei miei sogni.........♥♥♥♥♥

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  17. E da tanto che non ti scrivo, mi manchi, manchi alla tua famiglia e soprattutto a Salvatore.. sai se tu fossi stato qui avresti visto tuo figlio sposarsi e la tua nipotina nascere.. scrivo con le lacrime agli occhi e un nodo in gola.. sto male non so ke mi passa è un brutto periodo per me e tanto difficile da superare, non mi sento capita, non mi sento aiutata.. ti prego anche se stai lassù stammi vicino, non lasciarmi, ho paura, paura di questa vita, mi sono stancata di soffrire, voglio una vita bella come lo è stata la tua.. con chiunque parlo, io parlo di te...
    non ti dimentico e non lo farò mai.. vorrei ke tutto fosse diverso, vorrei la tua presenza qua e soprattutto vorrei vedere la piccola tra le tue braccia e vorrei vederti in quella casa dove hai sempre vissuto e dove c'era aria di felicità e ora è vuota e triste senza di te... Ti voglio bene e spero di incontrarti presto nei miei sogni.........♥♥♥♥♥

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Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?