morti sul lavoro

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro.

Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli

3 luglio

Dall’inizio dell’anno sono morti 554 lavoratori, di questi 270 sui luoghi di lavoro (tutti i morti sul lavoro sono registrati da 13 anni in apposite tabelle excel con identità, luogo e data della tragedia, professione, età e nazionalità), a questi occorre aggiungere altri 358 lavoratori morti a causa del coronavirus, un conto ancora parziale che stiamo cercando di aggiornare), tra questi 168 medici, il 50% tra quelli di base, 46 infermieri e operatori sanitari, 105 parroci, 10 carabinieri, 3 giornalisti, poi 8 farmacisti, poliziotti/a, vigili del fuoco, operai, impiegati, cassiere, autotrasportatori, sindacalisti ecc. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità, che svolgono altri lavori e che sono rimasti contagiati per il lavoro svolto) 270 con i morti sulle strade in itinere, sono già 66 gli agricoltori schiacciati dal trattore dal 1° gennaio: il più giovane aveva solo 13 anni il più anziano 90

Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni

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Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province. Non sono contati i morti in itinere e sulle strade, tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus

CAMPANIA 30 Napoli (11), Avellino (6), Benevento (3), Caserta (6), Salerno (4) SICILIA 28 Palermo (9), Agrigento (5), Caltanissetta (1), Catania (2), Enna (1), Messina (2), Ragusa (5), Siracusa (2), Trapani‎ (2) PIEMONTE 22 Torino (3), Alessandria (2), Asti (6), Biella (), Cuneo (6), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (3) Vercelli (1) Lombardia 21 Milano (3), Bergamo (1), Brescia (3), Como (3), Cremona (1), Lecco (1), Lodi (3), Mantova (3), Monza Brianza (2), Pavia (), Sondrio (), Varese(1) EMILIA ROMAGNA 20 Bologna (3), Rimini (1). Ferrara (2) Forlì Cesena () Modena (5) Parma (2) Ravenna (2) Reggio Emilia (4) Piacenza (1) VENETO 18 Venezia (5), Belluno (1), Padova‎ (2), Rovigo (), Treviso (2), Verona (4), Vicenza (4). LAZIO 17 Roma (10), Viterbo (1) Frosinone (3) Latina (1) Rieti (1). ()TOSCANA 16 Firenze (3), Arezzo (2), Grosseto (3), Livorno (1), Lucca (2), Massa Carrara (2), Pisa‎ (1), Pistoia (1), Siena () Prato (1 PUGLIA 13 Bari (3), BAT (2), Brindisi (2), Foggia (4), Lecce (2) Taranto()) TRENTINO ALTO ADIGE 13 Trento (6) Bolzano (7) MARCHE 10 Ancona (2), Macerata (3), Fermo (), Pesaro-Urbino (1), Ascoli Piceno (2) Fermo () ABRUZZO 9 L'Aquila (2), Chieti (2), Pescara (2) Teramo (3) LIGURIA 7 Genova (3), Imperia (), La Spezia (2), Savona (2) CALABRIA 4 Catanzaro (1), Cosenza (1), Crotone (1) Reggio Calabria () Vibo Valentia () SARDEGNA 4 Cagliari (1), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (2), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (), Sassari (). Sulcis iglesiente UMBRIA 3 Perugia (2) Terni (1 FRIULI VENEZIA GIULIA 2 Pordenone (1) Trieste () Udine () Gorizia (1) BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () Molise 2Campobasso (1), Isernia (1). VALLE D’AOSTA ()

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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sabato 1 giugno 2013

Report morti sul lavoro al 31 maggio 2013 e cartine provinciali e regionali delle morti sui LUOGHI DI LAVORO

Alla Provincia di Milano occorre aggiungere un altro morto sul lavoro che abbiamo appreso dopo aver fatto le cartine. Report Morti sul lavoro 1 gennaio 2013 al 31 maggio 2013 Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com Seguiranno a breve le cartine provinciali e regionali dele morti sui luoghi di lavoro. Non sono a carico delle province le morti sulle autostrade e all’estero Ad oggi 31 maggio 2013 sono morti sui luoghi di lavoro 219 lavoratori, più di 450 se si aggiungono i decessi sulle strade e in itinere. Alla stessa data nel 2012 erano morti 240 lavoratori, si registra un lieve calo, ma occorre tenere presente che l’anno scorso c’è stato il terremoto in Emilia e che i disoccupati sono aumentati di oltre 2.000.000, e che anche la cassa integrazione ha raggiunto livelli mai toccati prima. Vogliamo precisare che l'Osservatorio considera morti sul lavoro tutti i lavoratori che muoiono lavorando, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa che spesso addirittura non esiste (lavoro nero). Alcune percentuali sul totale dei decessi: 33,7% in agricoltura che ha superato l’edilizia, in questi ultimi due mesi c’è stata un’autentica carneficina di agricoltori morti schiacciati dal trattore 13 fino al 9 aprile e 33 dopo quella data, l’Osservatorio aveva mandato oltre 1000 mail per allarmare su questo pericolo per chi lavora all’aperto, a seguito della segnalazione del sito di meteorologia http://prevenzionemeteo.blogspot.it/ che mette in relazioni le morti sul lavoro all’aperto da noi segnalati, e gli infortuni gravi e mortali conseguenti, in questo blog ci sono previsioni mirate giornaliere per chi lavora all’aperto. L’Edilizia ha avuto in questi primi 5 mesi il 28,2%% del totale delle morti sui luoghi di lavoro. A proposito vorremo segnalare l’infortunio mortale di pochi giorni fa, per caduta dall’alto, in provincia di Fermo, di Claudio Smerilli all’età di 66 anni. E’ inconcepibile che un lavoratore a quell’età debba ancora lavorare sui tetti, e speriamo che questa morte non sia dovuta alla riforma Fornero che non ha fatto nessuna distinzione tra lavori pericolosi e quelli che non lo sono, nell’allungare di diversi anni l’età per raggiungere la pensione, Il 21,5% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha oltre 65 anni, una cosa vergognosa: oltre i 60 anni non si hanno più i riflessi pronti e gli acciacchi rallentano i movimenti e i riflessi. Speriamo che il nuovo Ministro del Lavoro Giovannini abbia la forza e la volontà d’affrontare questo problema che oltre a togliere la vita a moltissimi lavoratori non permette alle nuove generazioni di trovare un lavoro. Il 16,6% delle morti sui luoghi di lavoro sono nei Servizi. L’autotrasporto ha avuto il 4,6% dei morti sul totale, in questo “conteggio” sono esclusi gli agenti di commercio e altri lavoratori che passano come vittime di “incidenti stradali”, Nell’industria i morti sono stati il 6% sul totale delle morti sui luoghi di lavoro. Poi ci sono morti in altre categorie, ma che percentualmente non segnaliamo. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 9,8% sul totale e i cugini romeni da soli sono oltre il 50% di tutti i morti sul lavoro tra gli stranieri. Sui luoghi di lavoro il triste primato spetta alla Lombardia con 28 morti, segue la Sicilia con 21 morti, l’Emilia Romagna con 19, il Piemonte 18, il Veneto con 16, la Liguria con 15, la Campania con 13, la Puglia con 12, il Lazio con 11, la Calabria con 10, le Marche con 9, la Sardegna con 8, la Toscana e L’Abruzzo con 6, l’Umbia e il Trentino Alto adige con 4, la Basilicata e il Friuli con 2, il Molise con 1. Le province di Roma, Torino, Chieti e Cosenza con 6 morti sono quelli con più vittime sui luoghi di lavoro. La provincia di Genova registra 12 morti a causa della tragedia che ha colpito la città l’8 maggio dove morirono 9 lavoratori nel porto. Ci sono poi i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono giustamente considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro, ma per i quali non esiste nessuna normativa di protezione o che ne analizza le cause. Occorre ricordare che sono più dei morti sui luoghi di lavoro. Moltissimi sono annoverati tra i morti per incidente stradale, ma in realtà gran parte di questi sono lavoratori che si spostano sulle strade e autostrade, dal sud al nord o viceversa e spesso nascondono lavoro nero che è impossibile riuscire a quantificare complessivamente. I cittadini hanno una visione sbagliata del fenomeno che è molto più esteso di quello che si percepisce. Si ha la percezione che a morire siano soprattutto operai nelle fabbriche mentre sono “solo” il 6% dall’inizio dell’anno, nel 2012 la percentuale era delle stesse dimensioni. Anche in questo caso il calo, rispetto agli anni precedenti è dovuto principalmente alla crisi, e le morti si concentrano soprattutto nelle piccolissime aziende, dove non esiste il sindacato o un rappresentante della sicurezza, e la prevenzione non esiste. Lo Stato e le Istituzioni locali spendono milioni di euro per corsi sulla sicurezza che a nostro giudizio non servono a niente, se non a riempire le tasche di chi li organizza, che non hanno una vera utilità per chi dovrebbe essere sensibilizzato e istruito su questo tema visto che non vengono coinvolte le categorie che hanno più vittime. Agli agricoltori che muoiono schiacciati dal trattore che non ha nessuna protezione, cosa viene offerto in termini di conoscenze, aiuti per migliorare i mezzi e prevenzione? E per gli edili che muoiono con le stesse percentuali in piccolissime aziende, che cadono dall’alto o travolti dai mezzi che guidano loro stessi o i loro colleghi, o dal materiale che stanno manovrando cosa si fa? Che conoscenze si danno e cosa si fa per rendere più sicuro il lavoro a persone che spesso non conoscono neppure l’italiano e lavorano in nero o in grigio per 10 o 12 ore al giorno svolgendo attività faticose e poco sicure? Per non parlare del fatto che grazie alle nuove normative volute dalla Fornero e da Monti si deve lavorare fino a quasi 70 anni, età in cui spesso non si ha un perfetto stato di salute, i riflessi sono lenti e nel caso di lavori così pericolosi e faticosi si tratta di componenti micidiali, non a caso i morti sui luoghi di lavoro ultrasessantenni sono numerosissimi. Risulta molto frustrante dover fare tutti gli anni le stesse osservazioni e vedere i dati delle solite statistiche considerate “ufficiali” che ti dicono che i morti sono molto meno numerosi di quelli monitorati dall’Osservatorio. Questo cosa significa? In realtà con la scusa della diminuzione si fanno anche minori controlli e si risparmia risorse sulla Sicurezza. Come abbiamo già avuto modo di dire le statistiche ufficiali a nostro parere sono fuorvianti perchè accorpano morti sui luoghi di lavoro e decessi sulle strade e in itinere che sono un’altra cosa. L‘assicurazione INAIL in itinere è sacrosanta, ma come si fa a non differenziare CHIARAMENTE, quantitativamente e qualitativamente gli interventi da mettere in atto se non distingui la morte di chi cade da un tetto o sotto un macchinario dal morto per incidente automobilistico? Occorre sapere chiaramente come intervenire se si vuol salvaguardare la vita di chi lavora . La formazione sulla sicurezza si fa solo per le cosiddette categorie “forti” che hanno sindacati che le tutelano e riescono ad imporla, mentre si lasciano allo sbando i poveri diavoli, i meno tutelati, quelli che lavorano in nero o in grigio o in piccole aziende. Pensiamo sia intollerabile che un paese come il nostro che ha 60 milioni di abitanti conti il triplo dei morti sui luoghi di lavoro degli altri grandi paesi europei. Un capitolo a parte meritano i capannoni costruiti prima delle norme antisismiche del 2005, il terremoto in Emilia di un anno fa, ha messo in luce che quasi la totalità delle fabbriche sono a rischio di crollo in caso di terremoto e se un evento del genere si verifica di giorno e non di notte come in Emilia, e nei giorni lavorativi ci potrà essere un’autentica carneficina. A questo proposito segnaliamo l’articolo di Michele Azzu sull’Espresso “Emilia, l’allarme inascoltato” http://espresso.repubblica.it/dettaglio/emilia-lallarme-inascoltato/2207929/25 Carlo Soricelli http://cadutisullavoro.blogspot.com

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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.