morti sul lavoro

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro.

Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli

19 settembre già 31 i morti per infortunio sui luoghi di lavoro questo mese

Dall’inizio dell’anno sono morti 789, lavoratori di questi 403 sui luoghi di lavoro (tutti i morti sul lavoro sono registrati da 13 anni in apposite tabelle excel con identità, luogo e data della tragedia, professione, età e nazionalità), a questi occorre aggiungere altri 369 lavoratori morti a causa del coronavirus, tra questi 177 medici, il 50% quelli di base, 47 infermieri e sanitari, 105 parroci, 10 carabinieri, 3 giornalisti, poi 8 farmacisti, poliziotti/a, vigili del fuoco, operai, impiegati, cassiere, autotrasportatori, sindacalisti ecc. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità, che svolgono altri lavori e che sono rimasti contagiati per il lavoro svolto) 270 con i morti sulle strade in itinere, sono già 105 gli agricoltori schiacciati dal trattore dal 1° gennaio: il più giovane aveva solo 13 anni il più anziano 90

Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni

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Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati i morti in itinere e sulle strade, tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus

CAMPANIA 45 Napoli (13), Avellino (10), Benevento (5), Caserta (9), Salerno (6) SICILIA 39 Palermo (9), Agrigento (7), Caltanissetta (3), Catania (3), Enna (3), Messina (5), Ragusa (5), Siracusa (2), Trapani‎ (3) PIEMONTE 35 Torino (7), Alessandria (5), Asti (7), Biella (), Cuneo (10), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (4) Vercelli (1) Lombardia 29 Milano (3), Bergamo (3), Brescia (4), Como (4), Cremona (2), Lecco (2), Lodi (4), Mantova (4), Monza Brianza (2), Pavia (), Sondrio (), Varese(1) EMILIA ROMAGNA 31 Bologna (6), Rimini (4). Ferrara (2) Forlì Cesena () Modena (6) Parma (3) Ravenna (3) Reggio Emilia (4) Piacenza (3) LAZIO 27 Roma (14), Viterbo (2) Frosinone (5) Latina (3) Rieti (2). VENETO 26 Venezia (6), Belluno (1), Padova‎ (2), Rovigo (1), Treviso (3), Verona (7), Vicenza (6) TOSCANA Toscana 25 Firenze (3), Arezzo (4), Grosseto (4), Livorno (1), Lucca (3), Massa Carrara (3), Pisa‎ (3), Pistoia (1), Siena (1) Prato (2) TRENTINO ALTO ADIGE 17 Trento (7) Bolzano (10) PUGLIA 16 Bari (3), BAT (2), Brindisi (2), Foggia (6), Lecce (2) Taranto(1) MARCHE 16 Ancona(4), Macerata (4), Fermo (), Pesaro-Urbino (3), Ascoli Piceno (3) Fermo () LIGURIA 11 Genova (4), Imperia (1), La Spezia (2), Savona (3) ABRUZZO 11 L'Aquila (2), Chieti (3), Pescara (3) Teramo (3) CALABRIA 12 Catanzaro (2), Cosenza (4), Crotone (2) Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (1) SARDEGNA 9 Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (3), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (1), Oristano (1), Sassari (). Sulcis iglesiente FRIULI VENEZIA GIULIA 5 Pordenone (2) Trieste () Udine (2) Gorizia (1) UMBRIA 5Perugia (4) Terni (1) BASILICATA 4 Potenza (3) Matera(1) Molise 4 Campobasso (3), Isernia (1). VALLE D’AOSTA (2)

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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lunedì 1 luglio 2013

Report morti sul lavoro nei primi sei mesi del 2013

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sui luoghi di lavoro Report morti sul lavoro dall’1 gennaio 30 giugno 2013 Dall’1 gennaio al 30 giugno 2013 sono morti sui luoghi di lavoro 293 lavoratori, 69 solo nel mese di giugno, complessivamente se si aggiungono le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare le 600 vittime. Nel 2012 alla stessa data erano morti sui luoghi di lavoro 305 lavoratori e se si pensa che dall’anno scorso si sono persi tantissimi posti di lavoro e la cassa integrazione è cresciuta in modo drammatico il risultato non è certo incoraggiante, anzi, in proporzione assistiamo, nonostante la crisi ad un aumento del fenomeno, che ci vede primi in Europa in rapporto al numero d’abitanti, che è il solo parametro valido per valutare l’andamento delle morti in una provincia o in una regione. Questo perchè a morire sono in larga parte persone che non dispongono di un’assicurazione e che non rientrano nelle “statistiche ufficiali”. Noi pensiamo ci sia la necessità di fare la massima chiarezza su un aspetto fondamentale: noi consideriamo morti sul lavoro tutti i lavoratori che muoiono mentre lavorano, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa che spesso è diversa o addirittura non esiste (lavoro nero). E’ raccapricciante pensare che un terzo dei lavoratori morti ha oltre 60 anni e che la riforma Fornero ha inciso notevolmente su queste morti, non avendo fatto nessuna distinzione nell’allungamento dell’età della pensione tra chi svolge un lavoro pericoloso o di concetto. Superata una certa età i riflessi sono poco pronti e molti lavoratori soffrono di diverse malattie quali artrosi, artriti, diabete ecc….che rallentano i movimenti. Tutti gli anni assistiamo ad una strage di agricoltori schiacciati dal trattore ed edili, nell’indifferenza della politica e della nostra classe dirigente. Anche gli intellettuali che “pontificano” sempre su tutto su questa autentica strage non spendono una parola, quasi nessuno s’indigna, tanto a morire non sono loro i “lavoratori del pensiero” ma chi suda e si "ammazza" di lavoro tutti i giorni sui campi, nei cantieri, nelle fabbriche e nei servizi artigianali alle imprese. VERGOGNA CARI INTELLETTUALI, siete come i politici e non v’interessate più della società, dei lavoratori, dei precari e delle persone che ogni giorno perdono il posto di lavoro, siete interessati solo al vostro tornaconto personale. E questo si vede anche nelle arti, sono ormai passati oltre 40 anni, dalla morte di Togliatti, quando ci fu la polemica tra il Partito Comunista e alcuni artisti “moderni” che dicevano che l'arte doveva essere libera dal sociale che non si vedono più opere che si occupano della Società. La stragrande maggioranza di questi artisti e più genericamente degli intellettuali trasformisti, sono corsi dietro al denaro e messi al servizio di miliardari senza moralità. Un vero sfarcelo morale che anche le morti sul lavoro indicano come tale. Scusate lo sfogo, ma se ancora ci fossere gli intellettuali di una volta, quelli che si diceva fossero intrisi “d’ideologia”anche questo fenomeno sarebbe molto ridimensionato. Invece tocca a noi che veniamo dalla “classe operaia” d' occuparci di queste tragedie, ma la nostra voce conta poco o niente, anche se ce la mettiamo tutta per sensibilizzare i cittadini, con voce libera da interessi economici e politici, salvo rare eccezioni se ne sbattano di queste tragedie i politici di destra, di centro e di sinistra. In questi primi sei mesi il 35,6%dei morti sul lavoro è nel comparto agricolo: quasi i due terzi delle vittime sono morti schiacciati dal trattore. Le morti in edilizia risultano il 26,2% sul totale. Il 19,1% nei servizi, Il 6,8% nell’industria, Il 6, % nell’autotrasporto. Poi ci sono i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro e che sono almeno altri 300 dall’inizio dell’anno. Moltissimi sono considerati come morti per incidente stradale, ma in effetti molti di questi sono lavoratori che si spostano sulle strade e autostrade, dal sud al nord o viceversa e spesso nascondono lavoro nero ma che è impossibile riuscire a quantificare nell’interezza. L’opinione pubblica ha la sensazione che a morire siano soprattutto operai nelle fabbriche mentre sono “solo” il 6% dall’inizio dell’anno, mentre nel 2012 furono il 7% del totale, per la stragrande maggioranza nelle piccolissime aziende dove il sindacato e la prevenzione non esistono. Lo Stato attraverso vari enti spende milioni di euro per corsi, che a nostro giudizio non servono a niente, se non a fa riempire le tasche di chi li organizza, ma senza mai arrivare a essere utile a chi dovrebbe essere sensibilizzato e istruito sulla Sicurezza. Agli agricoltori che muoiono così in tanti , dei quali tantissimi schiacciati dal trattore che non ha nessuna protezione, cosa viene offerto in termini di conoscenze, aiuti per migliorare i mezzi e la prevenzione? E per gli edili che muoiono con le stesse percentuali in piccolissime aziende, che cadono dall’alto o travolti dai mezzi che guidano loro stessi o i loro colleghi, o dal materiale che stanno manovrando, cosa si fa? Che conoscenze si danno e cosa si fa per rendere più sicuro il lavoro a persone che spesso non conoscono neppure l’italiano e lavorano in nero o in grigio per 10 o 12 ore al giorno svolgendo attività faticose e poco sicure? E’ molto frustrante quindi vedere tutti gli anni scrivere le stesse cose e vedere i dati delle solite statistiche considerate “ufficiali”che ti dicono che i morti sono molto meno numerosi. Questo cosa significa? Che in realtà sia a causa dei minori controlli dovuti a meno risorse stanziate dagli ultimi governi, la Sicurezza sui luoghi di lavoro complessivamente sta calando. Le statistiche ufficiali sono completamente alterate perchè mettono assieme ai morti sui luoghi di lavoro quelli che muoiono sulle strade e in itinere che sono un’altra cosa; l‘assicurazione INAIL in itinere è sacrosanta, ma come si fa a non distinguere quantitativamente e qualitativamente gli interventi da mettere in atto se non distingue la morte di chi cade da un tetto o sotto un macchinario al morto in un incidente automobilistico? Occorre sapere con chiarezza come intervenire se si vuol salvaguardare la vita di chi lavora. Si organizzano corsi sulla sicurezza per categorie “forti” che hanno sindacati in grado di tutelare i lavoratori e si lasciano allo sbando i poveri diavoli, i meno tutelati, quelli che lavorano in nero o in grigio. E’ intollerabile che un paese come il nostro che ha 60 milioni d’abitanti conti tantissimi morti in più sui luoghi di lavoro degli altri grandi paesi europei. Tra l’altro l’Osservatorio Indipendente di Bologna è visto spesso con sufficienza, con fastidio o come un intruso anche da molte organizzazioni dei lavoratori. E questo è molto triste. Chi si sta preoccupando della vita e della sicurezza dei lavoratori che lavorano per la maggior parte in fabbriche che non sono adeguate alle norme antisismiche del 2005? Chi sta facendo i controlli nercessari che li metta al sicuro in caso di altre scosse di terremoto come quelle che hanno colpito l’Emilia nel 2012? Per i lavoratori che operano all’aperto quali edili, agricoltori, autotrasportatori e per tutti quelli che utilizzano un mezzo per andare a lavorare si consiglia di visitare il sito di previsioni del tempo http://prevenzionemeteo.blogspot.it/ dove oltre alle previsioni del tempo si può valutare il fattore rischio infortuni sul lavoro legato alle condizioni atmosferiche. Nel solo mese di giugno sono morte sui luoghi di lavoro 69 lavoratori Carlo Soricelli http://cadutisullavoro.blogspot.com .

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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.