morti 2019

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

L’unico sito in Italia che monitora in tempo reale i morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008

Curatore Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e pittore

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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

22 Aprile

Dall’inizio dell’anno sono morti 199 sui luoghi di lavoro, complessivamente oltre 400 lavoratori compresi itinere e sulle strade, 31 sono stati schiacciati dal trattore. 127 morti guidando questo mezzo da quando è nato il nuovo governo a giugno 2018. N.B I dieci lavoratori morti nella tragedia aerea in Etiopia non sono conteggiati come morti sui luoghi di lavoro

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Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Non segnalati nelle Province e Regioni i morti in autostrada, chi lavorava all’estero e i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono a parte, visto che per la prevenzione richiedono interventi completamente diversi e mirati rispetto ai lavoratori che muoiono sui luoghi di lavoro.

Lombardia 26 Milano (5), Bergamo (3), Brescia (2), Como (5), Cremona (1), Lecco (1), Lodi (), Mantova (2), Monza Brianza (6), Pavia (1), Sondrio (), Varese LAZIO 20 Roma (14), Viterbo (1) Frosinone (4) Latina () Rieti (1) (). (). ). PIEMONTE 15 Torino (6), Alessandria (3), Asti (), Biella (), Cuneo (5), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli () SICILIA 15 Palermo (7), Agrigento (3), Caltanissetta (1), Catania (1), Enna (), Messina (2), Ragusa (), Siracusa (), Trapani‎ (1) CAMPANIA 16 Napoli (3), Avellino (4), Benevento (1), Caserta (7), Salerno (1).VENETO 14 Venezia (1), Belluno (), Padova‎ (1), Rovigo (), Treviso (1), Verona (7), Vicenza (4 TOSCANA 12 Firenze (2), Arezzo (1), Grosseto (2), Livorno (1), Lucca (), Massa Carrara (), Pisa‎ (4), Pistoia (1), Siena (1) Prato ().PUGLIA 10 Bari (1), BAT (1), Brindisi (), Foggia (3), Lecce (4) Taranto ()EMILIA ROMAGNA 8 Bologna (2), Rimini (). Ferrara (1) Forlì Cesena () Modena () Parma (3) Ravenna () Reggio Emilia (1) Piacenza (1) ABRUZZO 5 L'Aquila (), Chieti (1), Pescara (2) Teramo (1). TRENTINO ALTO ADIGE 8 Trento (3), Bolzano (5). ) LIGURIA 5 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (1). UMBRIA 4 Perugia (4) Terni () MARCHE 3 Ancona (), Macerata (2), Fermo (1), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno ().FRIULI VENEZIA GIULIA 3. Trieste (), Gorizia (), Pordenone (2), Udine (1). Molise 3 Campobasso (2), Isernia (1) VALLE D’AOSTA 3 . SARDEGNA 1 Cagliari (1), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (), Sassari (). Sulcis iglesiente () CALABRIA 2 Catanzaro (), Cosenza (), Crotone(1) Reggio Calabria Vibo Valentia (1). BASILICATA Potenza () Matera ().

Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha iniziato il 1° gennaio 2019 il dodicesimo anno di monitoraggio delle morti, l’archivio delle morti sul lavoro è a disposizione, su richiesta a studiosi interessati al fenomeno

Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: Segnala l'Osservatorio indipendente sulla tua pagina di Facebook

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Grazie amici di facebook che a giorni anche a migliaia visitate questo sito

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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venerdì 9 dicembre 2016

E' la Lombardia tra le grandi regioni la più virtuosa sulle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO. L'Emilia Romagna raddoppia i morti rispetto al 2015



Se si parla di morti sul lavoro occorre essere molto chiari e non mescolare le carte per fare solo confusione, in rete diffondono come al solito dati parziale che farebbero sorridere se non si parlasse di lavoratori morti per infortuni sul lavoro. L’inail diffonde con circa un mese di ritardo le denunce che arrivano a questo Istituto, alcuni li prendono come comprensivi di tutte le morti per infortunio sul lavoro, in realtà come ho già scritto centinaia di volte, quelle che diffonde sono denunce e non quelle che riconosce. Tra l’altro occorre ancora una volta ribadire che tantissimi lavoratori, soprattutto le partite iva non sono assicurate a questo Istituto dello Stato e quando all’inizio del prossimo anno andrà a valutarle, per almeno un terzo non saranno riconosciute come tali. Poi ci sono i morti in nero, gli “arrangiatori” che muoiono numerosi nello svolgere lavori di cui non sono pratici, gli agricoltori schiacciati dal trattore che in larga parte non sono assicurati all’INAIL. Noi, abbiamo ritenuto che chiunque svolge un lavoro, di qualsiasi tipo e che muore lavorando deve avere la stessa dignità degli assicurati INAIl e non sparire dalla statistiche. Se li monitoriamo tutti, e separiamo chi muore sui LUOGHI DI LAVORO da i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere (salvo gli autotrasportatori di ogni categoria che inseriamo) ci si accorge così che le “classifiche” regionali e provinciali cambiano in modo significativo. Analizziamo l’andamento delle prime 4 Regioni per numero di morti, tenendo presente che se si aggiungono a questi numeri i morti sulle strade e in itinere, le vittime almeno raddoppiano. Prima Regione per numero di morti sui luoghi di lavoro risulta in questo momento la Campania con 61 morti (di questi 3 in mare, rispetto all’intero 2015 ha un aumento del 23%. La seconda per numero di morti sui LUOGHI DI LAVORO è l’Emilia Romagna, l’aumento rispetto all’intero 2015 è spaventoso, Nel 2016 ha a oggi 58 morti, nell’intero 2015 ha avuto 30 morti (ero molto contento l’anno scorso del significativo calo rispetto al 2014 della mia regione, ma evidentemente c'è stato un calo dovuto alla casualità (che ogni tanto si verifica). Un aumento incredibile quest’anno dell’Emilia Romagna  di quasi il 100%. Il Veneto è la terza regione per numero di morti, ha in questo momento 56 morti sui Luoghi di lavoro, con un aumento rispetto al 2015 del 7,2% La Lombardia risulta al quarto posto per numero di morti. E’ questa regione che ha un andamento altamente positivo rispetto al 2015. Ha in questo momento 47 morti e nell’intero 2015 72. Un calo notevolissimo che fa abbassare il numero totale delle morti in Italia rispetto al 2015. Il calo è del 34,8%. Occorre poi ricordare che la Lombardia ha il doppio degli abitanti delle più popolose regioni italiane. Questo cosa significa? Che se si prende come parametro il numero di abitanti e non l’indice occupazionale, che in questa “conta” non ha nessun valore statistico, visto che a morire son in tanti che non sono assicurati all’INAIL viene fuori che la Lombardia è la Regione più virtuosa ogni anno su queste tragedie,  che nel 2016 sta avendo un decremento fantastico. Spero solo che non è dovuto al caso come è capitato per l’Emilia Romagna nel 2015 e precedentemente al Veneto. Come “terrone” considero la Lega che guida la Regione come la più lontana ma su questo fenomeno tanto di cappello a chi la sta guidando e alle strutture che se ne occupano.
Il prossimo anno sarà il decimo dall'apertura dell'Osservatorio. A queste tragedie ho dedicato tantissime ore al giorno con lavoro volontario. credo d'aver contribuito in modo terminante a far conoscere la reale entità del fenomeno...L'età avanza e gli occhi sono stanchi, spero di riuscire a completare il monitoraggio dell'intero 2017. Poi si vedrà cosa fare. Ma lo Stato dovrà riconoscere il lavoro volontario che ho fatto con l'Osservatorio. Lo esigo. Lo deve alle milioni di persone come me che senza nulla chiedere a nessuno, senza nessun interesse, svolge questi lavori. I volontari devono essere considerati dallo Stato come ricchezza, non come corpi estarnei da ignorare e considerare con ostracismo, sufficienza e addirittura nemico perchè critica l'indifferenza verso queste tragedie. Un grazie no?

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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

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http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.