morti sul lavoro

OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO. L’unico osservatorio che monitora i morti sul lavoro in Italia. Aperto 15 anni fa, il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli carlo.soricelli@gmail.com con lavoro volontario 24 giugno 2022. Dall’inizio dell’anno sono morti 743 lavoratori, 367 di questi sui luoghi di lavoro i rimanenti in itinere e sulle strade, In questi “numeri” ci sono anche i morti sul lavoro non assicurati all’INAIL (oltre 4 milioni di lavoratori) in più i morti in nero e i milioni di agricoltori, spesso pensionati che continuano a lavorare per le magre pensioni. Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 15 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni sui luoghi di lavoro, sulle strade e in itinere. L’unico sito in Italia che monitora i morti sul lavoro in Italia. 91 agricoltori schiacciati dal trattore nel 2022. Gli autotrasportatori morti dall’inizio dell’anno sono già 58 (con i 9 dispersi dispersi dell’incendio traghetti Grimaldi del 17 febbraio scorso dei quali non si è più saputo niente ) Curatore Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e artista sociale da 50 anni. per contatti carlo.soricelli@gmail.com Su Facebook https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it su Twitter @pittorecarlosor Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade se non autotrasportatori: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus. I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza. I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2022: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro, ma che è opportuno tenere separati per non generale confusione, un conto è un lavoratore che muore sui luoghi di lavoro, un altro se muore sulle strade o in itinere. Chiunque svolge un lavoro e muore è per noi un morto sul lavoro. Lombardia 49 Milano (12), Bergamo (5), Brescia (13), Como (2), Cremona (3), Lecco (2), Lodi (), Mantova (4), Monza Brianza (3), Pavia (2), Sondrio (1), Varese(1) VENETO 35 Venezia (8), Belluno (2), Padova‎ (4), Rovigo (2), Treviso (3), Verona (7), Vicenza (9) CAMPANIA 31 Napoli (7), Avellino (3), Benevento (2), Caserta (9), Salerno (12) ) PIEMONTE 25 Torino (12), Alessandria (4), Asti (1), Biella (1), Cuneo (5), Novara (),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (2) LAZIO 19 Roma (8), Viterbo (1) Frosinone (6) Latina (2) Rieti (2) EMILIA ROMAGNA 19 Bologna (2), Rimini (2) Ferrara (2) Forlì Cesena (4) Modena (3) Parma () Ravenna (2) Reggio Emilia (3) Piacenza (1) CALABRIA 18 Catanzaro (7), Cosenza (5), Crotone (1) Reggio Calabria (4) Vibo Valentia (1) ) SICILIA 17 Palermo (4), Agrigento (1), Caltanissetta (3), Catania (2), Enna (), Messina (4), Ragusa (1), Siracusa (), Trapani‎ (2) MARCHE 17 Ancona (8), Macerata (2), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (1) PUGLIA 16 Bari (1), BAT (), Brindisi (), Foggia (3), Lecce (8) Taranto (4) TRENTINO ALTO ADIGE 14 Trento (8) Bolzano (6) TOSCANA 14 Firenze (2), Arezzo (5), Grosseto (1), Livorno (1), Lucca (1), Massa Carrara (1), Pisa‎ (1), Pistoia (1), Siena () Prato (1) SARDEGNA 12 Cagliari (2) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (1), Oristano (3), Sassari (6).Sulcis iglesiente ()UMBRIA 5 Perugia (4) Terni (1) ABRUZZO 6 L'Aquila (), Chieti (4), Pescara (2) Teramo () LIGURIA 4 Genova (1), Imperia (1) La Spezia (1), Savona (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 3 Pordenone (1) Trieste () Udine (2) Gorizia () VALLE D’AOSTA 3 (3) Molise 1 Campobasso (1) Isernia (). BASILICATA 2 Potenza (1) Matera (1) Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio. http://cadutisullavoro.blogspot.it carlo.soricelli@gmail.com

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Rai 2 soricelli con marzia roncacci

RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Cristo metalmeccanico

Cristo metalmeccanico
Cristo operaio opera di Soricelli degli anni ottanta

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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mercoledì 1 giugno 2022

Report morti sul lavoro dall’inizio dell’anno 31 maggio. L'immoralità: il silenzio è stato d'oro tra i nostri politici che hanno occputa posti importantissimi ma che hanno chiuso gli occhi sulle morti sul lavoro (leggi il post)

 

Report morti sul lavoro dall’inizio dell’anno 31 maggio

L'immoralità: il silenzio è stato d'oro.

Si conclude uno dei mesi con più morti sul lavoro da quando 15 anni fa ho aperto l’Osservatorio: sono stati ben 85 sui Luoghi di Lavoro, a questi occorre aggiungere i morti sulle strade e in itinere, si arriva così a superare i 595 morti

Quei silenziosi ministri del lavoro e delle politiche agricole che mai rispondevano quando scrivevo loro dei tanti morti sul lavoro: che sono andati finito il mandato a occupare poltrone ben remunerati negli ENTI e Organizzazioni attinenti al loro ministero. 

L’aumento dei morti per infortuni è del 2,10% rispetto allo stesso periodo del 2021, nessun calo delle morti, come scrive INAIL. INAIL ha diffuso i morti comprensivi dell’itinere e sulle strade: sono per questo Istituto dello Stato 261 al 30 aprile, ma manca un mese e mancano tutti i lavoratori non assicurati all’INAIL (oltre 4 milioni) in nero e gli schiacciati dal trattore che sono già 73 dall’inizio dell’anno, ma scrive che sono calati, lo saranno tra i suoi assicurati, ma non se si contano tutti, poi sono numeri ben più numerosi quelli diffusi dell’Osservatorio. Complessivamente i morti sono già 595 e 293 di questi sui luoghi di lavoro. Ma la battaglia dell’Osservatorio per far emergere questi morti sul lavoro è infruttuosa da 15 anni, un Davide (Carlo qualsiasi) metalmeccanico in pensione e artista sociale, che si paga di tasca propria computer e programmi, contro colossi dello Stato che riescono con il loro potere economico e mediatico a condizionare tutto e tutti su questo fronte. Ma andrò avanti fino a quando questa verità non verrà a galla, poi c’è chi dovrà spiegare le ragioni per le quali fanno arrivare al Paese un messaggio minimalistico delle morti sul lavoro con una narrazione dannosa del tragico fenomeno, anche le televisioni, giornali, giornalisti (non tutti per fortuna), politici e amministrazioni a tutti i livelli hanno paura a mettersi contro queste potenze mediatiche e economiche. Ma la verità verrà a galla è solo questione di tempo, intanto hanno già dovuto cominciare ad ammettere che ci sono lavoratori che sfuggono alle statistiche. Un’ultima cosa vorrei dire ai giornalisti, quelli indipendenti non condizionati: perché non andata a vedere quali remunerative poltrone sono andati a occupare i Ministri del Lavoro e delle Politiche Agricole che si sono succeduti in questi anni; molti negli Enti che dovevano controllare, o andati a finire in Organizzazioni Internazionali attinenti al Ministero dal quale dovevano fare controlli, a questi Ministri ho mandato in questi 15 anni centinaia di mail dove raccontavo le vere dimensioni del fenomeno. Sono malizioso se penso ai motivi che li hanno indotti a chiudere tutti e due gli occhi su queste tragedie? Guardavano alle poltrone future? Sono malizioso se penso che lassù sono tutti d’accordo nello spartirsi poltrone e incarichi anche a scapito della vita e dei mancati interventi che si dovrebbero fare su queste tragedie: che il silenzio del potere ha alterato la qualità e quantità delle morti che hanno impedito di fare interventi mirati e diversi per cercare di diminuire queste tragedie. E poi parliamo della mancata democrazia in Russia? È possibile che gli unici che si interessano veramente dei morti sul lavoro nel nostro Paese siano Papa Francesco e Il Cardinale Zuppi? Manderò questa mail anche al Presidente Mattarella. Sperando in un suo intervento, se gli faranno leggere la mail evidentemente.

 

     Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

 

 

OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO.

L’unico osservatorio che monitora i morti sul lavoro in Italia.

Aperto 15 anni fa, il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli carlo.soricelli@gmail.com con lavoro volontario

http://cadutisullavoro.blogspot.it.

31 maggio 2022.

Dall’inizio dell’anno sono morti 593 lavoratori, 293 di questi sui luoghi di lavoro i rimanenti in itinere e sulle strade, In questi “numeri” ci sono anche i morti sul lavoro non assicurati all’INAIL (oltre 4 milioni di lavoratori) in più i morti in nero e i milioni di agricoltori, spesso pensionati che continuano a lavorare per le magre pensioni.

Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 15 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale.  Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni sui luoghi di lavoro, sulle strade e in itinere.

L’unico sito in Italia che monitora i morti sul lavoro in Italia.

76 agricoltori schiacciati dal trattore nel 2022.

Gli autotrasportatori morti dall’inizio dell’anno sono già 38 (48 con i dispersi dell’incendio traghetti Grimaldi di cui non si hanno più avuto notizie da due mesi).

Curatore Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e artista sociale da 50 anni. per contatti carlo.soricelli@gmail.com

Su Facebook

https://www.facebook.com/carlo.soricelli

https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/

https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it

su Twitter @pittorecarlosor

Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade se non autotrasportatori: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus. I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza.

I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2022: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro, ma che è opportuno tenere separati per non generale confusione, un conto è un lavoratore che muore sui luoghi di lavoro, un altro se muore sulle strade o in itinere. Chiunque svolge un lavoro e muore è per noi un morto sul lavoro.

Lombardia 39 Milano (8), Bergamo (5), Brescia (11), Como (2), Cremona (3), Lecco (2), Lodi (), Mantova (2), Monza Brianza (3), Pavia (2), Sondrio (), Varese(1) PIEMONTE 25  Torino (12), Alessandria (4), Asti (1), Biella (1), Cuneo (5), Novara (),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (2) VENETO  27 Venezia (7), Belluno (1), Padova‎ (3), Rovigo (2), Treviso (3), Verona (4), Vicenza (7) CAMPANIA 24 Napoli (7), Avellino (2), Benevento (1), Caserta (3), Salerno (11) ) LAZIO 18  Roma (8), Viterbo (1) Frosinone (6) Latina (2) Rieti (1) EMILIA ROMAGNA 16 Bologna (2), Rimini (2) Ferrara (2) Forlì Cesena (4) Modena (2) Parma () Ravenna (2) Reggio Emilia (1) Piacenza (1) CALABRIA   14 Catanzaro (6), Cosenza (4), Crotone (1) Reggio Calabria (3) Vibo Valentia () PUGLIA 12 Bari (1), BAT (), Brindisi (), Foggia (3), Lecce (5) Taranto (3) TRENTINO ALTO ADIGE 14 Trento (8) Bolzano (6)      SICILIA 13 Palermo (4), Agrigento (), Caltanissetta (2), Catania (2), Enna (), Messina (2), Ragusa (1), Siracusa (), Trapani‎ (2)       TOSCANA 11 Firenze (2), Arezzo (3), Grosseto (1), Livorno (1), Lucca (1), Massa Carrara (), Pisa‎ (1), Pistoia (1), Siena () Prato (1) MARCHE 14  Ancona (7), Macerata (1), Fermo (1), Pesaro-Urbino (6), Ascoli Piceno (1)  SARDEGNA 9 Cagliari (2) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (1), Oristano (3), Sassari (4).Sulcis iglesiente  ()UMBRIA 4  Perugia (3) Terni (1) ABRUZZO 4  L'Aquila (), Chieti (3), Pescara (1) Teramo () LIGURIA 4 Genova (1), Imperia (1) La Spezia (1), Savona (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 3 Pordenone (1) Trieste () Udine (2) Gorizia () VALLE D’AOSTA 3  (3) Molise 1 Campobasso (1) Isernia (). BASILICATA 1  Potenza (1) Matera ()   

                     Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio.  

http://cadutisullavoro.blogspot.it

carlo.soricelli@gmail.com

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Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro
https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

via delle storie

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQ

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

via delle strorie

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.