"Se dico Treno spostatevi" ritratto di Kevin Laganà morto nella tragedia di Brandizzo, l'opera sarà esposta nelle prossime mostre che Soricelli farà sulle morti sul lavoro

morti sul lavoro al 16 gennaio 2024

Buongiorno Presidente Mattarella e Dott. Ugo zampetti, Il giorno 16 della strage all'Esselunga sono morti sul lavoro complessivamente 16 lavoratori e non solo i cinque di Firenze. Una margherita spogliata dai petali ogni giorno. Tre stragi della dimensione Esselunga, ma a Lei caro Presidente nascondono i morti che vengono monitorati dalla Società civile, il “sistema” li nasconde pur sapendo che sono molti di più, in tanti ci guadagnano con la InSicurezza. Complessivamente i lavoratori morti sui luoghi di lavoro il 16/2/24 sono stati 13 ma altri 3 sono morti in itinere e per malori sui luoghi di lavoro. Cinque sui luoghi di lavoro sono morti a Firenze all’Esselunga, uno a Pisa travolto dall’albero che tagliava, uno a Verona travolto dal trattore: era un ingegnere di soli 38 anni che come tanti lavorava nel fondo di famiglia i giorni festivi, due in Emilia Romagna nel bolognese e in provincia di Forlì Cesena (anche loro due schiacciati dal trattore che guidavano) ma non si sente una sola parola del Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida; sono già 16 dall’inizio dell’anno a morire in questo modo orrendo, in questa strage nella strage che sono gli agricoltori schiacciati dal trattore, 167 sono morti nel 2023 allo stesso modo. In provincia di Cosenza è morto un altro straniero di origine albanese: è stato travolto dal carico di una gru. Un altro morto in trentino alto Adige travolto dall’escavatore che guidava. Ma ogni giorno c’è una strage sul lavoro, ma mediaticamente si parla solo quando i lavoratori muoiono tutti insieme e i Ministri e la politica tutta evita di parlarne perché sono i responsabili, e non è questione di partito, quasi tutta la politica ha referenti nelle lobby miliardaria della Sicurezza. Lo denuncio da 16 anni, inviando mail ai vari ministri che si sono succeduti, a Lei e al suo Predecessore Giorgio Napolitano che seguiva attentamente il lavoro dell'Osservatorio, ma fanno finta che l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro non esista perché mette in luce la loro inadeguatezza e il costante aumento dei morti sul lavoro in questi 16 anni. L’osservatorio è molto seguito dagli italiani perché è fuori dal coro minimalista su queste tragedie. Non a caso lo stesso Amadeus, davanti alla sterminata platea di Sanremo, quando ha presentato la canzone di Massini e Paolo Jannacci “l’uomo nel lampo”, non ha citato i 1041 morti del 2023 di INAIL ma i 1485 dell’Osservatorio di Bologna di cui sono il curatore. Gli stranieri sotto i sessant’anni sono ormai il 40% dei morti nei cantieri, Come lo sono 4 su 5 nella strage di Firenze, dove c’è un solo italiano, tre sono marocchini e uno è tunisino I morti sui luoghi di lavoro nel 2024 con più di 60 anni sono già 50 accertati, tra pochi anni i morti sul lavoro saranno in maggioranza stranieri, l'atteggiamento in Italia sembra stia diventando simile a quello francese, dove sappiamo bene cosa succede nelle banlieue, i loro figli sanno bene come sono trattati i padri che qui lavorano. La liberalizzazione degli appalti a cascata ha ulteriormente peggiorata la situazione; un morto su 3 sui Luoghi di lavoro, se si contano tutti e non solo gli assicurati a INAIL è un ultra sessantenne. I morti sul lavoro complessivamente sono già 199 complessivi nel 2024, di questi 148 sui luoghi di lavoro. Carlo Soricelli OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO Il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro in Italia dal 1° gennaio 2008, anche quelli che non dispongono di un’Assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL Attivo dal 1° gennaio 2008 Una voce fuori dal coro minimalista su queste tragedie Morti sul lavoro nel 2024 al 17 febbraio Dall’inizio dell’anno sono morti in 153 per infortuni sui Luoghi di lavoro (tutti registrati) e 199 se si aggiungono i morti in itinere L’unico osservatorio che monitora da 17 anni i morti sul lavoro, compresi i non assicurati a INAIL e i lavoratori in nero, nelle province ci sono i morti monitorati dall’Osservatorio, tra parentesi nelle regioni i morti con itinere e in altri ambiti lavorativi. Per noi chiunque muore mentre svolge un lavoro è considerato un morto sul lavoro Nel 2023 i lavoratori morti per infortuni sono stati 1466, 986 di questi sui Luoghi di lavoro gli altri sulle strade e in itinere, soprattutto in agricoltura e in edilizia Aperto da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. Da 17 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. dall’assicurazione che ha o se non l’ha affatto (lavoro in nero) o agricoltore anziano. Dal 1° gennaio 2008, anno di apertura dell’Osservatorio al 31 dicembre 2023, sono morti complessivamente 21050 lavoratori, di questi 10474 per infortuni sui luoghi di lavoro (tutti registrati in tabelle excel ). ma purtroppo sulle strade e in itinere sfuggono comunque diversi lavoratori Le ore impiegate in questi 15 anni di monitoraggio con lavoro volontario sono state oltre 30000. Continuano ad alterare la percezione del fenomeno con dati parziali e assurdi anche nel 2023 con “indici occupazionali” quando il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o hanno un’assicurazione diversa da INAIL che diffonde solo i propri morti che in diversi copiano. MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE REGIONI E PROVINCE ESCLUSO ITINERE • LOMBARDIA 22 Milano 3, Bergamo 1 Brescia 5 Como 1 Cremona 2 Lecco 1 Lodi Mantova 2 Monza Brianza 2 Pavia 2 Sondrio Varese 2 EMILIA ROMAGNA 9 Bologna 2 Rimini Ferrara 2 Forlì Cesena Modena 2 Parma 2 Ravenna Reggio Emilia Piacenza VENETO 9 Venezia 2 Belluno Padova‎ Rovigo Treviso 2 Verona 3 Vicenza 2 TRENTINO ALTO ADIGE 9 Trento 3 Bolzano 6 SICILIA 9 Palermo 5 Agrigento Caltanissetta Catania 1 Enna Messina 3 Ragusa Siracusa Trapani‎ Piceno1 CAMPANIA 7 Napoli 2, Avellino1 Benevento , Caserta 2 Salerno 2 TOSCANA 16 Firenze 6 Arezzo Grosseto Livorno, Lucca 1, Massa Carrara 1 Pisa‎ 2 Pistoia Siena 1 Prato 2 PUGLIA 5 Bari 1, BAT 1 Brindisi 1 Foggia 1 Lecce 1 Taranto EMILIA ROMAGNA 12 Bologna 3 Rimini Ferrara 3 Forlì Cesena 1 Modena 2 Parma 2 Ravenna Reggio Emilia Piacenza VENETO 4 Venezia 2 Belluno Padova‎ Rovigo Treviso 1 Verona 1 Vicenza UMBRIA 4 Perugia 4 Terni PIEMONTE 6 Torino 2 Alessandria Asti 1 Biella Cuneo 1 Novara 2 Verbano-Cusio-Ossola Vercelli FRIULI VENEZIA GIULIA 6 Pordenone 3 Triste 1 Udine 1 Gorizia 1 LAZIO 9 Roma 3 Viterbo 1 Frosinone 3 Latina Rieti MARCHE 6 Ancona 2 Macerata 2 Fermo 1 Pesaro-Urbino 1 Ascoli ABRUZZO 5 L'Aquila 1 Chieti 3 Pescara Teramo 1 LIGURIA 5 Genova 1 Imperia 2 La Spezia Savona 1 CALABRIA 3 Catanzaro 1 Cosenza 1 Crotone Reggio Calabria 1 Vibo Valentia SARDEGNA 6 Cagliari 2 Sud Sardegna 1 Nuoro1 Oristano Sassari 2, BASILICATA 2 Potenza 2 Matera Molise Campobasso Isernia VALLE D’AOSTA 1. I morti sulle strade. I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza. Nelle province non sono segnati i morti in autostrada avvenuti nella Regione Curatore Carlo Soricelli, metalmeccanico in pensione e artista sociale da oltre 50 anni Per contatti carlo.soricelli@gmail.com https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it su Twitter @pittorecarlosor 16 gli schiacciati dal trattore 18 morti gli autotrasportatori, altrettanti morti tra gli automobilisti e i passeggeri (non inseriti tra i morti sul lavoro) che hanno la sventura di incrociarli o di essere a bordo, spesso gli incidenti sono provocati da stanchezza e malori alla guida 20 gli operai/e, morti di fatica impiegati/e, agricoltori/e, braccianti ecc. autotrasportatori ecc. morti per malori sui luoghi di lavoro: nel 2023 a luglio e agosto una strage per il caldo e per le condizioni in cui lavoravano soprattutto nei cantieri e sui campi 18 i morti in infortuni domestici 8 i taglialegna morti travolti dall’albero che tagliavano L’uomo nel lampo https://www.youtube.com/watch?v=C_bS0AG6y4Y

morti nelle regioni nel 2023, non ci sono i morti all'estero e sulle autostrade (50). Attenzione l'incidenza è in rapporto ai morti sui luoghi di lavoro (non c'è in questa voce l'itinere)

Le province nel 2023

Le province nel 2023
guarda la situazione della tua provincia Morti sui luoghi di lavoro nelle province nel 2023 dalla più virtuale Livorno, a Rieti la peggiore

grafico 15 anni

grafico 15 anni
Andamento nei 16 anni di monitoraggio. In questi 16 anni sono morti complessivamente oltre 20000 morti complessivi, 11285 sui luoghi di lavoro, tutti registrati, chi parla di cali mente agli italiani, rispetto al 2021 si registra sui luoghi di lavoro un aumento dell'8% se si contano tutti i morti e non solo gli assicurati INAIL

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Grazie a tutta la redazione di Via delle Storie, a Giorgia Cardinaletti, a Giovanna Brausier

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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mercoledì 8 novembre 2023

Morti sul lavoro: Non li vedo, non li sento (urlare di dolore) non parlo. L'orrore della nostra classe dirigente che contribuisce a occultare centinaia di lavoratori morti in più ogni anno: ci sono i corrotti, ci sono gli inietti che chiudono gli occhi; hanno paura a mettersi contro chi gestisce miliardi di euro. Ci sono quelli che non avendo la sensibilità sociale necessaria, pur essendo stati eletti dal popolo e seduti sui loro scranni no sentono le urla che arrivano dai familiari morti sul lavoro, già oltre 1300 anche quest'anno. Poi ci sono i muti, quelli che vedono, sanno , ma non muovono un dito per non distrurbare. Sono questi che abbiamo mandato a rapresentarci: intralazzi di ogni genere fatti anche su questa strage. Che dire e che fare, niente, si spera solo che tutto prima o poi passa.


 

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Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?