L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità
Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024
Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"
Carlo Soricelli attività artistica
andamento Regioni 2025 dalla peggiore
Andamento regione nell'intero 2025
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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità
Elenco link
- Rifiutismo corrente pittorica di Soricelli
- Opere nello studio bunker di Casalecchio di Reno
- Opere di pittura e scultura
- Opere del museo di Casa Trogoni di Granaglione
- le mie opere nel patrimonio della Regione Emilia Romagna
- i libri scritti
- https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/
- http://pitturapranica.blogspot.it/
- Alcune poesie
domenica 31 gennaio 2010
MUORE L'OPERAIO CHE SABATO SI ERA DATO FUOCO DOPO AVER PERSO IL LAVORO
venerdì 29 gennaio 2010
MUORE FRANCESCO URGU OPERAIO ALL'OSPEDALE DI NUORO PER LE FERITE RIPORTATE IN SEGUITO AD UNA CADUTA DA UNA TETTOIA
giovedì 28 gennaio 2010
MUORE GIOVANE IMPRENDITORE STRITOLATO DA UNA MACCHINA SPARGISALE. MUORE OPERAIO DI 41 ANNI ALLA CASAGRANDE DI PORDENONE
Milano E’ MORTO UN GIOVANE IMPRENDITORE DI 32 ANNI STRITOLATO DA UNA MACCHINA SPARGISALE Abbiamo sentito un grido di dolore. E subito siamo corsi a vedere che cosa era successo. All’inizio non abbiamo neppure avuto neppure il coraggio di alzare lo sguardo. Poi, ci siamo fatti coraggio, e davanti ai nostri occhi si è materializzato uno spettacolo terribile: l’interno della spargisale era coperta da schizzi di sangue e il corpo del povero imprenditore era in fondo alla macchina, stritolato tra le lamine d’acciaio».
Bolzano MUORE Bernahard Hoebling MAESTRO DI SCI. BERNAHARD, stava scendendo a valle assieme ad un gruppo di sciatori, quando si è staccato dai suoi compagni. Il maestro di sci di 60 anni, e' morto in un incidente mentre sciava San Valentino alla Muta nel Meranese. Piu' a valle questi ultimi hanno dapprima trovato uno sci dell'uomo sulla pista, per poi rinvenire il suo corpo senza vita accanto ad una delle reti che delimitano il percorso. indagini sono state avviate dai carabinieri per chiarire la dinamica dell'incidente.
martedì 26 gennaio 2010
MUORE GIOVANNI DE CUIO ADDETTO ALLA VIGILANZA ALL'ARSENALE DI TARANTO
La Marina Militare ha espresso «profondo cordoglio» ai familiari dell'addetto alla vigilanza ed ha «immediatamente disposto ed avviato tutte le azioni necessarie per accertare la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità». De Cuia, dipendente civile del ministero della Difesa in servizio presso la Divisione sistema nave dell’Arsenale, informa la Marina, «per cause da accertare, mentre transitava su un marciapiede adiacente ad un’area recintata, all’interno della quale erano stati accantonati ed impilati materiali prefabbricati per l’edilizia, è stato travolto da alcuni blocchi prefabbricati provenienti da una delle pile del contiguo deposito».
«A tutto questo diciamo basta: queste non sono disgrazie ma veri e propri omicidi». Lo affermano in una nota congiunta i sindacati confederali, le rappresentanze sindacali unitarie, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e la Confederazione Cobas in relazione alla morte dell’addetto alla vigilanza Giovanni De Cuia nell’Arsenale militare di Taranto. «Evidentemente – aggiungono – l'intervento della magistratura nel 2005 che chiudeva tutta la zona delle aziende dell’indotto, proprio per motivi di sicurezza, e le successive indagini della Procura sulle strutture dell’Arsenale, non è servito a fare passi avanti». I sindacati hanno organizzato per domani mattina una mobilitazione con assemblea generale presso la 'Sala a tracciarè dell’Arsenale militare per definire le azioni da intraprendere.
Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, e il vicesindaco, Alfredo Cervellera, in una nota esprimono cordoglio per la morte di Giovanni De Cuia. «Ancora una volta – affermano – la morte bianca colpisce Taranto e la sua gente. In Arsenale non si verificava un episodio così grave da almeno 40 anni e forse questa è la conseguenza di una allentata attenzione verso le misure di sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori». «Nella certezza che la magistratura saprà fare piena luce sulle cause che hanno portato al luttuoso incidente – concludono Stefano e Cervellera – esprimiamo le più sentite condoglianze alla famiglia di De Cuia, che conoscevamo personalmente, per la disgrazia che oggi l’ha colpita unitamente alla solidarietà più sincera a tutti i lavoratori dell’Arsenale». «Credo si dovranno accertare subito le responsabilità di questo terribile incidente che nella sua dinamica mostra la crudeltà di un evento che poteva essere evitato», ha affermato il deputato Pd Ludovico Vico, subito dopo aver appreso della morte nell’Arsenale militare dell’addetto alla vigilanza Giovanni De Cuia. Per il parlamentare ionico, le modalità dell’incidente sul lavoro «segnalano i contorni di una tragedia figlia di possibili superficialità o imperizie». «Attendo fiducioso l’esito degli accertamenti – conclude Vico – e rivolgo sin da ora il mio cordoglio alla famiglia e agli amici di questo lavoratore».
sabato 23 gennaio 2010
SOSTENIAMO L'ASSOCIAZIONE PIETRO PINTAUDI GIOVANE DI 25 ANNI MORTO PER UN INFORTUNIO SUL LAVORO
ciao sono dario munafo' socio dell'associazione pietro pintaudi, volevo ringraziarvi assieme agli altri soci dell'associazione , in quanto siete stati tra quelli che ci anno aiutato cn il vostro blog a far si che il nostro amico fraterno nn fosse lasciato nel dimenticatoi. Grazie di cuore . per tutti quelli che hanno avuto esperienze del genere li invito a sostenerci e a mettersi in contatto con noi tramite il nostro sito www.pietropintaudi.org. Un abbraccio e un grazie da tutti noi.
Io spero che in pochi anni queste targedie diventino solo un brutto ricordo, è per questo che nato il blog. Non dovrebbe morire nessuno sul lavoro, soprattutto giovani come Pietro. Carlo Soricelli
LECCE 23 GENNAIO E’ MORTO COSIMO BARLETTA Schianto mortale sulla Bari-Lecce all’altezza di Pezze di Greco (Fasano). Un autocarro finisce contro un palo e muore un autotrasportatore leccese. Illeso il figlio della vittima che guidava l’autocarro. E’ morto dopo un terribile schianto mentre viaggiava sul camion condotto dal figlio. Si è consumata in mattinata la tragedia sulla SS379, che da Bari porta a Brindisi, all’altezza dello svincolo per Pezze di Greco. Erano da poco trascorse le 9.00 quando l’automezzo, condotto dal 22enne Tiziano Barletta, si è schiantato contro il palo della cartellonistica stradale posto all’inizio dell’incrocio. Il violentissimo impatto ha distrutto la cabina nella quale è rimasto schiacciato Cosimo Barletta 52enne padre del conducente. L’automezzo trasportava cassette di frutta vuote ed era diretto a Lecce. Cosimo Barletta era originario di Bari ma residente a Lecce. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli agenti della polizia stradale. Il conducente si trova ricoverato in stato di shock all’Ospedale di Ostuni. La carreggiata è rimasta bloccata per alcune causando lievi rallentamenti
MUORE OPERAIO UCRAINO NELLO STABILIMENTO PAI DI NOVARA
venerdì 22 gennaio 2010
IL PROCESSO BREVE UNA VOLTA IN VIGORE ANNULLERA' LE CAUSE PENALI PENDENTI SUI RESPONSABILI DELLE VITTIME SUL LAVORO COMPRESI QUELLI DELLA THYSSEN
Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2
https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza
Aldo Gullotta morto ieri: ma 4 morti anche ieri
Aldo Gullotti nella foto è morto ieri schiacciato a Massa Carrara da una lastra di marmo. Ma altri 3 lavoratori sono morti anche ieri. Nei ...
via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli
1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati
2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza
3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica
4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere
5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro
6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)
7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi
8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni
9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.
10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.
11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.
12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori
13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.
14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.
15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.
16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.