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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra.

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morti 2017

Osservatorio Indipendente di Bologna morti

sul lavoro

Dall’inizio dell’anno a oggi 23 maggio 2017 sono morti sui luoghi di lavoro 250 lavoratori. Con le morti sulle strade e in itinere si superano i 550 morti complessivi.

Le morti verdi

Strage continua, sono già 48 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. Le ultime 4 vittime di questi giorni. Paolo Tebano l’ultima vittima aveva solo 49 anni. Il Ministro delle Politiche agricole Martina batta finalmente un colpo su queste tragedie. Da quando è ministro sono morti schiacciati da questo mezzo oltre 450 agricoltori, ma ci stiamo avviando a contare i 500 morti provocati da questo mezzo che con questo ritmo saranno inevitabili. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore. Ma se dal Paese non si alza un moto d’indignazione verso chi ci governa, per la loro indifferenza, nulla cambierà. Nelle televisioni pubbliche pagate coi soldi dei contribuenti, fanno vedere idilliache terre incontaminate dove gli animali pascolano felici, ma mai che si occupano dell’altra faccia della medaglia: i tantissimi morti che ci sono sui campi e il colore rosso della terra impregnata dal sangue dei nostri agricoltori. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

VENETO 25 Venezia (4), Belluno (), Padova (1), Rovigo (5), Treviso (3), Verona (6), Vicenza (6). ABRUZZO 24 L'Aquila (6), Chieti (3), Pescara (12) Teramo (3) LOMBARDIA 22 Milano (5), Bergamo (2), Brescia (3), Como (1), Cremona (), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (2), Monza Brianza (4), Pavia (1), Sondrio (1), Varese () EMILIA ROMAGNA 17 Bologna (2). Forlì-Cesena (1), Ferrara (2), Modena (1), Parma (2), Piacenza (2), Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (). CAMPANIA 17 Napoli (6), Avellino (), Benevento (2), Caserta (4), Salerno (5).SICILIA 16 Palermo (2), Agrigento (3), Caltanissetta (), Catania (1), Enna (1), Messina (), Ragusa (3), Siracusa (1), Trapani (5). PIEMONTE 15 Torino (7), Alessandria (), Asti (1), Biella (1), Cuneo (4), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (1) TOSCANA 13 Firenze (2), Arezzo (), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (1), Massa Carrara (1), Pisa (2), Pistoia (1), Siena () Prato (1). LAZIO 10 Roma (5), Viterbo (1) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (). CALABRIA 9 Catanzaro (2), Cosenza (5), Crotone (1), Reggio Calabria (1) Vibo Valentia () PUGLIA 10 Bari (3), BAT (), Brindisi (2), Foggia (2), Lecce (2) Taranto () UMBRIA 6 Perugia (4) Terni (2). LIGURIA 6 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (2). MARCHE 6 Ancona (1), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (4), Ascoli Piceno (). FRIULI VENEZIA GIULIA 5 Trieste (1), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (3). SARDEGNA 2 Cagliari (), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (1). Sulcis inglesiente () BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () Molise 2 Campobasso (2), Isernia /1) TRENTINO ALTO ADIGE 5 Trento (1), Bolzano (4). VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Superati i tanti morti per infortuni sui luoghi di lavoro del 10% rispetto ai primi 4 mesi del 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio. Sono stati diffusi i dati delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL che tutti possono andare a vedere nella loro raccolta OPEN DATA INAIL, al 31 marzo ci sono state 190 denunce di morti per infortunio sul lavoro. Occorre ricordare che tutti gli anni molte di queste denunce non verranno accolte. Nei 190 morti denunciati all’INAIL al 31 marzo ci sono anche i morti sulle strade e in itinere.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

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Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Video Nicoletti rai 2

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

Translate (traduci nella tua lingua)

IL TRATTORE UCCIDE

Guarda in faccia tuo marito, tuo padre, tuo fratello, tuo zio. Se sta andando sui campi a guidare un trattore potrebbe essere l'ultima volta che lo vedi vivo. Chi lo guida corre mille volte di più il pericolo di morire che in un incidente con l'automobile. Da una settimana quasi uno ogni giorno un agricoltore muore schiacciato da questo mezzo che è di fatto una bara in movimento).

2017 sono già 50 i morti provocati da questo mezzo.

Lancio l’appello a tutte le persone di buona volontà: salviamo la vita ai nostri agricoltori che muoiono numerosissimi schiacciati dal trattore. Una strage provocata dall’indifferenza.

Ogni anno muoiono un numero spaventoso gli agricoltori schiacciati dal trattore. Sono stati 156 nel 2014, 136 nel 2015 e 141 nel 2016. Un morto su cinque sui LUOGHI DI LAVORO ogni anno muore per infortunio sul lavoro in modo atroce a causa di questo mezzo. Un mezzo spesso obsoleto che non lascia scampo nel caso di ribaltamento. Ma succede anche con trattori moderni. Spesso le cause non sono dovute a leggerezze nella guida, ma alle instabilità del terreno provocate dalle condizioni climatiche. Terreno asciutto in superfice, ma bagnato in profondità, troppo duro a causa della siccità, ma anche in altre situazioni climatiche che non sto ad elencare. Il terreno prevalentemente collinare del nostro paese complica poi la situazione in modo drammatico. Una manovra sbagliata su un terreno in pendenza può risultare mortale. Tra l’altro tantissimi di questi lavoratori spariscono anche dalle statistiche delle morti sul lavoro e non vengono riconosciuti come tali. Lo Stato non può essere indifferente verso queste Tragedie. Sono anni che avverto, come oggi il Primo Ministro, il Ministro del lavoro e e quello delle politiche Agricole di questa strage, ma mai se ne sono occupati. Lo Stato dovrebbe anche accertare lo stato di salute di chi guida questo mezzo mortale e incentivare l’acquisto di trattori nuovi, che comunque sono moto meno pericolosi. Ma dovrebbe fare anche una campagna informativa sulle pericolosità del trattore. Muoiono schiacciati dal trattore lavoratori di tutte le età: diversi con un’età superiore ai 65 anni. Chi guida questo mezzo dev’essere in un ottimo stato di salute e avere i riflessi pronti. Lancio un appello ai familiari di queste potenziali vittime. Se volete bene al vostro caro mettetelo al corrente del pericolo che corre. Se volete bene a vostro marito, padre, nonno, ma anche a vostro figlio/a accertatevi del suo stato di salute. Piangere dopo non serve a niente. Amici di Facebook che a centinaia, a volte a migliaia che ogni giorno visitate l’Osservatorio, datemi una mano a far conoscere questa carneficina. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. http://cadutisullavoro.blogspot.it

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venerdì 10 febbraio 2017

I morti sul lavoro che resuscitano (almeno per le statistiche)

Si, come curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono contento, dopo questa grande inchiesta di Repubblica sui morti che spariscono dalle statistiche. Finalmente tutti sono stati costretti a prendere posizione. La sparizione di tanti morti sul lavoro l’avevo vista già al primo anno di monitoraggio delle vittime, era il 2009, avevo già raccolto in appositi file i morti del 2008, quando vennero fuori quelli dell’INAIL per quell’anno mi accorsi di questa anomalia. Come mai i morti che avevo registrato io erano molti di più?  E da allora che cominciai a domandare a destra e manca delle ragioni di questa differenza. Ma nessuno mi ascoltava. Del resto ero solo un metalmeccanico che si era messo in testa di far comprendere le dimensioni del fenomeno in tempo reale agli italiani. Avevo nomi e cognomi delle vittime, mica erano fantasmi. Prima le notizie più recenti del fenomeno avevano sei mesi o addirittura un anno. Ma questa discrepanza tra le statistiche che facevo io con l’aiuto dei miei figli e di qualche amico come Marco Bazzoni, anche lui metalmeccanico, addetto alla Sicurezza, che avevo conosciuto fin da subito per il suo costante impegno contro questo fenomeno degli infortuni anche mortali erano enormi, erano centinaia i morti che “sparivano”. Anche un grande giornalista come Santo della Volpe s’interessava costantemente del fenomeno. Rimasi stupito quando vidi su Facebook la sua richiesta d’amicizia, avemmo numerosi contatti, venne anche a intervistarmi a casa mia.  Ma anche lui, non riusciva a rompere quel muro d’indifferenza, di menefreghismo e di omertà che c’era sul fenomeno morti sul lavoro. Come mai i morti sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio erano molti di più? Guai a chi tocca la stampa e le televisioni e vuole intimorire i giornalisti. Si sono interessati del fenomeno tantissimi giornali, direi quasi tutti, pur sapendo come la pensavo e quel che scrivevo. Anche le televisioni pubbliche di tutti e tre i canali facevano ottimi servizi denunciando la differenza sul numero complessivo delle morti sul lavoro. Mentre le televisioni commerciali mai si sono occupate, se non in modo occasionale del fenomeno.  Il TG3 per esempio ha fatto una campagna durata mesi su queste tragedie. Ma niente la politica non ci sentiva. Mail tutti i mesi ai principali partiti e protagonisti della politica, li mettevo al corrente della situazione che denunciavo con l’Osservatorio, ma verso la vita di chi lavoro e delle denunce di un fenomeno che doveva far rizzare i capelli in testa niente. Anche i sindacati avevano lo stesso atteggiamento della politica. La stessa indifferenza. Anche alla Camusso ho scritto diverse volte, con mail alla sua segreteria. Ma mai un interessamento. Del resto ho mandato mail alla segretaria Cantone dello stesso  SPI CGIL a cui sono iscritto facendo le stesse denunce. La stessa indifferenza, probabilmente le loro segreterie neppure le informavano delle mail (almeno lo spero). Poi quando ieri ho letto che la segretaria della CISL Furlan parlava di un “pugno nello stomaco” dopo aver appreso dall’articolo di Repubblica della sparizione di tanti morti sul lavoro dalle statistiche, sono rimasto basito. Eppure i contatti con tanti funzionari di questo sindacato ci sono stati. Com’è possibile che non comunichino tra di loro su fenomeni che a un sindacato avrebbe dovuto avere tra le priorità? Insomma un cittadino che attraverso un lavoro volontario vuole dare un contributo per problemi del Paese non conta niente. Ma una cosa ho sentito come gravissima; la grande lontananza che c’è tra le Istituzioni, di qualsiasi tipo al resto dei cittadini. Una superiorità che si manifesta con l’indifferenza, con l’ostracismo, con l’ironia, con la difesa della loro ”superiorità”. Di questo si dovrebbe occupare il Presidente Mattarella "della distanza tra cittadini e istituzioni " che sta diventando patologica. Mi ha colpito molto recentemente la mia cancellazione tra gli amici di Facebook di un sindacalista che occupa un posto di primo piano sulla Sicurezza, di cui  per carità di patria non faccio il nome. Conosceva i miei dati da anni, spesso condivideva quello che scrivevo, poi lo vedo in televisione a un incontro con giornalisti, esponenti governativi e di quella che era la sua naturale controparte. Praticamente dava ragione agli altri su quasi tutto. Anche che i morti sul lavoro calavano, quando invece dal 2008 sui luoghi di lavoro non sono mai calati e lui lo sapeva bene. Davvero un colpo allo stomaco. Ovviamente gli ho scritto quello che pensavo, e lui invece di rispondere in merito, mi ha cancellato dagli amici. Mi risulta che anche con altri abbia fatto così. Lesa maestà anche dei sindacalisti? Insomma un ottimo rappresentante del sindacato Istituzioni che rinuncia al suo ruolo. Ho accolto con molta soddisfazione del DDL “sull’omicidio sul lavoro” che ha come prima firma, non a caso un altro metalmeccanico, il Senatore Barozzino,  Finalmente la politica s’interesserà concretamente del fenomeno? Rinuncerà a fare leggi per diminuire ulteriormente la Sicurezza sui luoghi di lavoro come hanno fatto in questi anni ? Ricomincerà a considerare la vita di chi lavoro come tra e cose più importanti che deve tutelare? Considererà i vaucher, il precariato (che fa suicidare i giovani), il lavoro nero, e leggi come il Jobs act come  violenze contro i lavoratori? Ho forti dubbi per il semplice fatto che in parlamento sono pochissimi gli eletti che vengono dal lavoro dipendente. Sarà un parlamento veramente democratico quando ci saranno in queste Istituzioni anche la rappresentanza equa di venticinque milioni di lavoratori dipendenti. Ma noi metalmeccanici, anche se in pensione abbiamo la testa dura. Questa sarà la prossima battaglia, sarà lunga, sarà dura. Ma sarà restituita la rappresentatività politica e parlamentare al  mondo del lavoro.

Mail spedita sul fenomeno all'insediamento del Governo Renzi e ai Ministri martina e Poletti nel 2014

Da: Carlo Soricelli [mailto:carlo.soricelli@gmail.com]
Inviato: venerdì 28 febbraio 2014 18:42
A:
matteo@governo.it; segrgabinetto@lavoro.gov.it; webmaster@politicheagricole.it
Oggetto: Morti sul lavoro a Gennaio e Febbraio 2014. All'attenzione di Matteo Renzi, Giuliano Poletti e Maurizio Martina,

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Sig. Primo Ministro Matteo Renzi e  Sig.ri Ministri  del lavoro Giuliano Poletti e  delle Politiche Agricole Maurizio Martina,
Oggetto: Morti sul lavoro a Gennaio e Febbraio 2014. All'attenzione di Matteo Renzi, Giuliano Poletti e Maurizio Martina,
il nuovo governo sarà giudicato da quello che saprà mettere in campo concretamente.
L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro è  aperto dal  1° gennaio 2008, subito dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, e da quel giorno monitora in tempo reale i morti sul lavoro in Italia. Ogni anno si parla di favolose diminuzioni dei decessi, ma noi, che registriamo  tutte le morti sui luoghi di lavoro non abbiamo riscontrato nessun calo. Sostanzialmente il numero dei morti sul lavoro non è variato nel corso di questi anni di monitoraggio. Purtroppo, nonostante il blog sia diventato punto di riferimento con centinaia di migliaia di visitatori in Italia e non solo (questa settimana oltre 600 accessi dagli Stati Uniti  e 400 della Germania),  per chi cerca notizie in tempo reale su queste tragedie, che portano il lutto in oltre 1000 famiglie ogni anno, non abbiamo mai avuto come interlocutori i vostri ministeri e questo nonostante le numerosissime  mail inviate che illustravano la tragedia attraverso dati incontestabili, Ma si è continuato a prendere per buoni i dati ufficiali che sono sempre sottostimati a causa di un monitoraggio parziale.
Tutti gli anni assistiamo ad un’autentica carneficina di agricoltori schiacciati dai trattori che guidano, nella totale indifferenza della politica, e soprattutto da parte dei ministri che si sono succeduti in questi anni all’agricoltura e al lavoro. Gli agricoltori deceduti  schiacciati dal trattore sono stati 127 nel 2013 rappresentano da soli il 23,3% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Noi crediamo che questa sia una vera emergenza nazionale. Nel corso degli anni abbiamo proposto diverse soluzioni, ma non siamo mai stati ascoltati e nessuno si è mai degnato di rispondere in merito. Basterebbe una maggiore informazione sulla pericolosità del mezzo e far dotare le cabine di protezione  di cinture di sicurezza. Con questi pochi accorgimenti, soprattutto sui vecchi trattori, si potrebbero in poco tempo dimezzare le morti.  Tra poco arriverà la bella stagione e ricomincerà questa strage se non si interverrà immediatamente-
Il nostro lavoro è solo volontario e l’unico scopo è quello di sensibilizzare sul tema morti sul lavoro e auspicare una diminuzione dei decessi sul lavoro, che ci vede primi in Europa.
D’ora in poi speriamo d’avere maggiore attenzione  da parte delle istituzioni.
Cordiali saluti.
Carlo Soricelli
Curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

mail del 22 maggio 2015

Ma la vita di chi lavora la terra non conta niente?

Ministro Martina dica qualcosa su questa carneficina. Continua inarrestabile la strage di agricoltori schiacciati dal trattore. Sono già 21 dal 1° maggio Festa dei Lavoratori e inaugurazione dell’EXPO che “nutre il pianeta”. Sono 51 dall’inizio dell’anno. Nel 2014 sono stati schiacciati dal trattore 152 lavoratori e 142 da quando l’Osservatorio che dirigo le ha mandato una mail il 28 febbraio 2014 per avvertirla, come del resto ho fatto con Renzi e Poletti dell’imminente strage che puntualmente si è verificata. Lo stesso è stato fatto nel febbraio 2015. Il risultato è lo stesso: la Sua indifferenza e quella di Renzi e Poletti. La vita di questi lavoratori non vale neppure un twitter? Eppure la vediamo tutti i giorni in televisione. Su se ne occupi finalmente, Lei è il Ministro delle Politiche Agricole. Questo post sarà continuamente aggiornato fino a quando non la vedremo spendere una parola su queste vittime che si potrebbero dimezzare se solo ci fosse un’informazione corretta e attenta, oltre ovviamente a interventi mirati per mettere in sicurezza i vecchi trattori con interventi sulle cabine. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it


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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro